Sono puri i loro sogni, Matteo Bussola

Inizierei con le presentazioni: Matteo Bussola, classe 1971, nasce come progettista edile e finisce fumettista; il disegno è la sua vera passione e anziché relegarlo a passatempo notturno decide di farne la sua professione primaria a ben 35 anni. Vive a Verona, compagno di Paola Barbato(a sua volta fumettista e scrittrice), padre di tre figlie e proprietario di due cani.

Descrizione breve, ma che dice tutto il necessario per poter proseguire agevolmente. Se non siete amanti di Fumetti avrete comunque  avuto occasione di incontrarlo, non in edicola, bensì in libreria: nel 2016 con Enaudi è stato pubblicato il suo primo libro Notti in bianco, baci a colazione, una raccolta di aneddoti e riflessioni della vita quotidiana di quello che è un padre come molti, lavoratore, compagno di una donna a sua volta lavoratrice, che gestiscono insieme una casa, le figlie, i problemi. Dimostra di essere un pensatore e osservatore attento, che sa con tenerezza e semplicità raccontarci ciò che lo circonda.

Ed è proprio la sua penna leggera che ritroviamo in questa seconda pubblicazione, edita sempre Enaudi, dal titolo arcobaleno “Sono puri i loro sogni”. Il tema questa volta però non è la sua quotidianità ma qualcosa che ad essa si incastra: la scuola. In un libricino di un centinaio di pagine Il Bussola affronta uno dei temi più caldi del momento: una lettera aperta in cui troviamo attualità, disagi e verità scomode il tutto condito da buonsenso, che secondo me è ciò che davvero fa la differenza in questo libro. Inizierei con il dirvi che non vi troverete tra le mani un pamphlet che inneggia alla rivoluzione e riempie pagine bianche con parole nere e pesanti. Tutt’altro. Questa è una lettera che non punta il dito contro la scuola e nemmeno contro i genitori, per dirla tutta questa è una riflessione aperta a ognuno di noi proprio perché priva di imposizioni: non c’è una netta presa di posizione ma solo la realtà dei fatti e una flebile richiesta d’aiuto, Come possiamo salvare la nostra scuola? Si accettano consigli, parliamone.

Sono puri i loro sogni è un concentrato di esperienza: la scuola di un tempo con il suo rigore, la severità,  una vera istituzione; la scuola di oggi con insegnanti messi in seria difficoltà da genitori prepotenti e presuntuosi, la serietà che manca, i bambini che sono posti di fronte a mille impegni e l’istruzione che perde così il suo ruolo centrale per essere rilegata a qualcosa che va fatto ma non si sa bene come,quando o perché. C’è qualche racconto della vita dell’autore, esempi pratici con cui Matteo Bussola dimostra di essere parte attiva del problema: è un padre, ha vissuto la scuola da scolaro e ora da genitore, proprio come molti di voi. Sono riportati fatti di cronaca, bambini ingestibili, genitori assenti; testimonianze di come la vita negli anni sia cambiata, le priorità si siano mescolate, il lavoro di insegnanti sia diventato difficile nonché pericoloso, essere studenti è diventato altro, fare i genitori vuol dire esserci anche quando non è possibile. Ecco, tutto questo ci ha portato fuori binario. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo ma quello che conta è prendere atto del problema e rendersi conto che forse stiamo sbagliando rotta, ci facciamo guidare dal Nord sbagliato. I bambini sono il fulcro della nostra scuola e non dovremmo mai dimenticarcene. Tutto quello che facciamo è per loro, per la società del futuro. La scuola e la famiglia non giocano da avversari ma si contendono lo stesso spazio da compagni di squadra: l’una deve collaborare con l’altra; serve dialogo, meno irruenza e più chiarezza. La scuola oggi deve fronteggiare delle difficoltà moderne così come il ruolo della famiglia dovrebbe reggere il ritmo che le viene imposto.

Leggendo quest’opera  quello che pare chiaro è che la scuola e la famiglia sono ingranaggi di uno stesso orologio che purtroppo non funzionano all’unisono e così ci fanno perdere la cognizione del tempo. Dovremmo oliare il meccanismo ritrovando un equilibrio tra il passato ormai superato e l’ingestibile presente in cui viviamo per poter così raggiungere un puntualissimo futuro, con le lancette che segnano la giusta ora. Matteo Bussola consegna questo libro ai genitori di oggi ma io lo trovo adatto a chiunque abbia voglia di mettersi in discussione e prendersi del tempo per riflettere su un argomento così importante e chiacchierato. Questo libro è una sorta di discussione aperta a cui si può partecipare senza urla, schiamazzi e insulti ma con mente lucida.

Vi consiglio di cogliere l’occasione per conoscere meglio l’autore proprio attraverso la sua pagina Facebook, dove troverete un assaggio quotidiano del suo modo di rapportarsi con il mondo e la scrittura; inoltre, essendo in questo periodo impegnato con la presentazione del libro in tutta Italia, potrete informarvi anche sulle prossime tappe del tour libresco.

– Jessica Bua – 

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