Ruoli televisivi che hanno creato ansia e depressione negli attori

Recitare significa entrare nella testa di un personaggio e riuscire in un certo senso a comprenderlo ed entrarci in sintonia. Non è semplice immergersi in una persona diversa dalla propria e poi tornare, come se niente fosse, in sé una volta finita la propria scena, giorno dopo giorno, per diversi mesi o anni e il programma frenetico delle riprese che la maggior parte dei programmi televisivi richiede rende ancora più arduo riuscirci. Questa immersione può senz’altro portare a prestazione migliori, ma anche ansia e depressione negli attori, che si ritrovano smarriti nel proprio cambio di personalità. Scopriamone qualcuno.

Dean Norris in Breaking Bad

Come saprà chi ha seguita la serie, Breaking Bad non si preoccupa di inserire scene drammatiche e personaggi cupi e non lo ha fatto nemmeno nei confronti di Hank, agente della DEA e cognato di Walter White, nella terza stagione. Sto per scrivere qualcosa che potreste non voler leggere, diciamo un possibile spoiler per chi non l’avesse ancora visto, quindi vi ho avvertiti: l’uomo in questa stagione viene ferito da diversi colpi di pistola e per questo rimane parzialmente paralizzato. A causa di tale evento l’originario atteggiamento ottimista del personaggio viene sostituito da silenzi e disperazione, che proseguono nella stagione successiva. L’attore, Dean Norris, si è ritrovato sempre più avvolto nel nuovo aspetto cupo del suo personaggio, che ha richiesto settimane di riprese per essere concluso. “Ti ritrovi in uno stato di continua depressione per quindici ore al giorno e non è semplice togliersi di dosso quella sensazione una volta finito”.

Katey Sagal in Sons of Anarchy

Katey Sagal ha avuto una carriera decisamente varia, che le ha permesso di interpretare diverse tipologie di personaggi, che variano dalla pigrona casalinga Peggy Bundy in Sposati… con figli a Leela in Futurama. Come Gemma Teller, la matriarca di una banda di motociclisti in Sons of Anarchy, le è stata data la possibilità di approfondire una parte più drammatica rispetto ai suoi ruoli precedenti. Nella seconda stagione, Gemma viene attaccata da una banda rivale in un modo che colpisce il personaggio per il resto della stagione. In un’intervista dell’epoca, la Sagal ha ammesso: “per interpretare quel momento ho dovuto visitare alcuni luoghi piuttosto bui della mia personalità, della mia storia, e sono rimasti con me anche dopo il lavoro. Una volta che apri certe porte poi fai fatica a chiuderle del tutto.”

Laverne Cox in Orange Is the New Black

Nonostante Orange Is the New Black sia spesso più spensierato e divertente di quanto ci si potrebbe aspettare, vista l’ambientazione in una prigione, non ci si allontana mai del tutto dalle realtà profondamente spiacevole della prigionia e del sessismo. Seguendo la storia di un gruppo di donne imprigionate in una struttura femminile, infatti, la serie presenta dure tematiche, tra razza, classe, genere e sessualità. Nella terza stagione, una faida trova Sophia, una donna trans, mandata in isolamento in apparenza per la sua stessa protezione dopo un violento attacco. L’attrice, Laverne Cox, lei stessa transgender, ha ammesso che sebbene tale problematica fosse importante da mostrare, è stata profondamente difficile da filmare. “Quando ho letto l’episodio ero in lacrime”, ha ricordato. “perché mi ha davvero colpito. Affrontare la scena è stato molto reale e arduo per me.”

Jack Gleeson in Game of Thrones

Ci sono molti cattivi disgustosi nella storia della televisione, ma negli ultimi anni pochi di loro sono stati odiati quanto Joffrey ne Il Trono di Spade. Suppongo che tutti noi abbiamo goduto nel vederlo soffocare a terra, c’è poco da aggiungere. L’attore, Jack Gleeson, è però molto distante dal suo personaggio e si è trovato spesso in difficoltà anche solo a guardare le proprie riprese, data la violenza dello show. In un’intervista a Rolling Stone ha infatti confessato d dover completamente astrarsi durante le riprese, perché Joeffrey riusciva ad inquietare lui stesso e non riusciva a non farsi venire i brividi quando poi vedeva gli episodi finiti. Gleeson si è addirittura ritirato dalla recitazione, dopo che ha finito il suo tempo nello show.

Krysten Ritter in Jessica JonesSe qualcuno di voi è fan di Una mamma per amica, si ricorderà della Ritter come amica festaiola di Rory. Ebbene, la personalità dell’attrice è molto più simile a quella di Lucy rispetto alla cupa e scorbutica Jessica Jones e, nonostante Krysten Ritter avesse già dimostrato il proprio talento in ruoli diversi – da Chloe in Do not Do not Trust the B– in Apartment 23 a Jane in Breaking Bad – Jessica è stata la sua sfida più difficile. L’attrice ha infatti rivelato di aver faticato ad entrare nella psicologia di un personaggio depresso e di essersi preoccupata per la propria salute, vista anche la lontananza da casa e l’impossibilità di staccare dalle riprese e sentirsi se stessa per un po’.

– Lidia Marino – 

 

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