Smetto Quando Voglio – Masterclass – Meglio ricercati, che ricercatori

Era il 2014 quando per la prima volta abbiamo sentito parlare della squadra dei Ricercatori: Smetto quando voglio al suon di “meglio ricercati che ricercatori” portava in scena la strampalata avventura di un gruppo di professori universitari, senza lavoro, sottovalutati e scartati da tutti sebbene dei luminari nel loro campo. Il gruppo composto da sette amici decide di ribellarsi al sistema e allo Stato che non li apprezza perché fin troppo qualificati, mettendo su una banda che produce e spaccia una droga sintetica legale. Iniziano con l’intento di racimolare il giusto per arrivare a fine mese ma poi si troveranno impelagati in una storia più grande di loro. A grandi linee questa è la trama del primo film che si concludeva con l’arresto della banda. E da quel punto ricomincia la narrazione di Smetto Quando Voglio – Masterclass.

Pellicola del 2017 che ha riportato sul grande schermo la bande dei sette a cui si son aggiunti altri componenti di tutto rispetto,laureati ovviamente, che collaboreranno questa volta con la polizia al fine di incastrare tutti i produttori di smart drugs presenti nel mercato dello spaccio in cambio di una sentenza che li assolverà da tutti i crimini di cui sono accusati. Non vi anticiperei altro del film ma passerei subito a parlare dei punti forza di questo prodotto cinematografico tutto Italiano che però non ha nulla da invidiare alla genialità del cinema oltreoceano.

Innanzi tutto parliamo della vera mente creatrice dei film: Sydney Sibilia, classe 1981, è il giovane che stando dietro la macchina da ripresa è riuscito a ideare e metter su una commedia all’italiana che cela in realtà le sembianze di un Action movie. Una sceneggiatura impeccabile ci porta a conoscere quelli che sono i supereroi del nostro millennio, dei protagonisti nerd, laureati,buffi ma sicuramente non stupidi e far ridere con l’intelligenza, con la cultura non è assolutamente facile. All’interno del suo film Sibilia ha inserito continui riferimenti cinematografici mischiandoli a quella che era la comicità anni ’70: pulita,lineare, mai volgare eppure efficace.

Durante i tre anni che intercorrono tra il primo e il secondo film in realtà sono stati girati insieme due capitoli, Masterclass ed il terzo Smetto quando voglio- Ad Honorem previsto nelle sale nel 2018. Tecnica questa assai impegnativa ma che ha permesso al cast di evolversi insieme alla trama restando sempre ben legati ai vari avvenimenti e permettendo alla storia di proseguire in scioltezza, ottenendo così quello che si può considerare un ottimo risultato.

Edoardo Leo, che interpreta Pietro Zinni, insieme a Stefano Fresi, Ovvero il chimico Alberto Petrelli, seguiti da tutto il resto del fantastico cast che vede presenti Paolo Calabresi, Neri Marcorè, Valerio Aprea, ci propongono in questo secondo capitolo quella che è la rivincita della “fuga dei cervelli”, di tutti coloro che dopo la laurea sebbene qualificati si son visti costretti a lasciare il loro paese per cercare fortuna altrove. Questo film è divertente e sincero ma soprattutto è un film impegnato: ci sbatte in faccia tra un inseguimento e una risata quella che è la realtà di oggi, il grande problema del nostro paese, che butta via l’eccellenza lasciando spazio a tutt’altro. Per una volta a far parlare di loro non sono dei ladruncoli da quattro soldi, ignoranti e per questo divertenti, no, per questa volta si parla di letterati, chimici, giuristi, archeologi che sanno molto e questo loro sapere lo hanno convertito in voglia di rivalsa!

Una storia intelligente che ci dimostra come anche la realtà se osservata con il giusto occhio critico possa far divertire ed allo stesso tempo riflettere. Alla fine del film si esce dalla sala soddisfatti: due ore in compagnia di una banda strampalata che oltre a qualche sorriso ci ha lasciato sicuramente molto su cui pensare.

In attesa dell’ormai attesissimo terzo film, di cui abbiamo già potuto vedere in anteprima alcune scene, direi che vi conviene recuperare gli altri due perché almeno noi gliela dobbiamo un po’ di riconoscenza a questi ricercatori strampalati. Tempo ben speso quello per vedere film di questo calibro e ricordate: oltre le risate c’è di più.

– Jessica Bua –

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