Sausage Party, l’inquietante vita degli alimenti

03SPOILER ALERT!
CAUTION: non guarderete mai più le salsicce con gli stessi occhi.
Altamente sconsigliato a suore anoressiche.

Vi siete mai chiesti come sarebbe la vita dei vostri alimenti, se fossero dotati di mente ed anima e vivessero in una comunità religioso/bigotta alla pari di quella di Footloose? No. Ovviamente no. Bisognerebbe essere strafatti di acidi  per pensare ad una cosa cosi`…ed e` esattamente questo che immagino sia successo agli sceneggiatori di Sausage Party, la storia di un panino puritano e un hot dog ribelle che vivono in un supermercato, in attesa di essere scelti dagli dei umani per essere portati in paradiso.

02Prendetevi pure qualche minuto per rileggere queste frasi. Sì, avete letto bene, ma vi capisco, la stessa incredulità l’ho provata anche io, per i primi 10 minuti di film. Poi sopravviene un senso di sconcerto allarmante, che vi seguirà fino ad oltre la metà della storia, accresciuto dall’indice di gradimento dell’83% su Rotten Tomatoes, apparentemente inspiegabile: come come come, vi chiederete, ha potuto ottenere un consenso cosi` elevato?

In soli 45 minuti è riuscito a risultare sessista, vagamente omofobo, razzista verso la comunità afroamericana, messicana, nativa americana e palestinese, attraverso una serie di luoghi comuni raccapriccianti ed ideologia permeata di cristianesimo spicciolo manco l’avesse prodotto l’ala di estrema destra del Partito Repubblicano. Ma non temete: a un certo punto l’hot dog ribelle comincia a pensare che le cose non stiano esattamente come vogliono fargli credere, ed arriva a mettere in dubbio le regole religiose che guidano la vita del supermercato. A questa conquista filosofica e sociale ci arriva spinto dalla volontà di infilarsi tra le gambe di quel bel pezzo di panino della sua ragazza: tira più un filone di pane che un carro di buoi.

01Insomma, per farla breve, gli ultimi 20 minuti risollevano il tono e la storia prende una piega inaspettata, fino a che, dopo risvolti comici, horror, fantascientifici, si arriva al lieto fine, celebrato con una mega-orgia tra alimenti, dove i personaggi che avete imparato a conoscere fanno giochi sessuali per niente velati gli uni con gli altri. Che dire, bella svolta rispetto all’inizio del film. In conclusione, non ho ancora capito se mi è piaciuto o no, ma vi consiglio di andare a vederlo: vi prometto che una roba così non l’avete vista mai. Magari lasciate a casa i bambini.

Ora scusatemi, devo andare ad incartare nel cellophane le banane prima che si scopino tutto il cassetto delle verdure.

Ps: nel caso in cui non foste ancora convinti: il cattivo è una doccia vaginale.

– Mangoberry –

 

 

 

 

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