Scrivere libri in Italia – Intervista a Luca Manzi

01Luca Manzi è uno dei produttori e ideatori della TV più prolifici ed apprezzati… nonché scrittore. Parliamo del romanzo Il destino è un tassista abusivo, esilarante, capace di divertire e farci innamorare. Nel libro il protagonista Giorgio Correnti (sì, si chiama come me) vive a Roma, e passa la sua vita tra supplenze in una scuola e viaggi verso Milano per collaborare con prestigiosi professori. In questa storia incontra tanti personaggi eccentrici, ma, soprattutto, incontra Agnese… no, non vi anticipo altro: dovete leggervelo.

Parlando di narrativa e di ottimi prodotti letterari italiani, abbiamo chiesto a Luca di rilasciarci un’intervista, analizzando il suo libro e fornendoci informazioni su come nasce la sua idea e su quale sia il miglior modo per vedere il proprio romanzo negli scaffali delle librerie d’Italia.

Eccovi l’intervista:

Nel suo curriculum virtuale notiamo serie tv italiane di successo, come Don Matteo (del quale è produttore creativo) e, soprattutto, Boris (del quale è un ideatore). Quanto c’è di lei in questi due prodotti?

Immagino qualcosa, ma non so dire precisamente cosa; senz’altro il bisogno di ridere, forse l’amore per la semplicità che non ho in Don Matteo, forse la violenza verso quello che ho in Boris.

Parlando del suo libro, come è nata l’idea di scriverlo?

Una volta ero in cucina con mia cugina e una sua amica e parlavamo delle sfighe d’amore. L’amica in questione raccontava della sua ennesima storia andata a male e concludeva, sconsolata, che lei sapeva perché: lei faceva sempre lo stesso errore. Ho pensato a un personaggio che faceva sempre errori diversi, ma non sapeva quali, e da lì è cominciato il romanzo.

Il libro è costellato da personaggi molto caratterizzati, ma, soprattutto, eccentrici. Ha preso ispirazione da qualcuno che conosce o da personaggi televisivi o ha inventato tutto?

Inventato tutto, anche se non ci crede nessuno quando lo dico. E lo considero un grande complimento.

Se facessero un film, quali attori sceglierebbe per i personaggi più importanti?

Non ci ho mai pensato: Michele Alhaique per Giorgio, mentre per gli altri davvero non saprei che pesci pigliare.

02Quanto della storia prende dalla sua vita reale? E quanto c’è di lei in Giorgio, il protagonista?

Io e Giorgio abbiamo un carattere molto diverso, ma le stesse passioni: l’arte, la bicicletta, la montagna. È comodo dare al tuo protagonista le tue passioni: non ti devi informare, non devi studiare. Anche se ha un carattere diverso funziona. Purtroppo, una volta che lo fai, è finita: non puoi fare personaggi, che guarda caso, hanno tutti le stesse passioni. La prossima volta mi toccherà studiare. Le domande sono le stesse della mia vita, le risposte credo di no; le domande di uno scrittore sono sempre in quello che scrive. Sono le domade che ti fai.

È difficile portare avanti un progetto editoriale e farsi pubblicare in Italia?

Non direi, pubblicano chiunque. Portare avanti un progetto editoriale tuo dipende da chi hai la fortuna o la sfortuna di incontrare dall’altra parte del tavolo; io sono stato fortunato.

Cosa suggerirebbe ai giovani scrittori che vogliono pubblicare una loro opera?

Di scrivere con grandissima severità verso loro stessi, di cercare una chiave di stile precisa e perseguirla, di far leggere e rileggere, di lavorare sul testo prima di inviare e poi di cercare un contatto, ma con Facebook l’ultima cosa è piuttosto facile, ne è una prova il fatto che io stia rispondendo alle domande di uno sconosciuto. Le altre, invece, sono difficili e, secondo me, sono il motivo per cui tanti manoscritti non vengono pubblicati: parti prematuri senza incubazione.

Ringraziamo ancora Luca Manzi per il tempo concessoci e, se non avete ancora letto il suo libro, ve lo consiglio caldamente. E dovete crederci: ve lo consiglia il “protagonista“.

– Giorgio Correnti –

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