Storia degli strumenti musicali: la Chitarra

1Andando a cercare ed a scoprire la storia degli strumenti musicali, ci siamo imbattuti nella lunga e laboriosa serie di eventi che hanno portato alla chitarra moderna. Differentemente dal pensiero di tutti, la chitarra non ha origine dal liuto, ma dalla chitarra barocca, uno strumento in uso intorno al XVI secolo composto da una cassa armonica simile, anche se più piccola, alla nostra chitarra e con ben cinque doppie corde, ovvero dieci corde, affiancate a due a due tra loro. Questo tipo di sistema fu ripreso dalla chitarra a 12 corde che vedremo più avanti.

Le evoluzioni che portarono alla chitarra furono apportate in Spagna – dove era più diffuso l’uso della chitarra barocca – tra la seconda metà del ‘700 fino alla metà del ‘800. Fautore del primo prototipo di chitarra classica moderna fu il liutaio Antonio de Torres. Le prime modifiche portarono la nuova chitarra ad avere sei corde semplici, invece delle cinque corde doppie della chitarra barocca. Questo portò ad una minore sonorità – nella chitarra barocca, le corde accoppiate avevano la stessa accordatura per rendere più forte il suono – fu compensata dall’allargamento della cassa di risonanza e dell’apertura completa del foro della cassa armonica – la chitarra barocca aveva spesso un articolato disegno forato in legno, che smorzava un po’ la doppia risonanza delle corde. La chitarra a sei corde ebbe successo e sostituì la chitarra barocca, perché risultò più facile da maneggiare e suonare e avente una struttura più robusta che la rendeva meno fragile.

2In Italia le chitarre a sei corde arrivarono intorno allo stesso periodo. L’evoluzione fu diversa, in quanto le dimensioni rimasero ridotte, ma forse la prima chitarra italiana, prodotta nel 1764 da Antonio Vinaccia, presentava quasi tutte le caratteristiche della chitarra moderna. I liutai napoletani iniziarono a distribuire e far espandere l’uso di questa chitarra grazie all’appoggio dei Fabricatore. Subito dopo, in Spagna si vide il crescere uso dello strumento, doprattutto a Malaga e Siviglia. In Francia, invece, la chitarra a 6 corde arrivò intorno al 1820, con un fiorente utilizzo dello strumento grazie al liutaio Renѐ François Lacôte molto apprezzato da famosi chitarristi del suo tempo come Fernando Sor e Ferdinando Carulli.

Le prime acustiche furono costruite a New York, dal liutaio tedesco Christian Frederik Martin. Quest’ultimo, dopo aver imparato l’arte del liutaio presso una bottega a Vienna, si trasferì nel nuovo continente ed aprì una bottega. Le diverse richieste di sonorità – più folk e meno classiche – lo portarono alla creazione di queste nuove chitarre, strutturate secondo il modello classico viennese, ma utilizzando corde di budello che furono poi sostituite, nel 1920 con corde in acciaio, con i ringraziamenti dai musicisti country. Questo aumento di tensione dovuto alle corde d’acciaio, portò a degli adeguamenti della struttura della cassa armonica, con un’incatenatura della tavola particolare, detta “ad X“, già sviluppata da Martin stesso intorno al 1850.

3Le chitarre elettriche, invece, furono create quando si sentì l’esigenza di rendere il suono delle chitarre più forte, in quanto, in una esecuzione orchestrale, era spesso sovrastato dai volumi degli altri strumenti. Orville Gibson, grande liutaio americano che ora tutti conosciamo per la grande azienda di chitarre Gibson, cercò di risolvere questo problema applicando alle chitarre la cassa arcuata e con buca ovale tipiche dei violini, creando, così, l’odierna chitarra archtop molto usata per il blues. Fu Lloyd Loar, progettista della Gibson, a condurre esperimenti per utilizzare magneti con rivelatori di prossimità delle corde invece della cassa di risonanza intorno al 1924. Ma la vera intuizione fu di Adolph Rickenbacker che realizzò, nel 1931, il primo pick-up elettromagnetico ed iniziò ad applicarlo sugli strumenti acustici, creando la chitarra lap steel. L’azienda Gibson iniziò la produzione della prima chitarra semiacustica, con una cassa di risonanza più piccola, aperture a forma di f e un unico pick-up, nel 1935. Il modello fu un grande successo – finalmente le chitarre avevano un volume adatto, grazie all’amplificazione – e fu il primo passo verso le chitarre elettriche.

La prima chitarra elettrica senza cassa di risonanza, ma composto da un blocco di legno massiccio con parti elettriche installate all’interno, fu ideato dal chitarrista Les Paul nel 1941. Les Paul portò il prototito, detto The Log, alla Gibson che la rifiutò. Il suo progetto fu, però, portato avanto da Leo Fender nel 1948, tecnico progettista di aplificatori, che creò la Broadcaster, chitarra con due pick-up miscelabili e con il corpo di legno pieno, senza le risonanze indesiderate prodotte spesso dalla semiacustica dell’epoca. Divenne la svolta delle chitarre elettriche che ebbero la loro prima forma stabile, dalla quale, oramai, ogni casa produttrice di chitarre si sbizzarrisce. L’utilizzo dei pick-up senza cassa di risonanza, permette ai produttori di dare al corpo di legno qualsiasi forma vogliano, anche ai limiti dell’indecenza, a volte.

– Giorgio Correnti –

 

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