Storie dal Futuro – Intervista all’autore Angel De Olivera

Ed eccoci alla zona calda della classifica di Storie dal Futuro, al terzo posto, alla medaglia di bronzo. Eccoci al racconto di Angel De Olivera, contenuto nell’omonima raccolta che potete trovare qui.

Parliamo di Eden, un racconto fantascientifico, che usa anche un tipo di scrittura molto futurista, con messaggi computerizzati, parti mancanti, caricamenti, dandoci l’idea di “leggere un messaggio registrato”, se così possiamo dire. Eden ha raggiunto voti altissimi nella scrittura ed ha accontentato il giusto di tutti e tre i giudici, soprattutto per un approccio che può non sembrare originale nel modo, ma lo è nel contenuto. Ricordando un po’ il più famoso Matrix, Eden ci presenta un mondo alternativo alla realtà, i suoi pregi ed i suoi difetti. Niente guerre, però… qui si parla di concetti psicologici. Ma non anticipiamo altro, eccovi, invece, l’intervista dell’autore.

1- Per prima cosa, parliamo dell’Autore.

Ho 24 anni e sono brasiliano, ma ormai sono più di tredici anni che vivo in Italia, quindi più della metà della mia vita l’ho trascorsa qui. Sto per laurearmi in lingue e letterature straniere a Pisa e faccio parte di una compagnia teatrale dove faccio prosa e improvvisazione. La mia più grande passione è il teatro e, dopo la laurea, mi piacerebbe entrare in una scuola di teatro in modo da poter coronare questo mio sogno. Sono anche un supernerd e passo tantissimo tempo a leggere manga e fumetti, giocare di ruolo con gli amici,  guardare film, serie tv e anime e, tra un episodio e l’altro, non può mancare una classica partitina alla Playstation!

2- Come nasce la passione per la scrittura? E dove ha portato fin’ora l’Autore?

Mi è sempre piaciuto scrivere, fin da bambino. Questa mia passione è uscita del tutto fuori alle superiori, grazie soprattutto al laboratorio di scrittura Montag tenuto dal mio insegnante di italiano al liceo. Grazie a quegli incontri riuscivo a trasformare in parole scritte i miei pensieri e, una volta partito, non sono più riuscito a fermarmi. In quinta superiore ho partecipato al Premio Letterario Marco Alessio Capezzuoli: una Poesia… per la Vita, sezione del Premio Letterario Nazionale “Alfonso di Benedetto”, con una mia poesia intitolata La meta e sono arrivato 3° ex aequeo insieme ad un’altra ragazza. All’università sono entrato in contatto con la realtà teatrale e ho seguito dei corsi di drammaturgia per potermi cimentare anche nella stesura di sceneggiature.

3- Parliamo del Racconto: da dove hai tratto l’ispirazione?

In Eden il tema principale è la vita, seppur in maniera poco ortodossa. Mi ha sempre affascinato l’idea dell’Intelligenza Artificiale che si fa avanti con prepotenza sul genere umano, ma, spesso, in letteratura, ciò avviene perché le macchine si ribellano dal momento che capiscono che sono più intelligenti dei loro creatori; qua invece no, Adam decide di intervenire sulla vita degli esseri umani perché essi stessi stavano andando verso l’autodistruzione, quindi le sue azioni, sebbene vada contro il principio di libero arbitrio, punta alla salvezza dell’umanità. In una storia pubblicata su Topolino e scritta da Casty (Andrea Castellan, uno dei miei sceneggiatori preferiti), il genere umano aveva creato un robot di nome Tutor, il cui compito principale era quello di garantire alla felicità del genere umano; in quella storia, le persone erano diventate talmente pigre da aver trascurato il pianeta, al punto che gli animali si erano estinti. In Eden, invece, ho voluto che, nonostante la felicità degli esseri umani fosse garantita da Adam, questa non avrebbe fatto da deterrente per fermare le spinte di conquista dell’uomo, facendolo arrivare a mondi sconosciuti e raggiungendo il suo apice nella Grande Guerra Interumana. Ho voluto poi riflettere sul significato che diamo alla vita: cos’è che distingue le vite all’interno della realtà virtuale da quelle vere del nostro universo? È una risposta che il protagonista non riesce a dare e, per questo, il quesito rimane aperto. Se devo, infine, fare una lista delle opere che mi hanno ispirato nella redazione di questo racconto direi che, oltre alla storia di Casty, mi hanno dato un grande contributo le opere di Asimov, The Expanse, Matrix e Star Trek.

4- A quali scrittori ti sei ispirato o ti ispiri generalmente?

Sebbene non sento di essere portato per la scrittura “gotica”, Lovecraft è uno dei miei autori preferiti e uno dei quali mi ispiro di più soprattutto per l’enigmaticità e l’oscurità delle sue storie; la stessa cosa vale per lo stile di Edgar Allan Poe. Un altro autore al quale mi ispiro quando scrivo è G. R. R. Martin, autore della saga letteraria da cui è tratta la serie tv di successo Game of Thrones, soprattutto per quanto riguarda le trame relative ai giochi politici e agli intrighi di corte, due elementi che trovo affascinanti in quanto funzionano in qualsiasi genere, dal fantasy alla fantascienza.

5- Oltre Storie dal Futuro: Quali sono i progetti letterari dell’Autore?

Al momento sto scrivendo vari racconti brevi, tutti collegati da un unico filo conduttore, e spero di pubblicarli prima o poi, magari raccolti sotto un’unica antologia. Inoltre, dal momento che, ultimamente, sto dedicando tantissimo tempo al teatro, ho in mente un paio di drammaturgie, ma per ora sono solo delle idee che aleggiano nell’etere, devo ancora metterle sulla carta; se venissero fuori delle belle storie mi piacerebbe, perché no, anche metterle in scena. Sebbene mi concentri principalmente sulla recitazione, la scrittura per me conta tantissimo e ha contribuito alla realizzazione della persona che sono oggi.

Ringraziando Angel per la sua intervista (che io personalmente ho condiviso moltissimo), amo ricordarvi che potrete trovare il suo racconto nel libro Storie dal Futuro (che trovate QUI) e vi lascio un piccolo stralcio del suo Eden.

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Data di registrazione: giorno XIII dello Scorpione
Luogo di registrazione: sconosciuto
Mi chiamo Philip Doyle. Se stai ascoltando questo messaggio allora vuol dire che la mia missione o è fallita o è riuscita in parte; in ogni caso, ho perso coscienza di me stesso e adesso probabilmente me ne starò seduto a leggere favole a dei figli che non ho mai avuto in compagnia di una moglie che non ho mai sposato.”

– Giorgio Correnti –

 

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