Rubrica – Tre ricette dell’Antico Egitto

L’antico Egitto fu un regno prospero e ricco, fatto di grandi imprese come le piramidi o le sfingi. La loro civiltà era evoluta, con tante scoperte nell’astronomia, nell’ingegneria e in altri tipo di scienze. Ma non solo: anche la loro cucina era particolare e ben studiata. Ecco, quindi, tre ricette dell’Antico Egitto che sono risalite a noi grazie alla loro trasposizione nei geroglifici trovati degli archeologi.

SFORMATO DEL COSTRUTTORE DI PIRAMIDI

01Ingredienti: Orzo, cipolla, mandorle tritate, formaggio non stagionato, olio, sale e pepe.

Da alcune pergamene rinvenute dagli archeologi, siamo riusciti a ricostruire la dieta adatta ai costruttori di piramidi. Questi manovali ed ingegneri avevano bisogno di una nutrizione completa, che gli permettesse di lavorare a questi grandi progetti senza subire troppo la fatica del lavoro. Per questo, lo sformato contiene la cipolla, alimento dagli alti valori nutrizionali. Per cucinare il tipico sformato di questi costruttori, ci rifacciamo a delle notizie trovate in queste pergamene. Prima di tutto, facciamo lessare l’orzo e lasciamolo riposare in una terrina coperta. Sbucciamo e tritiamo la cipolla e cuociamola a fuoco basso con due cucchiai d’olio e un goccio d’acqua. Una volta che la cipolla sarà macerata, aggiungiamoci l’orzo e le mandorle tritate, mescolando il tutto fino ad avere un composto omogeneo. Aggiungiamoci del formaggio non stagionato precedentemente tritato e aggiustiamo di sale e pepe. Mettiamo, infine, il composto in una pirofila e inforniamola per una ventina di minuti.

GOLOSITÀ DI RAMSES

02Ingredienti: Semola di grano duro, formaggio di pecora o capra, strutto, miele, semi di papavero.

Uno dei faraoni più famosi nella lunga dinastia egizia fu Ramses III. A quanto pare, questo faraone era molto ghiotto ed amava mangiare soprattutto i dolci. Tra questi, ne aveva uno preferito, tanto da farsi  scrivere la ricetta sulle pareti della sua tomba, così da poterlo mangiare anche nell’aldilà. La ricetta è semplice: impastiamo la semola di grano duro ammollata nell’acqua con il formaggio salato usando la stessa quantità sia di uno che dell’altro. Facciamo delle frittelle con questo impasto e friggiamole nello strutto caldo. Infine, cospargiamo ogni frittella con miele e semi di papavero.

BOLLITO ALLA KARNAK

03Ingredienti: Cicerchia (o fave), cipolla, aglio, milza, fegato, polmone e un taglio di carne di vitello.

Karnak è un complesso templare dell’Egitto. All’epoca, molte persone vi ci lavoravano, tra i quali c’erano i grandi sacerdoti di Amon e delle altre divinità egizie. La più grande risorsa di questa zona era il la mucca. Molte di esse venivano uccise per offerta alle divinità o altro, ma erano anche una fonte di sostentamento per officianti e altri lavoratori in questo complesso. La ricetta tipica era il proteico bollito di Karnak. Esso veniva fatto facendo bollire per molto tempo le parti più nobili della mucca e del vitello. Per riproporlo ora, prendiamo una bella pentola alta con tanto di coperchio e inseriamoci milza, fegato e polmone di mucca, insieme ad un bel taglio di carne di vitello. Aggiungiamoci cipolla tagliata e aglio sbucciato e la cicerchia, una specie di legume simile alla fava. Aggiungiamoci dell’acqua e lasciamo sul fuoco basso a bollire per diverse ore (di solito, almeno tre). Serviamo, poi, accompagnato da pane e birra di kamut.

– Giorgio Correnti –

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