The Elephant Man – il film e la storia vera di Joseph Merrick

La gente ha paura di ciò che non riesce a capire” una frase che, oltre a mettere su carta la reale paura dell’uomo, racchiude l’essenza di un vecchio film che tutti, ma proprio tutti, dovremmo vedere.

Queste poche parole vengono recitate nel film “The Elephant Man”, una pellicola biografica del 1980 ispirata alla vita di Joseph Merrick. Il film ruota attorno alla vita del protagonista principale, interpretato da John Hurt, che prende il nome di John Merrick. Siamo nella Londra della seconda metà dell’Ottocento e a causa di una malattia molto rara, esattamente la neurofibromatosi, il giovane Merrick viene esposto come “uomo elefante” nel baraccone di Bytes, interpretato da Freddie Jones, un uomo alcolizzato che vive lucrando sulla disabilità del protagonista. Durante uno degli spettacoli viene notato dal dottor Frederick Treves un chirurgo del London Hospital, interpretato da Anthony Hopkins, che convince Bytes a cederglielo per qualche tempo per poterlo studiare e curare. In ospedale, John mostra subito di avere un animo sensibile e di possedere un’intelligenza fuori dal comune. Tutta l’aristocrazia londinese si interessa a lui mentre il fuochista dell’ospedale tenta di sfruttare l’orrenda deformazione dell’uomo, per mostrarlo, sotto pagamento, a gente in cerca di emozioni forti. In una di queste notti, Bytes riesce ad entrare in ospedale e a riprendersi il suo tesoro, come è solito chiamare il giovane Merrick. John, di nuovo nelle grinfie di Bytes, viene esibito come un fenomeno da baraccone, picchiato e rinchiuso in una gabbia per scimmie. Tuttavia riesce a fuggire, con l’aiuto dei suoi colleghi, e con il volto coperto da un cappuccio cerca di tornare a Londra. Una meta quasi impossibile da raggiungere, un viaggio dentro una straordinaria pellicola in bianco e nero, che tu, lettore, non puoi assolutamente perdere.

Ma attento lettore, dopo la visione del film vorrai saperne di più sulla vera storia del Signor Merrick ed io, oggi, sono qui proprio per questo!

Il vero nome del nostro John è Joseph Carey Merrick e nasce a Leicester il 5 agosto del 1862. La deformità fisica, che lo rende famoso nella società Vittoriana, comincia a manifestarsi in tenera età, ed è una deformazione che si manifesta in tutto il corpo, ad eccezione dei genitali e del braccio sinistro. Come se questo non fosse già abbastanza, Joseph dopo una brutta caduta deve rassegnarsi a vivere con la gamba sinistra storpia a causa di una frattura mai completamente risanata. Dopo la morte di sua madre, Joseph viene cacciato di casa all’età di undici anni, dalla sua matrigna a causa del suo aspetto. Cerca di sopravvivere vendendo lucido da scarpe. Questo fino a quando trova impiego nel circo di Sam Torr come fenomeno da baraccone. Nell’inverno del 1885 viene affidato a Tom Norman ma, terrorizzato dal suo aspetto, lo espone in una vetrina nell’East End di Londra. Contro ogni aspettativa, Norman riesce ad ottenere un discreto successo e Joseph riesce a mettere da parte qualche soldo. Tra i visitatori della vetrina c’è anche il dottor Frederick Treves. Subito l’uomo si mostra buono e gentile con Joseph e si offre di visitarlo. Ad una prima valutazione, il dottore, lo descrve come un imbecille ed esamina le circonferenze del corpo: 91 centimetri la testa, 30 centimetri il polso destro e 13 centimetri una delle sue dita. La pelle appare ricoperta d papillomi. Ha deformità ossee nel braccio destro, sul cranio e ad entrambe le gambe. Nel frattempo, nel 1886, i Freak Show vengono dichiarati fuori legge e Joseph cerca di trovare lo stesso impiego in Belgio. Qui, purtroppo, oltre ad essere derubato delle 50 sterline messe da parte (circa 6000 euro attuali), viene abbandonato dal suo nuovo padrone. In qualche modo Joseph riesce a tornare a Londra, ma la malattia appare peggiorata in modo devastante. Grazie ad un poliziotto viene condotto dal dottor Treves che lo sistema in una stanza dove può alloggiare per tutto il tempo che desidera. Durante questo periodo il dottore, conoscendo meglio il giovane, capisce che non è affetto da nessun tipo di ritardo ma è una persona sensibile ed intelligente che mostra, tuttavia, chiari segni di depressione. In quegli anni Joseph diventa una celebrità dell’alta società londinese: tanto da stringere la mano alla principessa Alexandra di Galles, che regala all’uomo una sua fotografia autografata, un regalo che Joseph conserva, durante tutta la sua vita, come un prezioso cimelio. Gli ultimi anni della sua vita sono certamente i più felici, ma le sue condizioni di salute peggiorano, tanto da costringerlo a letto per la maggior parte della giornata. Joseph muore all’età di 27 anni durante la notte dell’11 aprile del 1890, a causa di un soffocamento accidentale. Merrick a causa del peso della testa non aveva la possibilità di dormire orizzontalmente e quindi era costretto a giacere seduto, con la schiena sorretta. Il giorno della sua morte viene trovato disteso sul proprio letto, forse il suo ultimo tentativo di vivere come una persona normale o il suo primo tentativo di abbracciare nel modo più dignitoso possibile.

Nel film l’attore recita una frase che, probabilmente, anche Joseph, durante la sua breve vita ha pensato spesso: “Io non sono un elefante, io non sono un animale. Sono un essere umano”. Poche è semplici parole che insegnano che tutti, anche se differenti gli uni dagli altri, siamo esseri umani. Forse, se lo ricordassimo più spesso, certe atrocità non accadrebbero.

Lettore guarda questo film, gustatelo, non te ne pentirai!

– Giuseppina Serafina Marzocca – 

Rispondi