Ruoli di successo più volte rifiutati ad Hollywood

Quando pensiamo ad Hollywood il primo pensiero che ci viene in mente è la schiera di aspiranti attori alla continua ricerca del ruolo che potrà consacrare il loro successo, no? Ebbene, in alcuni casi, invece, sebbene si tratti di rarità, sono i registi a faticare affinché qualcuno accetti un ruolo nel loro film, trovandosi spesso anche a non apprezzare “il ripiego che ha detto di sì”! In questi casi mi ritrovo sempre a pensare a quanto tali attori debbano essersi in seguito mangiati le mani. Ma bando alle chiacchiere, ecco una lista di ruoli di successo più volte rifiutati ad Hollywood.

Noah Calhoun in The NotebookCiò che spesso attrae gli attori nell’accettare la parte è l’evoluzione – o involuzione – del personaggio all’interno del proprio arco narrativo. Ecco perché un ruolo come Noah in The Notebook sembra non avere alcun valore attraente per i cosiddetti “attori seri”, o quelli che comunque sentono di appartenere a questa categoria. Nel libro di Nicholas Sparks, infatti, il protagonista non subisce cambiamenti e viene ritratto come l’innamorato, fatto e finito. Eppure il film, interpretato poi da Ryan Gosling, ha aperto le porte ad un grandissimo successo per l’attore, che oggi continua la sua carriera, incurante di aver accettato un ruolo che molti avrebbero definito “fallimentare”.

Clarice Starling in Il silenzio degli innocentiCosa hanno in comune Michelle Pfeiffer, Meg Ryan e Laura Dern? Sì, i capelli biondi, ma non solo: tutte e tre hanno perso l’opportunità di interpretare il ruolo da protagoniste nel meraviglioso Il silenzio degli innocenti. Adesso fatichiamo ad immaginarci un’attrice diversa da Jodie Foster nei panni di Clarice Starling, eppure, se la Pfeiffer e la Ryan non avessero rifiutato e la Dern non fosse stata ancora “troppo sconosciuta”, oggi avremmo un ricordo completamente diverso. Penso che l’Oscar alla Migliore attrice alla Foster abbia fatto versare qualche lacrima alle altre.

Ennis Del Mar e Jack Twist in I segreti di Brokeback MountainInterpretare un cowboy gay non deve essere sembrato un lavoro semplice per attori come Matt Damon e Mark Wahlberg, entrambi “colpevoli” di aver rifiutato i loro rispettivi ruoli nel film, poi rivelatosi di grande successo. I protagonisti, interpretati poi magistralmente da Heath Ledger e Jake Gyllenhaal hanno permesso la nascita non solo di una grande amicizia tra i due, ma anche di un matrimonio tra Ledger e la Williams. Purtroppo sappiamo che Heath è scomparso qualche anno dopo, ma possiamo annotare questo titolo tra uno dei suoi più grandi successi. Damon rifiutò perché aveva già interpretato un ruolo omosessuale e uno da cowboy in film precedenti e voleva un cambiamento, mentre Wahlberg si disse “insicuro” nel vedere se stesso in un ruolo del genere. Noi siamo felici del risultato finale.

Aragorn e Gandalf ne Il signore degli AnelliPersonalmente quando penso a Viggo Mortensen mi chiedo tutt’oggi perché abbia deciso di abbandonare il suo look da Aragorn, vista l’incredibile bellezza che gli donava. Ma se tanti attori non avessero detto di no a Peter Jackson, non avremmo mai saputo quanto potesse essere figo Mortensen con i capelli lunghi. Adesso, non fraintendetemi, non voglio essere cattiva, ma Jackson doveva essere per forza sotto droghe pesanti per aver anche solo pensato di offrire il ruolo prima a Nicolas Cage e dopo a Russell Crowe… dai. Poi – e solo poi! – si rivolse a Daniel Day-Lewis, ma anche in questo caso gli andò male. Perché hanno rifiutato? Cage voleva passare più tempo con i suoi figli (ma quanto ne vuoi, caro…), Crowe aveva precedenti impegni e Day-Lewis semplicemente non volle mai fornire una spiegazione al no. Ringraziamo Dio. Al posto dell’ormai iconico Ian Mckellen, invece, avrebbero potuto esserci due altri attori molto talentuosi, per fortuna, quindi non sudiamo freddo nell’immaginarli. Di chi parliamo? di Sean Connery, che però rifiutò perché scettico nel vedersi nel ruolo (nonostante la Warner Bros. gli avesse offerto una busta paga stimata di sei milioni di dollari per film…) e il mio amato Christopher Plummer, che però non volle prendersi un impegno così lungo.

Christian Grey e Anastasia Steele in Cinquanta sfumature di Grigio.Se siete fan di questa trilogia potete comunque immaginare la difficoltà degli addetti al casting nel trovare i ruoli principali. Non si tratta proprio del ruolo dei sogni, quello di un dominatore con carenze affettive, e quello di una giovane timida quasi sempre nuda. Dai, ammettetelo. Ebbene gli attori maschili che hanno detto un secco no (per “ragioni professionali”, ma sappiamo quali fossero) includono nomi come Ryan Gosling, Charlie Hunnam e Garrett Hedlund. Per quanto riguarda Anastasia Steele a rifiutarla sono state, tra le altre, Lucy Hale, Chloe Bridges e Emma Watson. Alla fine ad accettare, come sappiamo, sono stati Jamie Dornan e Dakota Johnson, entrambi non senza qualche ripensamento.

Michael Corleone ne Il Padrino.Riuscite ad immaginare questo magnifico film senza Al Pacino? Beh, ci siamo andati pericolosamente vicino, perché l’unico a lottare con le unghie e con i denti per fare avere la parte di Michael Corleone all’attore fu Francis Ford Coppola, che rimase ferreo nella propria decisione, nonostante l’intero studio di produzione continuasse a proporgli altri nomi, tra i quali Martin Sheen e Jack Nicholson. Persino Pacino non era sicuro di volere la parte, visto l’astio di tutti nei suoi confronti, ma alla fine il regista riuscì ad averla vinta. Grazie a Dio anche in questo caso!

Bella Swan in TwilightCome per Cinquanta sfumature di Grigio, molte attrici non saltarono di gioia all’idea di interpretare una ragazza senza spina dorsale come Bella, sebbene in questo caso almeno in versione vestita e non malmenata. Tra i nomi che rifiutarono il ruolo ci furono Frances Bean Cobain, Emily Browning e Emmy Rossum (che però aveva già dimostrato di riuscire a non cambiare espressione durante un intero film – proprio come Kristen Stewart – ne Il Fantasma dell’Opera, ferita che non è ancora guarita). Credo comunque che il successo della saga possa aver fatto nascere qualche rimpianto. Chissà.

– Lidia Marino – 

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