Storia, curiosità e ricette a tema caffè

Ispiratore di successi come “Expresso Love” o il più nostrano “Caffè nero bollente”, il caffè è – a parer mio e di moltissimi altri – un vero e proprio nettare degli dei, messo (fortunatamente!) a disposizione di noi comuni mortali. Il caffè viene solitamente associato – non a torto – a paesi come Brasile e Colombia, ma la International Coffee Organization annovera tra i produttori anche l’America centrale, l’Africa centro-meridionale e il Sud-Est asiatico. Le varietà maggiormente coltivate, tra le 100 specie disponibili, sono la robusta e l’arabica, da cui prendono nome le rispettive miscele. L’origine di questo prodotto si confonde con la leggenda, come quella del pastore etiope Kaldi e delle sue caprette insonni o quella più illustre che ha per protagonista lo stesso Maometto, ristorato da un malore grazie alla portentosa bevanda nera creata da Allah e offertagli dall’Arcangelo Gabriele. A chiarirci le idee almeno sul luogo di origine di questo sensazionale prodotto interviene Pellegrino Artusi, sostenendo che il caffè più prelibato sia quello della città di Mokha. Quale che sia la verità, resta il fatto che un gesto apparentemente banale, come bere una tazzina di caffè, costituisce per molti un vero e proprio rituale. Ed in effetti la pausa caffè è proprio questo, un rituale antico che affonda le sue radici nel XV-XVII secolo, periodo in cui nacquero i primi café, centri orientati, sì, alla degustazione del neonato oro nero, ma anche ai dibattiti culturali e alla lettura di riviste e giornali. Una tazzina di caffè, ieri come oggi, assume valenze differenti, a seconda della persona con cui la si gusta. Con gli amici costituisce un’occasione per incontrarsi e chiacchierare; sorseggiata tra le quattro mura di casa, la tazzulella ‘e cafè è una piccola coccola da riservare a se stessi, alla famiglia o agli ospiti, il più delle volte a colazione o al termine del pranzo. E ancora, preso alle macchinette o al bar aziendale, il caffè costituisce un vero momento di aggregazione tra colleghi o un incontro di lavoro informale. In alcuni casi invece, l’invito a bere un caffè rappresenta un primo rituale di corteggiamento, se non addirittura un vero e proprio primo appuntamento! In quest’ultimo genere di occasioni, le proprietà eccitanti/stimolanti della caffeina ci vengono decisamente incontro… insieme a quelle organolettiche, naturalmente. Del resto, si sa, il profumo del caffè è a dir poco irresistibile!

Confermatasi nel tempo la più grande alleata di lavoratori, innamorati e studenti, l’energizzante bevanda ha un business ampissimo e di intramontabile successo: macchinette delle fogge più assurde, servizi di tazzine di design, ma anche cialde, miscele fresche di torrefazione e accessori sconosciuti ai più fanno la fortuna del settore e la gioia dei cultisti di questo moderno brodo nero (altro che il ȝέȜας ζωȝός spartano!). Altrettanto importante, soprattutto tra i consumatori più giovani e modaioli, è anche il giro di affari incentrato sui gusti alternativi, come quelli offerti dal celeberrimo Starbucks, divenuto un’istituzione per gli americani e un sogno per i turisti. Mocaccino, frappuccino, espresso, macchiato, cappuccino, marocchino, lungo, ristretto, shakerato, con panna, alla cannella… ognuno ha il proprio preferito! Per gustare un caffè dal sapore particolare, però, non bisogna per forza girare mezzo mondo. Oltre al caffè corretto nei modi più svariati, il nostro territorio può vantare un’altra specialità: il romanissimo caffè con la ricotta! Se per i gusti in fatto di caffè c’è un certo margine di variabilità, una solida e unica certezza permane: quella che il caffè sta agli italiani come il tè sta agli inglesi e agli orientali. Pensate che solo in Italia se ne consumano circa 70 milioni di tazzine al giorno! Nessuno, però, batte ancora il record della Finlandia, che può vantare un consumo annuale di 12kg circa per persona!

