Sherlock Quarta Stagione – Impressioni di fine stagione

Ieri si è conclusa la quarta stagione di Sherlock, la serie della BBC prodotta dal Moffat/Gatiss basata sui romanzi di Arthur Conan Doyle e sul suo investigatore deduttivo Sherlock Holmes. Ambientato in una londra moderna, vediamo Benedict Cumberbatch (Doctor Strange, The Imitation Game) nei panni di un Sherlock Holmes iperattivo, misantropo e tendente alle droghe ed un Martin Freeman (Lo Hobbit, Fargo) nei panni del suo amico Watson.

La quarta stagione è partita con i fuochi d’artificio, dopo il finale della terza dove abbiamo visto ricomparire il volto di Jim Moriarty (interpretato da Andrew Scott) su tutti gli schermi di Londra, dopo essere morto durante la seconda stagione. Quindi ripartiamo da qui, come è tornato Moriarty? Seguiranno spoiler.

La prima puntata ha il solo utilizzo di far vedere la paranoia di Holmes e di far morire Mary Morstan, la moglie di Holmes, il tutto per far partire l’espediente narrativo della seconda puntata. Il caso è tutto incentrato su Mary, ma sembra essere confusionario e la puntata ne risulta scialba e spesso noiosa.

La seconda puntata, invece, vede un Holmes fare di tutto per “salvare” Watson, come richiestogli in un video post mortem dalla stessa Mary. Il piano e quello di cercare di incastrare un ricco imprenditore famoso ed amato in tutta l’Inghilterra, che sembra avere una propensione per uccidere persone, diventando uno spietato serial killer per diletto e difficile da incastrare. Incastrandolo e rischiando di morire in più di una occasione, Watson e Holmes si riavvicinano. Ed ecco il finale sorprendente: compare un terzo Holmes, una sorella che spara a Watson sul finale della puntata.

Iniziamo la terza puntata: la sorella Holmes (Eurus, interpretata da Sian Brooke) è una cervellona più intelligente di tutti, ma che ha bisogno di essere salvata. Solo che, per farsi salvare, ammazza un bel po’ di gente (non Watson, lui era stato solo stordito nella puntata precedente). La puntata è, di per sé, intensa e molto bella da gustare. MA l’espediente narrativo è inverosimile: l’Inghilterra è uno degli stati più potenti del mondo e la sua intelligence segreta crea una roccaforte/prigione in mezzo al mare, su un’isola. Credo che, essendoci i peggiori delinquenti del mondo, la selezione di guardie e direttori sia ferrea, cercando tra i più bravi e resistenti. Il fatto che Eurus Holmes convinca tutti a farle fare quello che vuole è verosimile solo se ci trovassimo nel mondo degli X-Men o di Dottor Who. Eurus è intelligente ed è persuasiva, tanto da poter facilmente plasmare menti deboli, ma una serie di guardie d’elite non si farebbero controllare così solo a parole. Ne consegue una certa inverosimiglianza, ma tutto non va a discapito della puntata che rimane profonda ed accattivante che va a scoprire il passato profondo di Sherlock.

Pecca del finale, niente aggancio ad una serie successiva. Forse perché, probabilmente, la storia non continuerà e non ci sarà una quinta stagione. O, come gira voce su internet, la quinta stagione sarà più un reboot che un continuo. Intanto posso consigliarvi la visione dell’intera serie che, nonostante gli alti ed i bassi, rimane una serie godibile e bella, con una fotografia ed una recitazione sublimi.

– Giorgio Correnti –

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