Storia delle bandiere: Austria

Sempre affamati di dettagli inerenti alle cose che ci circondano, oggi iniziamo questa rubrica, percorrendo la storia delle bandiere dell’Unione Europea, iniziando dall’Austria. Composta da tre bande orizzontali di uguali dimensioni, presenta la banda al centro bianca e la banda superiore e inferiore rosse. Esiste una leggenda legata all’utilizzo di questi colori specifici: durante le crociate e precisamente nel periodo dell’Assedio di San Giovanni d’Acri (1189-1191), il duca Leopoldo V di Babenberg indossò in battaglia una tunica bianca, che – date le sorti molto sanguinose dello scontro – si tinse completamente di rosso, per il sangue versato, ma rimase bianca nella parte coperta della cintura.

Il suo simbolo, invece, deriva dallo stemma araldico dei duchi d’Austria e poi da quello della casata d’Asburgo. Venne adottata da Federico II di Babenberg nel XIII secolo, nel tentativo di ottenere maggiore indipendenza dall’imperatore del Sacro Romano Impero.  La più antica fonte per la bandiera è contenuta in un sigillo conservato nel monastero di Lilienfeld e risale al 1230: per questo, insieme alla bandiera della Danimarca, la bandiera austriaca è da annoverarsi tra i più antichi simboli nazionali del mondo. Dopo l’Anschluss del 1938, che vedeva l’Austria entrare a far parte del Terzo Reich, la bandiera venne cambiata in quella con la svastica, proibendo l’utilizzo della tradizionale a bande rosse e bianche. Questo fino al 1º maggio 1945, quando con la caduta del nazismo e la fine della guerra, poterono tornare alla versione attuale.

La bandiera di Stato contiene inoltre lo stemma nazionale al centro: l’aquila. Nel medioevo questa presentava due teste che distinguevano la carica dell’imperatore da quello di un re che poteva avere come simbolo solo un’aquila “classica”. Nella mano destra l’aquila teneva la spada, nella mano sinistra il globo imperiale con la croce sopra: i due simboli del potere imperiale. Oggi invece, l’aquila ha una sola testa, e nella mano sinistra ha un martello (a rappresentare gli operai) e nella destra la falce (i contadini), con mura merlate in testa a mimare una corona  (la borghesia delle città). Lo stemma simboleggia quindi l’unità e la pacifica convivenza di questi ceti sociali e le catene spezzate in basso ricordano, invece, la liberazione dal nazismo.

– Lidia Marino –

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