Oltre ad essere buonissimo così com’è, il caffè è un ingrediente fantastico per preparare piatti dolci e salati (approdati in tv come in siti e libri di cucina in tempi relativamente recenti). Il tiramisù è certamente uno degli esempi più eminenti di dessert a base di caffè. Ma come potevo non pensare a qualche altra idea da proporre a tutti i caffè-dipendenti che come me vanno in estasi ascoltando il soave gorgoglio della moka e annusando il profumo di questa bevanda? Ecco qui, perciò, alcune ricette che – sono sicura – soddisferanno qualsiasi vostra caffeinica fantasia!

Torta Barozzi1Cominciamo con qualcosa di tradizionale ma un po’ meno diffuso della Zuppa del Duca. La Torta Barozzi è una vera e propria istituzione in Emilia Romagna. La ricetta originale, elaborata in una famosa pasticceria di Vignola, purtroppo è segreta, ma in rete pare si possano trovare delle alternative molto valide. Questa torta, oltre ad essere davvero golosa, è un modo furbissimo per riciclare i fondi di caffè. È uno di quei dolci che non si fa mancare proprio nulla: c’è il cioccolato, c’è il rum e – appunto –anche il caffè. Lo definirei un dolce “da viziosi”… e in quanto rappresentante massimo della categoria, non potevo non condividere con voi una simile bontà!
Ingredienti:
un fondo di caffè; 85g di burro; 270g di cioccolato fondente; 100g zucchero; 4 uova grandi (o 5 medie);1 bicchierino di rhum; 120g di mandorle spellate e tritate; un pizzico di sale; farina e burro q.b. per rivestire la teglia (in alternativa, potete sempre ricorrere alla carta forno); zucchero a velo (facoltativo).
Sciogliete a bagnomaria il burro e il cioccolato in un pentolino. Aggiungete il fondo di caffè, mescolando molto bene, poi lasciate raffreddare. Separate i tuorli dagli albumi. In un recipiente, sbattete con cura i tuorli e il rhum (magari aiutandovi con una frusta o con uno sbattitore elettrico). Aggiungete le mandorle, poi il composto di cioccolato ormai tiepido. In un altro contenitore, montate a neve ben ferma gli albumi, poi aggiungeteli all’impasto a base di tuorli, mandorle e cioccolato: utilizzate un mestolo di legno e incorporate il tutto con dei movimenti circolari dal basso verso l’alto, per far sì che gli albumi non perdano l’aria al loro interno. Riscaldate il forno a 180°. Imburrate e infarinate una tortiera (o rivestitela di carta forno) e versatevi l’impasto: lasciate cuocere per circa 20 minuti (regolatevi in base al vostro forno, controllate spesso una volta passati ¾ del tempo di cottura e fate sempre la prova stecchino). Una volta ultimata la cottura, lasciate raffreddare il vostro dolce e – se vi piace – spolverizzatelo con lo zucchero a velo.

