Storia degli strumenti musicali: la Tromba

1La storia di molti strumenti ha spesso un passato particolare, provenendo da antenati molto più modesti di come sono ora. Uno di questi è la tromba, strumento che ha reso famosissimi vari musicisti come Louis Armstrong, ma che proviene dalla tromba naturale. Quest’ultimo nasce già dalle civiltà più antiche, come l’Antica Roma o, ancora prima, gli Etruschi. Per “tromba naturale” si intende uno strumento a cono (a volte a corno, spesso fatto, appunto, di corno animale), con l’estremità più piccola, dove si soffiava, e l’estremità più larga, che amplificava il soffio ed emetteva un forte suono.

Il primo utilizzo della tromba è stato per scopi militari. Egiziani e romani, infatti, la usavano per far partire le cariche delle proprie truppe di fanteria. Antenata romana della tromba, fu la buccina, uno strumento utilizzato proprio per impartire ordini alle milizia da lunga distanza e udibili in modo distinto a tutti. Era realizzata in bronzo, senza pistoni, così da avere un suono monofonico. A differenza delle trombe più antiche, la buccina era costruita in modo da essere ripiegata su se stessa, così da dare allo strumento una maggiore trasportabilità. Alcune volte, la struttura della tromba antica permetteva un suono polifonico, gestibile con l’intensità del fiato e il tono di voce di chi soffiava.

2Nel XIV secolo, lo strumento si allunga, fino a raggiungere i 150 cm, ed iniziava ad essere usato nelle ballate. Spesso le trombe venivano inserite in piccole orchestre per fare da bordone, ovvero emettere un suono monofonico (o polifonico) fisso, sempre uguale per tutta la canzone. Questo rafforzava la melodia e dava più libertà ai suoni leggeri e melodici, come quelli dei pifferi. La prima tromba a pistoni nacque nel 1813, dopo molti celebri fallimenti. Questi pistoni permisero di ampliare la gamma di note emesse. Infatti, mentre prima i suoni cambiavano a seconda del tono e dell’intensità del fiato, i pistoni donavano una più ampia scala cromatica, arrivando fino a circa tre ottave di estensione (limite fisico del trombettista). Lo strumento è ritenuto tuttora uno tra i più “difficili” da suonare, in quanto molte cause esterne (condensa nello strumento, temperature basse, spostamenti delle labbra impercettibili, eccetera) concorrono a portare il musicista in errore, soprattutto nelle note più acute.

Una curiosità? Questo strumento, soprattutto nella sua versione antica senza pistoni, viene citato varie volte nella Bibbia, come quelle in argento usate dai sacerdoti per annunciare le festività o quelle utilizzate dagli angeli. Alcuni esemplari venivano addirittura utilizzati nelle occasioni particolari e vengono tutt’ora utilizzate in alcune cerimonie ebraiche, come lo Shofar, realizzato con le corna di un ariete.

– Giorgio Correnti –

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