Stroncature – Tribes of Europa

Spesso un prodotto per la televisione viene catalogato in base al pubblico a cui è destinato e non è raro che i maggiori ricettori di tali attenzione sono i giovani. Un tempo il “pubblico giovane” riceveva determinate attenzioni per la cura, i contenuti, i linguaggi utilizzati e una serie di accortezze legate alle esperienze percettive della sua età. Oggi provocatoriamente, per alcuni produttori di film, serie tv e animazioni, un pubblico giovane è solo quello con poca memoria e cultura cinematografica. Tribes of Europa una delle serie tv attualmente nella classifica delle più viste su Netflix, è l’esempio lampante di quanto stiamo affermando.

Esiste una vasta produzione di proposte postapocalittiche, genere che dalla fine degli anni ‘70 ha preso una dimensione sempre più ampia, e alcuni film sono diventati dei cult che hanno segnato la strada per tutto ciò che sarebbe venuto dopo. E qui entra in gioco il discorso della scarsa memoria. E i produttori e i distributori si rivolgono ad un pubblico giovane con prodotti di scarsa qualità narrativa, giovani che non hanno voglia o piacere di recuperare quei cult e si accontentano della serie da vedere subito dopo un’altra a cui ne seguirà un’altra ancora e così via, senza che gli si chieda a queste visioni di lasciare un effettivo segno che possa rimanere.

Tribes of Europa è la sintesi di questi concetti. Plot di scarsa originalità, dialoghi non incisivi, clichè abbondantemente utilizzati e pathos annientato dalla prevedibilità della storia. La differenza con altre serie tv è netta, in negativo, ma il rammarico si annida nel fatto che questo tipo di format, di poche puntate, con stagioni limitate, sembra essere studiato per condensare alla meno peggio intrecci pensati per avere un più ampio respiro, che invece rimane strozzato in sceneggiature a basso costo e nella gola del telespettatore.

– Andrea Stella –

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