Storia delle bandiere: Francia

Non avremmo potuto scegliere una giornata più adatta per parlare della bandiera francese, non trovate? E in effetti non è stato affatto un caso, visto che – seguendo l’ordine ufficiale alfabetico della rubrica, questa settimana sarebbe spettata alla Finlandia, ma parlare della Francia il 14 Luglio ci è sembrata la scelta migliore. Ad ogni modo, come tutti voi saprete, la bandiera francese è composta da un tricolore verticale blu, bianco e rosso, dall’unione dei colori della città di Parigi (blu e rosso) e del colore della casata Borbone (bianco); con la caduta del sistema monarchico, il bianco venne poi attribuito alla Santa Giovanna D’Arco.

Questa unione tra colori ha una storia ben precisa: durante i primi movimenti della Rivoluzione Francese, le milizie portavano un particolare segno distintivo, una coccarda blu e rossa, che in seguito vennero adottate anche dalla Guardia Nazionale, al quale venne poi aggiunto il reale bianco dal Marchese di Lafayette, comandante della Guardia. E così nacque la coccarda tricolore francese. Durante la Prima Repubblica francese, la legge del 15 febbraio 1794 rese la bandiera tricolore il vessillo nazionale, con l’indicazione, sulla base delle raccomandazioni del pittore Jacques Louis David, che il blu fosse collegato all’asta e non il rosso (la configurazione originale prevedeva infatti che il rosso stesse su quel lato).

La Francia non ha uno stemma ufficiale, ma ne ha adottato uno che, pur senza ufficialità, appare su uniformi di polizia, su molti edifici pubblici e anche sui passaporti, oltre che – delle volte – sulla bandiera tricolore. Si tratta di uno scudo tutto in larghezza con le terminazioni laterali rilevate e terminate da teste di leone, dove al centro compaiono le lettere RF (iniziali di République Française), e in alto troneggia un’ascia rivolta a destra (sinistra araldica) e in basso due rami di olivo (simbolo di pace) e quercia (simbolo di forza e perennità). Tale composizione artistica era, in origine, opera dello scultore Jules-Clément Chaplain, che venne poi ripresa dall’artista Robert Louis.

– Lidia Marino – 

Rispondi