Rubrica – Musica ed Illuminismo

1Le nuove idee socio-filosofiche dell’illuminismo, ebbero un grande riflesso su ogni campo, persino sulla musica.

Furono gli enciclopedisti i primi ad avere il merito di riportare la musica a contatto con i problemi filosofici del periodo. Seppur con diverse modalità di posizioni e con la varietà musicale che potevano avere le varie canzoni o arie, il tema comune era il trattare principi di rilevanza sociale e umana. I temi trattati furono i vasti problemi linguistici, estetici, filosofici, ideologici e politici del tempo. La musica ebbe un grande influsso sull’unione di pensiero e linguistico, con grande rilevanza nelle nazioni e nelle culture europee.

La musica teatrale ebbe grande risalto, soprattutto sull’unione della musica con la danza e la recitazione. Questo “recitar cantando” diede nuova linfa alla musica, seppur erede del madrigalismo e della musica polifonica rinascimentale. Seppur di grande uso nobiliare e delle corti, l’illuminismo tendeva ad espandere la conoscenza ad ogni tipo di ceto sociale. Questo portò ad avere una espansione di teatri più abbordabili, anche per la popolazione meno abbiente. Oltre ai teatri, anche i compositori iniziarono a scrivere opere più alla portata di tutti, anche se i temi rimanevano spesso seri.

2Per quanto riguarda il canto, le “voci bianche”, ovvero cantanti di sesso maschile preventivamente castrati, facevano ancora concorrenza alle voci femminili, soprattutto in Italia, dove le donne ancora non potevano calcare il palcoscenico, a causa dei chiusi dettami della chiesa. Ma la rivoluzione del teatro napoletano era ormai già in atto: la musica era diventata ormai una radicata abitudine di svago popolare ed il teatro in musica iniziava a parlare della borghesia e delle storie di gente comune, in accordo con le idee illuministiche sul teatro e sulla musica. Scambi di persona, equivoci ed altre opere buffe iniziavano a far riempire i teatri partenopei ed italiano.

Insomma, come nelle idee Illuministiche, la musica, già svago dei poveri come stornelli o canzoni popolari, iniziava ad essere uno svago più teatrale ed operistico anche per i meno abbienti. Sia le corti che i contadini avevano i loro teatri ed i compositori ne avevano per chiunque. La musica diventava un mezzo per espandere (o illuminare) la mente di tutti, presa come linguaggio universale. Questa fu una rivoluzione importante, soprattutto perché portò chiunque a poter godere di opere fantastiche.

– Giorgio Correnti –

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