Storia degli strumenti musicali: il Violino

01Torniamo a parlare della storia degli strumenti musicali: questa volta il protagonista è l’elegante violino. Ovviamente questo strumento ha avuto mille sfaccettature: ricordiamo tutti la musica angelica del violino Stradivari, che prende nome dal genio di Antonio Stradivari, antico liutaio italiano reputato uno dei migliori (se non il migliore) di tutti i tempi, ma conosciamo anche ballate country/western o piratesche nella quale veniva usato un violino (spesso anche scordato). In pratica, è uno strumento molto ambito in vari tipi di musica, utilizzato spesso per la sua musicalità elegante, ma squillante e per essere facilmente trasportabile.

Ma parliamo della sua storia: le fonti più antiche che abbiamo ci permettono di inquadrare la nascita del violino all’incirca all’inizio del XVI secolo. I primi esempi di violino, derivavano da un’evoluzione di altri strumenti ad arco preesistenti ed erano suddivisi in tre famiglie, approssimativamente corrispondenti alle tonalità di soprano, contralto o tenore e basso.

02Ma il violino come lo conosciamo, con la forma e l’accordatura usata tutt’oggi, nacque a Cremona con Andrea Amati, a Brescia con Gasparo da Salò, Zanetto e Pellegrino Micheli, a Venezia con la famiglia Linarol. Ma non solo: dai dati che gli studiosi hanno cercato di accumulare e tradurre, la nuova famiglia di strumenti ad arco sembra apparire quasi allo stesso tempo in varie parti d’Europa. Infatti, oltre che nell’Italia del Nord, ne abbiamo notizie di apparizioni contemporanee in Francia, in Germania, nei Paesi Bassi ed a Praga. Quindi dove ha avuto veramente i natali il primo violino? Possiamo solo supporre che esso sia nato come strumento creato da musicisti ambulanti durante i primi decenni del XVI secolo, da una fusione di vari strumenti simili dell’epoca come le vielle e le ribeche a tre corde. Ad avvalorare la tesi fu l’utilizzo del violino che, nel XVI secolo, era suonato principalmente per fare musica di danza. Nonostante ciò, in Italia assunse quasi subito ruoli più nobili, nelle corti o nelle chiese. Infatti abbiamo una citazione del 1530 dove vediamo il violino essere utilizzato durante una messa in una chiesa di Brescia e, dieci anni più tardi, troviamo notizie sull’uso dei violini in varie “scuole” e durante messe e processioni tra i canali di Venezia.

03Da allora, abbiamo visto i violini evolversi nella tecnica costruttiva – spesso di pari passo con le innovazioni tecnologiche – o nelle forme e nel colore della vernice. Ogni scuola aveva il suo stile costruzione ed utilizzo. L’espansione dell’uso del violino, accettato sia nelle corte e nelle chiese, sia tra la gente comune, creò un enorme evoluzione della carriera del liutaio. Nonostante le differenze tra le varie scuole, il violino rimase, però, simile nella sostanza, variando solo leggermente. L’ultima evoluzione fu, però, del XIX secolo, dove si scelse di effettuare cambi ad alcune caratteristiche in funzione dell’uso e della musica che vi veniva eseguita. Così ora ne abbiamo di vari tipi ed anche il violino classico  – come lo stesso Stradivari – differisce molto da quello che era lo strumento ai primo del 1800. Ma esiste una versione di violino antico, con le caratteristiche che aveva prima dell’ultima evoluzione utilizzato tutt’oggi e viene comunemente chiamato violino barocco.

Il violino è uno strumento importantissimo, forse secondo solo al pianoforte. Non a caso, la chiave di sol viene chiamata proprio chiave di violino. Il suo passato è avvolto ancora da qualche mistero, ma denota un’evoluzione che ha seguito di pari passo la stessa musica. E qual’è la storia della chitarra? I due strumenti hanno una storia in comune? Questo è materiale per il prossimo articolo.

– Giorgio Correnti –

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