Tè matcha: storia, usi e benefici della “spuma di Giada”

Il tè matcha (o maccha 抹茶) è una varietà di tè verde molto particolare: non si presenta sotto forma di foglioline essiccate e sminuzzate ma è un una sottilissima polvere di un verde brillante.

La storia:

La sua storia ha radici millenarie: è stato introdotto in Cina dai monaci buddisti e, viaggiando fino al Giappone, si è affermato come bevanda spirituale nel rituale della preparazione, chiamato Cha no yu (che significa “acqua calda per il tè”). La tradizionale cerimonia del tè giapponese è un’esperienza spirituale che prende forma in un rituale performativo che comprende abbigliamento, accessori, fiori e movimenti eseguiti a regola d’arte.

Da qualche anno, questa particolare varietà di tè verde è diventata di moda. Forse anche per via della sua “instagrammabilità” viene utilizzata nella preparazione di torte e prodotti di pasticceria (molto famoso il tiramisù al matcha), per fare gelati, frullati e svariate bevande a base di latte.

Le proprietà benefiche:

Oltre al suo aspetto particolarissimo, il tè matcha è rinomato per le sue proprietà antiossidanti, infatti è ricco di vitamine, minerali, polifenoli e clorofilla. Ha un elevato potere depurativo, antinvecchiamento e detossinante e ha proprietà antiossidanti 137 volte superiori al normale tè verde. La spiegazione di questo fenomeno è legata proprio alla sua modalità di preparazione: si assume per sospensione (sciogliendo la delicata polvere in acqua) e non per infusione come i normali tè. Questo gli conferisce una maggiore concentrazione di sostanze benefiche (già presenti anche nei normali tè) e, dato l’alto contenuto di Teanina, permette di rimanere concentrati e attivi nelle proprie attività.

Il gusto:

Il suo gusto è ancora più particolare del colore. Non piace a tutti, soprattutto a quelli di noi abituati a sapori più “occidentali”. Il sapore è umami, può ricordare quello di spinaci e foglie verdi, è un aroma fresco al palato e dalle sfumature che ricordano le alghe marine e l’erba di prato.

La produzione:

Il tè matcha è prodotto solo utilizzando foglie di tè di qualità elevate (dette tencha) cresciute al riparo dal sole. Le foglie vengono raccolte esclusivamente a mano per essere trattate con il vapore (per proteggerle dall’ossidazione e per conservarne il sapore e il contenuto nutrizionale). Infine, le foglie vengono essiccate e sminuzzate in una polvere fine

La ricetta tradizionale:

Secondo la ricetta tradizionale non si utilizzano semplici utensili che abbiamo tutti in casa, infatti il rituale della preparazione de té prevede l’osservanza di regole precise e di strumenti appositi. Non si usa una semplice tazza, ma una ciotola ampia in ceramica giapponese, bassa e larga, detta chawan. Al posto del cucchiaino si utilizza il chashaku, un sottile cucchiaio di bambù che raggiunge i 20 centimetri di lunghezza. Il chasen è un frullino di bambù che viene usato per mescolare la bevanda. Infine, la tradizione suggerisce di bere il tè prendendo la tazza con due mani e in soli tre sorsi.

Come prepararlo:

La preparazione casalinga è semplicissima: basta scaldare l’acqua a 70/80 gradi, si procede mettendo nella tazza 1 grammo di matcha, si versa sopra l’acqua calda e si crea un movimento che ricorda una “W” sul fondo della tazza, finché non si ottiene una leggera schiuma, detta “spuma di Giada”.

Per un matcha leggero e dal sapore più delicato si possono utilizzare uno o due cucchiani di miscela, per un matcha più denso se ne possono utilizzare fino a tre.

Dove reperirlo:

Il tè matcha è semplice da reperire, si può acquistare nei negozi di tè, in erboristeria, nei negozi Bio, oppure su internet. L’importante è sempre scegliere varietà biologiche da agricoltura controllata, la cui origine sia garantita.

Se volete provare ad effettuare una versione casalinga della cerimonia del tè non sarà difficile reperire gli strumenti utilizzati durante la preparazione cerimoniale: chawan, chesaku, chasen e chaki.

Adesso non vi resta solo che provarlo!

– Eleonora Marina Fazio –

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