Sword and Sorcery: un genere letterario interessante

Bentornati, Fedeli Lettori!

Quest’oggi vogliamo scoprire insieme a voi le origini e gli autori di punta di un sottogenere letterario profondamente amato da uno zoccolo duro di appassionati e che negli ultimi anni ha iniziato ad essere scoperto ed apprezzato anche da una nuova generazione di lettori. Stiamo parlando del sottogenere fantasy denominato Sword and Sorcery o heroic fantasy.

Nei racconti S&S troviamo sempre un eroe (anzi, molto spesso si tratta di un antieroe) che lotta contro una serie di villains umani o sovrannaturali, o umani che padroneggiano pericolosi poteri oscuri. Le radici di questo sottogenere sono ascrivibili all’epica classica di Omero prima e alle avventure di cappa e spada alla Dumas poi, anche se in quest’ultime è assente l’elemento sovrannaturale, fondamentale per poter definire un romanzo un’avventura di fantasy eroico.

La nascita del sottogenere così come noi lo conosciamo risale però al 1921, anno che vede la pubblicazione del ciclo di romanzi dedicati a John Carter di Marte, scritti da Edgar Rice Burrough. La nascita di riviste come Weird Tales e The All Story permette a molti autori di raggiungere la notorietà, pubblicando racconti di Fritz Leiber, Clark Ashton Smith, Henry Kuttner, C.L. Moore, Karl Edward Wagner, ecc. Il termine S&S viene coniato proprio dal già citato Fritz Leiber, il quale cercava un modo per definire i lavori di Robert E. Howard (autore di Conan il barbaro), lavori in cui appunto l’elemento sovrannaturale si incunea a perfezione in una storia che vede l’eroe lottare contro nemici umani e poteri sovrumani.

Il sottogenere S&S vive un periodo di enorme popolarità tra gli anni Venti e gli anni Trenta, per poi attraversare decenni difficili, tacciato di essere un genere di basso livello culturale e letterario. Negli ultimi anni assistiamo ad una rivalutazione e ad una conseguente rinascita dello S&S, non solo grazie alle note saghe nordeuropee, ma anche con la riscoperta dell’heroic fantasy di stampo mediterraneo.

E questa è la mission dell’associazione culturale Italian Sword & Sorcery, fondata nel 2017 da Francesco La Manno e che vanta al suo attivo già numerose pubblicazioni e presenze ad importanti eventi di carattere nazionale (lo scorso 20 febbraio sono stati invitati dall’On. Rampelli alla Biblioteca della Camera dei Deputati).

La Italian Sword & Sorcery si è posta come obiettivo quello di far rivalutare il sottogenere della spada e stregoneria, ma senza inondare il mercato, rischiando di forzare i gusti del pubblico. All’associazione collaborano editori, scrittori, critici, giornalisti, intellettuali e illustratori, tutti professionisti uniti dal filo rosso della passione per le atmosfere evocate da questo sottogenere. La rivalutazione del fantasy eroico per la IS&S parte dunque dalla dovuta riconoscenza ai già citati padri del genere, ma mira a sviluppare un nuovo percorso, basato fondamentalmente sulle tradizioni, i miti e le leggende mediterranee.

I saggi, i racconti ed i romanzi scelti e pubblicati da Italian Sword & Sorcery vengono proposti attraverso vari canali di comunicazione, a cominciare dalla rivista online Hyperborea e dalla rivista cartacea Dimensione Cosmica (edita da Tabula Fati e curata da Adriano Monti Buzzetti e Gianfranco de Turris) a cui si è aggiunta la casa editrice indipendente Italian Sword&Sorcery Books, che ha scelto di pubblicare unicamente in formato digitale. L’etichetta propone solo 4 volumi l’anno, puntando sulla qualità del prodotto e sulla relativa pubblicità e distribuzione.

Ed è di pochi giorni fa l’uscita dell’ebook L’era del serpente, nuovo lavoro dell’autore romano Andrea Gualchierotti. La splendida cover è opera di Andrea Piparo, recentemente e meritatamente nominato art director della S&S, e ci trasporta immediatamente in un tempo altro, prima della storia così come la concepiamo.

Agli albori dell’universo, il potente dio serpente Set da origine ad una genia di creature che potremmo definire serpenti antropomorfi. La natura e l’intelligenza di queste creature permette loro di creare un vasto e ricco impero, ma con lo scorrere dei secoli li porta fatalmente alla decadenza morale, destino al quale nessun popolo sembra in grado di sfuggire. Ai problemi interni si aggiunge una minaccia esterna, rappresentata da un’altra razza, evolutasi non dai rettili, ma dai primati.

Il romanzo scorre così su binari paralleli, alternando capitoli dedicati alla stirpe di Set a capitoli che ci mostrano la vita dei loro nemici, gli umani che calano minacciosi dal Nord.

Sorprende (o forse no) scoprire che serpenti e umani sono afflitti dalle stesse malattie; la brama di potere, la cupidigia, la falsità e l’opportunismo, tanto che si finisce con il non sapere per chi tifare. Sì perché L’era del serpente presenta un’interessante carrellata di antieroi, alcuni davvero affascinanti come il sacerdote di Set, Salith, e altri decisamente più viscidi, ma tutti contribuiscono a dare corpo e ritmo ad una storia che scorre e cattura il lettore grazie al continuo cambio di prospettiva ed alla incessante sequela di colpi di scena.

Di più non posso dire, ché rischierei di rovinarvi il piacere della lettura!

Ah no, posso dirvi di leggere la postfazione scritta da Marco Maculotti, un breve saggio incentrato sulla figura del serpente attraverso la storia dei miti e delle religioni attorno al mondo. Definirlo interessante è colpevolmente riduttivo, ma se lo leggerete mi saprete dire e mi darete ragione.

Bene, come di consueto non mi resta che augurarvi buona lettura!

– Monia Guredda – 

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