Cupolone2Questa ricetta – presa da uno dei miei volumi della mitica Sora Lella – è a dir poco pazzesca. So bene che potrebbe risultare un po’ laboriosa, ma credetemi quando vi dico che un solo cucchiaio di questa bontà vi ripagherà della fatica fatta!
Ingredienti:
un pan di spagna rotondo; ½l di latte; 3 bicchierini di rum; 250g di nocciole tritate; 6 tuorli d’uovo; 150g di mascarpone (o di ricotta romana); 70g di farina; 150g di zucchero a velo; 150g di burro leggermente ammorbidito; una tazza di caffè forte freddo; 180g di zucchero semolato; chicchi di caffè q.b. (per guarnire).
In una casseruola, preparate la crema alla nocciola: montate i tuorli con lo zucchero semolato,fino ad ottenere un composto spumoso, poi aggiungetevi la farina e un bicchierino di rum. Diluite il tutto con il latte e lasciate cuocere per circa 10 minuti a fuoco dolce, mescolando. Trasferite la crema così ottenuta in una terrina, per farla raffreddare. Aggiungete poi le nocciole tritate, mescolando per far sì che si distribuiscano uniformemente all’interno della crema. In un altro recipiente, montate a crema il burro insieme al mascarpone, poi aggiungete il caffè, il rum e lo zucchero a velo. Una volta ottenuta una crema omogenea, fate rassodare il tutto in frigo per una mezz’ora. Tagliate in 3 dischi degradanti il pan di Spagna: tagliate prima 3 dischi esattamente uguali, poi aiutatevi con dei coperchi di misura differente, utilizzandoli come guida per ritagliare nuovamente il disco centrale (che dovrebbe essere di 2cm più piccolo della base) e quello superiore (che dovrebbe essere di 3cm più piccolo della base). Spennellate ogni disco con il rum rimanente (io lo diluisco con un po’ d’acqua, per avere una bagna non troppo alcolica), prima di spalmarvi la crema alla nocciola. Una volta impilati i tre dischi, guarniteli con la crema al mascarpone (e qui, sbizzarritevi pure utilizzando il sac à poche!) e i chicchi di caffè e servite.

Frappuccino3Per quanto molti si oppongano all’avvento di Starbucks nel nostro Paese, è innegabile che le sue estrose variazioni sul tema del caffè siano una vera tentazione per gli occhi e per il palato. Se, poi, il caffè è quello giusto (forte quanto basta, non annacquato, fatto in casa e – top del top – macinando al momento i chicchi della nostra miscela preferita)… beh, direi che anche per i più integralisti sarà difficile resistere al fascino di un Frappuccino preparato così! Ecco qui, dunque, la ricetta che vi permetterà di gustare il celeberrimo caffè senza dover prendere il primo aereo per qualche capitale europea o statunitense a caso!
Ingredienti (per una persona):
una tazza di espresso freddo; 250ml di latte; 3 cucchiai di zucchero; 2 tazze di ghiaccio; 1 cucchiaino di pectina senza acido citrico (facoltativa); 1 bustina di vanillina/ 3 cucchiaini di cioccolato/3 cucchiaini di caramello (a seconda del gusto che intendete riprodurre); panna (preferibilmente fresca e montata al momento) q.b.; topping al cioccolato o al caramello q.b.; ingredienti a piacere da spolverizzare sulla panna (biscotti, nocciole, cacao… a voi la scelta!) q.b.
Versate il latte e il caffe nel frullatore ed aggiungetevi lo zucchero e – se volete rendere il vostro Frappuccino più denso – la pectina. Se decidete di utilizzarla, è importante controllare che non contenga acido citrico, perché potrebbe compromettere il gusto della bevanda. Aggiungete poi la vaniglia, il cioccolato o il caramello, in base ai vostri gusti, insieme al ghiaccio: frullate il tutto con pochi rapidi scatti: in questo modo non rovinerete il macchinario e le lame non si surriscalderanno (eviterete, così, che il ghiaccio si sciolga, annacquando il vostro Frappuccino). Cercate, quindi, di non tritare eccessivamente il ghiaccio. Infine, servite il vostro Frappuccino come più vi piace: l’ideale, chiaramente, è un recipiente alto, come un mug o un bel bicchierone di vetro. Se, poi, avete uno di quei bicchieri di plastica con la calottina e la cannuccia, beh, ancora meglio!

Vi incuriosiscono queste ricette? Correte a sperimentarle, dunque! E ricordate di fare anche delle foto: qui in redazione non siamo certo a corto di igers e golosoni! Aspettiamo i vostri feedback, fotografici e non, davanti a un bel caffè (o un tè, nel caso della nostra Lidia!).

Alla prossima!

– Jo Terry –

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