Storie dal Futuro – Intervista all’autore Ciccio Ratti

Arriviamo alla penultima intervista, ma, soprattutto, alla medaglia d’argento del Concorso Storie dal Futuro che, come sapete già, ha dato luce ad una racconta di racconti (che potete trovare qui). Oggi parliamo di Ciccio Ratti (ovviamente uno speudonimo), autore del racconto Memorie da un pianeta condannato.

Di cosa parla il suo racconto? Di un ipotetico futuro, fatto di scarsità di risorse, mutazioni terrestri, guerre e tanto altro. Fatto di persone distrutte da ciò che li ha colpiti, da ciò che hanno vissuto. Un racconto di un futuro ipotetico, ma verosimile e da temere. Il protagonista del racconto scrive le sue memorie, ci racconta ciò che è successo a lui e al mondo e dove è arrivata l’umanità, ma non lo fa con la gioia di chi ha trovato una “salvezza”, ma con la tristezza di chi sa che il suo mondo (ed il mondo di tutti) è condannato. Nelle sue parole, nel suo testo, veniamo rapiti e ci immedesimiamo nel protagonista, arrivando a comprendere i suoi gesti, i suoi rimorsi e le sue paure. Ma ora andiamo all’intervista.

1- Per prima cosa, parliamo dell’Autore.

Ho 36 anni e sono un choosy, come ebbe a dire qualcuno anni fa. Anni di lavoro e ogni volta ho dovuto ricominciare tutto daccapo. Sono un ritornato, uno di quelli che ha scelto di rientrare in Calabria dopo tanti anni fuori per investire tempo ed energie nella propria terra. Ho creato insieme a due amici un’agenzia di comunicazione che si chiama MiCiLab  e mi occupo dell’accounting societario. Mi sto specializzando nel marketing territoriale, con la speranza di riuscire a proiettare la mia Rossano in scenari sempre più ampi con un uso oculato dei mezzi di comunicazione. Ho una fidanzata che si chiama Elisabetta e abbiamo tante cose in comune, a partire dalla precarietà. Nel tempo libero (che è poco) suono, scrivo, leggo e mi diletto di ricerca storica. Ho fatto politica per una quindicina di anni, poi ho smesso. Così come ho smesso di fumare. Anche se, devo dire, mi è costata di più la politica che il fumo.

2- Come nasce la passione per la scrittura? E dove ha portato fin’ora l’Autore?

Ricordo di aver sempre scribacchiato dappertutto sin da piccolo. A scuola i miei temi erano sempre i più lunghi, e ci prendevo gusto a farli. Al liceo mi è capitato di dover scrivere alcuni articoli per un quotidiano locale e da lì è diventata una vera e propria passione. Non sono mai riuscito a farlo diventare un lavoro, ma ho sempre cercato collaborazioni e testate freelance cui mandare qualche pezzo. Diciamo che senza tirar giù qualche rigo non so stare, anche nei momenti in cui mi occupavo di altro una paginetta word aperta sul pc c’era sempre. Ho collaborato con diverse testate on line tipo Il Murales, il blog di food Burro e Sugo del portale Cibando il portale SurvivingRome Il Paesano Web, oltre a scribacchiare su miei blog personali (ho aperto il primo nel 2000). Fra il 2014 e il 2015 sono stato corrispondente per un quotidiano locale, La Provincia di Cosenza. Da due anni curo la rubrica “Stile Balneare” su Il Quotidiano della Calabria. Attualmente scribacchio sul mio canale Medium ma come puro esercizio di stile. Per quanto riguarda la scrittura vera e propria sono un amante dei racconti brevi e questo ha influito tantissimo sulle mie opere, anche se i miei libri preferiti superano spesso e volentieri il migliaio di pagine. Ho iniziato pubblicando due mini-racconti per la Errant Editions, grazie alla spinta ideale di Francesca Mazzucato, grande scrittrice e grande professionista. Il primo, I Vaganti è uscito nel 2013 mentre Storia di un abitudinario è uscito nel 2013. Nel 2014 ho partecipato alla stesura di un volume di ricerca storica dal titolo in calabrese Cànnili ‘e ppuri in cui si ripercorre la storia centenaria di una festa di contrada ma è nel 2015 che ho pubblicato il mio romanzo principale, Amor Mortis per Falco Editore. La mia prima vera prova, un racconto “lungo” che devo dire è piaciuto a chi lo ha letto. Il 10 dicembre scorso è uscito il secondo libro di storia, sempre scritto con un gruppo di lavoro, intitolato La Chiesa di San Domenico e il convento domenicano a Rossano. Ho in cantiere altri due romanzi, nei ritagli di tempo ci sto lavorando e spero entro la fine dell’anno di finirne almeno uno.

3- Parliamo del Racconto: da dove hai tratto l’ispirazione?

Mi occupo di ambiente da tanti anni, la mia stessa tesi di laurea era basata sulla storia di Greenpeace, studio dati da sempre e sono davvero preoccupato. Il nostro futuro è a rischio, ma non vedo la gente rendersene conto. Si sta minimizzando pesantemente la questione cambiamenti climatici, anzi l’opinione pubblica è felice di farsi il bagno a mare a novembre senza riflettere sul perché stia accadendo. Sono preoccupato per il futuro, e il vostro concorso mi ha dato modo di mettere questa mia preoccupazione su carta e raccontare quello che spero non si avvererà mai. Un piccolo grido che si perderà nel boato immane del mondo, ma che spero possa indurre a riflettere.

4- A quali scrittori ti sei ispirato o ti ispiri generalmente?

Lovecraft e Flaubert sono gli scrittori che amo, di loro ho l’intera opera, le biografie, saggi e critiche. Insieme a Verga e Maupassant li ritengo pietre miliari della letteratura mondiale. La passione per il romanzo breve l’ho presa da loro, così come la passione per le descrizioni di luoghi e persone. King, Cromwell, LLywellyn e Tolkien sono invece quelli che adoro leggere, riesco a perdermi nelle pagine dei loro libri e a rilassarmi. Saghe vichinghe e romanzi storici in genere sono i miei preferiti, insieme agli autori dell’800 italiano e francese. I libri li compro a chili, per intenderci. Il più bel libro che abbia mai letto? I Vicerè di De Roberto.

5- Oltre Storie dal Futuro: Quali sono i progetti letterari dell’Autore?

Sono uno scrittore da tempo libero, mi piace l’idea dello scrivere e narrare ma con tempi e modi propri di un hobby. Sto lavorando ad un romanzo legato alla storia della mia città e ad un altro che si basa su una campagna fantasy (gioco a Dungeons and Dragons da più di un decennio, tecnicamente sarei un nerd). Mi piacerebbe scrivere per il teatro, ma non so se ne sono capace.

Ringraziamo anche Ciccio Ratti e, facendogli i complimenti per il suo secondo posto, andiamo a leggere un estratto del suo racconto.

“Isola Severnyj, 23 settembre 2087
Lascio questi fogli di carta in balia delle tiepide onde del Mare di Barents anche se ho poca speranza che qualcuno le trovi e le legga. Dentro ci sono i miei ricordi, i miei pensieri, la mia amarezza, ciò che ho bisogno di depositare fuori dalla mia anima. Sento che la fine è vicina, e che sia inutile parlare con chi mi circonda, non capirebbe. Affido dunque al mare le mie memorie e la storia di questo pezzo di mondo per chi magari, in un futuro prossimo, ripopolerà questo pianeta.”

– Giorgio Correnti –

 

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