Storia degli Inni: Inno Nazionale Francese

Oggi parliamo de La Marsigliese, un canto rivoluzionario, poi diventato Inno Nazionale Francese. Il brano venne richiesto al compositore e poeta Claude Joseph Rouget de List in seguito alla dichiarazione di guerra della Francia all’Austria dal sindaco di Strasburgo, barone di Dietrich. Rouget de Lisle compose l’inno di guerra, dedicandolo al maresciallo Luckner, che comandava l’Armata del Reno (se vogliamo aggiungere anche un appunto molto tragicomico, sappiate che sia Luckner che Dietrich saranno ghigliottinati pochi anni dopo) e la cantò per la prima volta proprio a casa del barone e la serata venne immortalata nel quadro di Isidore Pils, esposto al museo di Belle Arti di Strasburgo. Il nome originale dell’Inno era Chante de guerre pour l’Armée du Rhin (Canto di guerra per l’Armata del Reno).

Cambiò nome nel venire accostato alla Rivoluzione francese, dato che veniva cantata per le strade dai volontari provenienti da Marsiglia al loro arrivo a Parigi. La Convenzione decise che La Marsigliese divenisse l’inno nazionale con un decreto del 14 luglio 1795, ma in seguito la canzone fu messa al bando da Napoleone I, Luigi XVIII e Carlo X, rimanendo così soppressa dal 1807 al 1831. Solo dopo la rivoluzione del 1830 La Marsigliese fu nuovamente in voga dal 1831 al 1852 e Hector Berlioz ne elaborò una versione orchestrale. Anche durante il Secondo Impero fu ritenuta una canzone inappropriata e l’inno nazionale divenne Partant pour la Syrie, aria che venne composta da Louis Brouet, ma che passò alla storia come lavoro di Ortensia di Beauharnais, la madre di Napoleone III. Il crollo del Secondo Impero non mutò subito la situazione e soltanto nel 1876 La Marsigliese venne nuovamente considerata inno nazionale di Francia.

Una particolarità di questo brano è che il testo non invita i cittadini della propria patria a morire per essa, come spesso accade negli Inni nazionali, ma a combattere e vincere, dimostrando un tipo di forza positiva molto interessante. La Marsigliese è inoltre l’inno nazionale più citato in composizioni di vario genere di musica classica, in tutto ben 16 volte.

Di seguito video e traduzione:

Andiamo, figli della Patria
È giunto il giorno della gloria!
Contro di noi della tirannide
lo stendardo sanguinoso si è spiegato!
lo stendardo sanguinoso si è spiegato!
Sentite nelle campagne
Urlare questi feroci soldati?
Vengono, fino tra le vostre braccia
A sgozzare i vostri figli e le vostre compagne.

Ritornello:
Alle armi, cittadini!
Formate i battaglioni!
Marciamo! Marciamo!
Che un sangue impuro
abbeveri i nostri solchi!

Che vuole quest’orda di schiavi
traditori e re congiurati?
Per chi sono questi ignobili ostacoli
Questi ferri già da tempo preparati
Questi ferri già da tempo preparati
Francesi, per noi, ah che oltraggio
Che trasporto deve provocare!
É noi che osano pensare
Di rendere all’antica schiavitù

Ritornello

Come? Coorti straniere
Che dettano legge nei nostri focolari?
Come? Queste falangi mercenarie
abbattono i nostri fieri guerrieri?
abbattono i nostri fieri guerrieri?
Gran Dio! Con mani incatenate
Le nostre fronti, sotto il giogo, si piegherebbero.
Vili despoti diventerebbero
I padroni dei nostri destini

Ritornello

Tremate tiranni, e voi perfidi
Obbrobrio di tutti i partiti
Tremate, i vostri progetti parricidi
Infine stanno per pagare il prezzo!
Infine stanno per pagare il prezzo!
Ognuno è soldato per combattervi
Se cadono i nostri giovani eroi
La terra ne produce di nuovi
Contro di voi, tutti pronti a battersi

Ritornello

Francesi da guerrieri magnanimi
Portate o trattenete i vostri colpi
Risparmiate queste tristi vittime
Con rimpianto si armano contro di noi!
Con rimpianto si armano contro di noi!
Ma questo despota sanguinario
Ma i complici di Bouillé
Tutte le tigri che senza pietà
Lacerano il seno della loro madre!

Ritornello

Amore Sacro della Patria
Conduci, sostieni noi vendicatori valorosi.
Libertà, cara Libertà
Combatti con i tuoi difensori
Combatti con i tuoi difensori
Sotto le nostre bandiere, che la vittoria
Accorra ai tuoi maschi accenti
Che i tuoi nemici spirando
Vedano il tuo trionfo e noi, la nostra Gloria

Ritornello

(«Duetto dei Bambini»)
Noi entreremo nella carriera
Quando i nostri grandi non ci saranno più
Noi vi troveremo la loro polvere
E la traccia della loro virtù!
E la traccia della loro virtù!
Ben meno gelosi di sopravviver loro
Che di spartire la loro tomba
Noi avremo il sublime orgoglio
Di vendicarli o di seguirli
Ritornello

– Lidia Marino – 

 

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