Rubrica – Roberto Rossellini ed il Rinascimento

1“Roberto mi ha insegnato che il soggetto di un film è più importante dell’originalità dei titoli di testa, che una buona sceneggiatura deve stare in dodici pagine, che bisogna filmare i bambini con maggior rispetto di qualsiasi altra cosa, che la macchina da presa non ha più importanza di una forchetta e che bisogna potersi dire, prima di ogni ripresa: “O faccio questo film o crepo”. (François Truffaut)
Con questa frase iniziamo a parlare di Roberto Rossellini, grande regista italiano che ha segnato la storia del cinema nostrano con capolavori come Roma Città Aperta. Ma oggi ne parliamo in una veste diversa: quella di regista di miniserie per la televisione e, soprattutto, di tre serie basate su tre personaggi importanti del Rinascimento. La capacità di Rossellini è stata tale da riproporre tali storie senza anacronismi e con una forte attinenza alla storia, tanto da essere considerate tre perle della televisione storica.

Le tre serie sono Cartesius, Blaise Pascal e Cosimo de’ Medici. Blaise Pascal è del 1971 e 2racconta la storia di Pascal, intelligente matematico, filosofo e teologo, inventore della prima calcolatrice: la pascalina. Cosimo de’ Medici, del 1973, ripercorre la vita di uno dei de’ Medici più importanti della storia, grande politico e banchiere, diventato io primo signore de facto di Firenze. Cartesius, ultimo del 1974, è forse il più bello dei tre (nonostante siano tutti e tre dei capolavori). Parla proprio del filosofo e matematico René Descartes, detto Cartesio. Queste tre serie tv sono state acclamato in patria e anche all’estero, dichiarate opere cinematografiche di elevata caratura e molto attinenti alla storia.

Rossellini ci lascia nel 1977 per un attacco cardiaco che lo coglie a 71 anni. Il suo funerale viene trasmesso dalla RAI in bianco e nero, in onore dei suoi grandi film. Ci lascia dopo più di quarant’anni di carriera mai smesso, infatti, il suo ultimo film per la tv uscì proprio nell’anno della sua morte. Ci lascia un pezzo di storia della cinematografia italiana che tutt’ora viene ricordata con affetto e con ammirazione da chiunque lavori sul campo o ne sia appassionato.

– Giorgio Correnti –

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