Storia degli strumenti musicali: l’Organo

1Oggi parliamo di uno di quegli strumenti dal suono più famoso, sia che si senta una musica di chiesa che ci si ritrovi a guardare il musical The Phantom of the Opera: l’organo. Questo strumento ha un’origine antichissima: il primo organo, l’hydraulis, fu costruito addirittura nel terzo secolo a.C., ad Alessandria da Ctesibio, un ingegnere e inventore greco antico che inventò anche la pompa e l’orologio ad acqua. L’hydraulis era un organo idraulico e non veniva utilizzato per la musica: il suo scopo era prevalentemente filosofico e veniva usato per simulare il canto degli uccelli o i sibili emessi dai colossi di Memnon a Tebe. Nel IX secolo, questo strumento ad acqua fu messo a punto per essere completamente automatico e, successivamente, si diffuse in tutta Europa, ma il suo utilizzo aveva ancora connotazioni magiche e metafisiche, quindi utilizzato più nelle scienze esoteriche che nella musica.

In questo strumento, l’aria, compressa da una o due pompe, faceva scendere il livello dell’acqua contenuta in una campana di bronzo o di rame immersa in un tino. L’acqua, a sua volta, spingeva l’aria verso le canne, facendole suonare. Vi era una tastiera collegata a valvole, che permettevano di suonare ogni singola canna. Lo strumento idraulico fu, però, sostituito già in epoca antica con l’uso di mantici e, quindi, con un sistema senza acqua e formato solo da aria compressa incanalata nelle canne sonore.

02L’evoluzione dell’organo fu notevole. Ci si mise pochi secoli dal passare dal prototipo del VIII secolo a quello odierno. All’inizio, la tastiera era formata da vere e proprie leve che venivano tirate dal suonatore e le canne erano disposte secondo dei blocchi sonori, senza registri distinti. Nel tardo trecento/quattrocento, comparvero i pedali e una tastiera simile a quella moderna (e simile al pianoforte), mentre le canne furono disposte a registri distinti solo in epoche più moderne. Nelle diverse versioni, troviamo anche lorgano portativo, ovvero uno strumento di piccole dimensioni e facile da portare, che l’esecutore utilizzava suonando con la mano destra su una piccola tastierina, mentre, con la mano sinistra, azionava un mantice che produceva aria all’interno delle piccole canne di bronzo.
L’organo, grazie alla sua imponenza e al suo suono molto spirituale (si veda anche l’utilizzo esoterico e filosofico del suo progenitore) fu utilizzato per lo più nelle funzioni religiose. In molte chiese, infatti, vi sono organi di eccellente fattura, spesso molto estrosi, con intarsi complicati del legno e di vari materiali, tra qui l’oro e il bronzo. Molti di questi organi sono delle vere e proprie opere d’arte.
3Per avere il primo modello di organo hammond, ovvero di un organo elettrico, dobbiamo arrivare al 1935. L’organo hammond fu inventato, per l’appunto, da Laurens Hammond e costruito dalla statunitense Hammond Organ Company. Questo nuovo strumento, col suono non tanto dissimile da quello originale, entrò subito nelle composizioni musicali dell’epoca, anche se ebbe il suo maggior successo negli anni ’50, grazie al jazz ed al pop. Alcuni dei più famosi esecutori furono Lou Bennett e Jimmy Smith. L’Hammond venne spinto, negli anni sessanta e settanta, anche nel rock, grazie ai Depp Purple o i Pink Floyd o, anche, i Genesis.
Nell’era moderna, grazie a sintetizzatori di suoni più realistici, possiamo sentire organi di vario genere nelle varie canzoni. Anche in assenza di canne e strumenti articolati, molte tastiere riescono a simulare il suono del vecchio organo, senza dover utilizzare per forza l’organo hammond che ha il suo suono particolare. E la troviamo nel Theme Song di The Phantom of the Opera, nell’inizio di I Want to Break Free dei Queen o in Like a Prayer di Madonna, con il suo suono particolare.
– Giorgio Correnti – 

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