Storia della frase “Se non hanno pane, mangino brioches”

Passare alla storia è un privilegio concesso a pochi ma l’immortalità ha sempre un prezzo, per le donne soprattutto. Nella spirale della storia c’è finita, senza dubbio, una Regina del passato, la più conosciuta delle vecchie Corti Europee: l’immortale Maria Antonietta, regina di Francia.

La giovane Regina è ricordata per essere, oltre un’icona di stile, una donna viziata e capricciosa, la causa principale della Rivoluzione Francese. Durante la sua vita l’etichetta di donna “frivola, irresponsabile, assetata di lusso e dissipatrice” non l’ha mai abbandonata, nemmeno durante l’età adulta quando iniziò a mostrare più senso di responsabilità e di riflessione. Una donna che credeva nella monarchia assoluta, che cercò di salvarla con tutte le sue forze intrattenendo una corrispondenza segreta con gli aristocratici emigrati e con alcuni nobili liberali, come Mirabeau, futuro presidente dell’Assemblea Nazionale, e Barnave. Uomini che nel 1792 vennero riconosciuti come “disertori” davanti agli occhi di un popolo affamato. Allo stesso tempo si tendono a dimenticare i rari in casi in cui l’immagine della regina veniva associata ad una vita più umile, come quello in cui Maria Antonietta volle costruire un piccolo villaggio di dodici casette nel parco di Versailles, sulla base di un quadro del pittore Hubert Robert, chiamato Le Hameau. Il fatto che la regina cercasse di ricreare un modello di vita semplice rifacendosi al modello del mito dell’Arcadia fu considerato, all’epoca, scandaloso e non consono al suo ruolo. Maria Antonietta è stata senza dubbio una donna insoddisfatta, una donna che non desiderava essere regina e che ha pagato a caro prezzo il peso della sua corona. Un prezzo pagato con gli appellativi con cui veniva chiamata ieri e con cui oggi viene ancora riconosciuta: Madame Deficit o peggio l’Autrichienne, la “cagna austriaca”.

Oltre ai tanti episodi vissuti durante la sua breve e intensa vita uno su tutti è spesso ricordato. Durante una delle rivolte del popolo pare che la regina abbia chiesto ai suoi sudditi quale fosse il motivo di tanta indignazione; le fu risposto: “Maestà, il popolo protesta perché manca il pane“. Pare che la sua risposta sia stata: “se non hanno pane, che mangino brioches!“. “S’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche“. Ma badate bene ho scritto “pare” perché Maria Antonietta non ha mai pronunciato questa frase.

Partiamo con ordine: cos’era la brioche durante l’epoca appena prima della rivoluzione? Di certo non era proprio come quella che oggi siamo abituati a gustare. Secondo l’Oxford Companion to Food di Aland Davidson, la brioche del Settecento era appena arricchita da pochissime quantità di burro e uova e non era molto diversa da una bella forma di pane bianco. Un’altra prova a suo favore la troviamo nel Libro VI de “Le confessioni” di Jean Jacques Rousseau. Il filosofo afferma tra le sue pagine che nel 1741 si trovava da Madame de Mably dove, di nascosto, era solito bere un vino d’Arbois che aveva il potere di stimolargli l’appetito e non volendo entrare in panetteria vestito in maniera elegante, poiché sarebbe stato considerato poco consono, racconta questo aneddoto: “Allora mi ricordai il suggerimento di una grande principessa a cui avevano detto che i contadini non avevano più pane e che rispose: che mangino delle brioches. Perciò mi comprai una brioche“. Queste sono pagine scritte, come citato poco sopra, nell’anno 1741, l’ultima regina di Francia è nata nel 1755 e come se questo non bastasse Maria Antonietta è giunta nella sfavillante corte francese solo nel 1770, direi che è impossibile che possa aver pronunciato questa frase visto che, all’epoca, non era ancora nata. La frase fu attribuita a Maria Antonietta per la prima volta nel 1843 ad opera dello scrittore Alphonse Karr in “Les Guepes”. Molto probabilmente i suoi detrattori le identificarono questa frase in un secondo momento, per delegittimarla ancora di più davanti agli occhi dell’opinione pubblica.

Con il passare del tempo “l’espressione” è stata attribuita anche ad altri personaggi come Vittoria Luisa, figlia di Luigi XV che avrebbe suggerito al popolo di mangiare la crosta dei pasticci di carne. Ma anche in questo caso l’attribuzione della frase è anacronistica alla luce della testimonianza di Rousseau. Alcuni invece credono risalga all’intendente generale Joseph François Foullon, una delle prime vittime della Rivoluzione francese, che avrebbe detto: “Si cette canaille n’a pas de pain, qu’elle mange du foin“, “Se questa canaglia non ha pane, che mangi fieno“. Un’eco di questa frase la troviamo anche nella conclusione dello stornello “C’era una volta” di Francesco Dall’Ongaro, del 1849: “Quando la gente non avea farina, lo re diceva: mangiate pollame“. Secondo, invece, la biografa più recente di Maria Antonietta, la storica Antonia Fraser la “grande principessa” a cui fa riferimento Rousseau sarebbe  Maria Teresa d’Austria, infanta di Spagna e moglie di Luigi XIV. È anche vero che in assenza di riscontri scritti dell’epoca, Paul Johnson ritiene che si tratti di un aneddoto inventato di sana pianta dal nostro filosofo. Per altri invece l’origine della frase è molto più antica e nasce dalla bocca di un antico imperatore cinese che di fronte alle sofferenze del suo popolo che pativa l’insufficienza del riso, avrebbe detto “Perché non mangiano carne?”. Purtroppo queste, descritte sopra, sono tutte congetture, l’unica certezza è che non può essere stata la Regina di Francia a pronunciare una simile frase. Una frase che continua a portare erroneamente il suo volto, il volto di una donna di soli 37 anni, arrestata e processata per alto tradimento nel 1793 e decapitata il 16 ottobre dello stesso anno in  Place de la Revolution al grido di ” Viva la Repubblica”.

– Giuseppina Serafina Marzocca –

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