Rubrica – Romanticismo artistico in Inghilterra

Nell’Inghilterra del tardo Settecento si svilupparono stimoli romantici, che generarono una pittura di prevalente matrice letteraria, visionaria e fantastica, a volte infusa di misticismo, ed impersonata da Blake e dai suoi seguaci, che seguivano la lezione di Fussli, il quale fu attivo in Inghilterra fino alla sua morte avvenuta nel 1825.

William Blake (1757-1827) artista visionario e refrattario ai compromessi, nacque a Londra, città in cui visse sempre (tranne tre anni passati in una casa di campagna) miseramente, poco apprezzato come poeta, guardato con sufficienza come incisore perché visto come un folle. In effetti le sue teorie, derivate da varie fonti, soprattutto alle correnti della mistica, da Swedenborg a Bohme, si fondono, anche in modo contraddittorio, ma sempre con spunti affascinanti, in una rappresentazione che privilegia l’immaginazione e che rifugge completamente la ragione. Blake pensava che, in seguito al peccato originale, l’uomo avesse smarrito la sua unità, e che i singoli componenti della sua anima, composta da immaginazione, ragione, emozione e dai sensi, combattessero tra di loro. Blake era ossessionato dal problema dell’unità, e per esempio nel suo libro Matrimonio di Paradiso e Inferno cercò si superare la tradizionale divisione tra bene e male relazionando entrambi ad una energia positiva originaria. Blake stampava personalmente i suoi libri, accompagnandoli con illustrazioni inscindibili dal testo. Oltre che nei libri fondati su testo e immagini l’artista diede forma alle sue visioni in opere dipinte a tempera e soprattutto in una specie di acquaforte che veniva poi dipinta ad acquarello e rifinita a penna. Con questa tecnica è realizzato Elohim crea Adamo dove un dio (Elohim è il nome biblico di dio) tragico e perplesso costringe in maniera forzata alla vita l’uomo disteso sulla terra come in croce e con già il serpente attorcigliato attorno alle gambe come in un presagio. L’opera deriva direttamente da Fussli che a sua volta aveva ascendenze michelangiolesche. Il pessimismo cosmico di Blake si comunica anche nelle illustrazioni, nel suo stile maestoso ed incisivo, che realizzò per la Bibbia, per Il Paradiso perduto di Milton, per Il Libro di Giobbe e per la Commedia dantesca.

Negli ultimi anni della sua vita Blake divenne oggetto di ammirazione da parte di un gruppo di giovani artisti che si definirono The Ancients. influenzati dall’esempio della confraternita nazarena, questi giovani artisti  riscoprirono l’arte dei primitivi e costituirono una sorta di comunità rurale nel villaggio di Shoreham. E a me viene in mente sia The Beach che The Village. Il capo del gruppo, Samuel Palmer, fu influenzato stilisticamente da Blake, come si vede nel suo Ritorno dal servizio serale, anche se la sua religiosità convenzionale era all’opposto rispetto al radicalismo mistico e visionario del maestro William Blake.

Parlando di William Blake non può non venirci in mente l’immagine della schiena di Ralph Fiennes su cui domina un tatuaggio che riproduce il Dragone rosso di William Blake, simbolo del film che rappresenta il primo capitolo delle avventure del dottor Hannibal Lecter, Red Dragon. Ma come si suol dire, questa è un’altra storia.

– Monia Guredda –

 

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