Rubrica – Strumenti musicali della cultura romana

1L’antico popolo romano era avvezzo ai divertimenti di tutti i generi. Nobili, imperatori e senatori amavano svagarsi con spettacoli teatrali, arene di gladiatori, cibo e musica. Proprio quest’ultima, sviluppò una serie di strumenti dapprima rudimentali, ma che andarono, nei vari secoli della loro storia, via via migliorando, arrivando a costituire anche molte scuole di musica e molte rappresentazioni musicali. Tra i più famosi della strumenti musicali della cultura romana, ricordiamo sicuramente la lira, strumento a corde che vide un ampio utilizzo grazie al suo suono soave ed alla sua facile portabilità. Dapprima, era formata con un guscio di testuggine come cassa di risonanza sopra a due braccia fatte di corna di animale unite da una traversa che tendeva le corde. Lo strumento ebbe uno sviluppo tale da fargli abbandonare la cassa di risonanza, fino a creare quella disposizione e musicalità che portò all’arpa, altro strumento molto utilizzato dalla cultura romana, tanto da avere una forte iconografia che ha incuriosito storici ed archeologi di tutto il mondo.

Altro strumento iconografico dell’era romana era la cetra, anch’esso uno strumento a corde molto simile alla lira. La diffusione di questo strumento fu dovuto a poeti e cantori che utilizzavano questa versione povera della lira, meno aggraziata nel suono, ma più facile da 02costruire e reperire.

Altri strumenti meno nobili erano il sistro e i crotali. Il primo era costituito da una intelaiatura a ferro di cavallo, dalla quale venivano infilate aste metalliche ripiegate. Queste si muovevano e sbattevamo sull’intelaiatura di metallo, così da creare un suono ritmico simile a quello delle maracas. I crotali erano piccole aste ricurve di legno, spesso ingentilite con incisioni varie, che venivano suonate sbattendole l’una all’altra, tenendole con entrambe le mani.

Infine, strumento molto tipico dell’epoca, soprattutto perché affiancato a creature mitologiche quali i satiro, era il flauto di pan, costituito da piccole canne vuote di varie grandezze per fare suoi differenti, assemblate tra loro da una struttura di legno. Facile da impugnare e portare, era molto presente in funzioni religiose ed eventi nobiliari. Tenendo occupate le labbra per essere suonato, spesso veniva accompagnato da un cantante o da altri strumenti ritmici per dargli una completezza di armonia e melodia.

– Giorgio Correnti –

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