Rubrica – l’Iconografia nell’arte Medievale

L’arte medievale seguiva un tema ben preciso: la religione cattolica. Al tempo, i più potenti elementi sociali che potevano annoverare artisti al proprio soldo, erano i papi e la loro Chiesa. Ogni edificio aveva quadri, affreschi e sculture di tema religioso. Questo tema si è protratto nel tempo, diventando argomento artistico anche nei secoli successivi, ma l’arte del medioevo era univocamente religiosa. Questo ha portato a visioni diverse delle stesse scene, con stili e materiali differenti, ma con lo stesso messaggio da mandare. Forte, in questo periodo, era l’iconografia nell’arte, la simbologia sempre presente nelle varie opere. Vediamo le iconografie più diffuse.

LA VERGINE MARIA

1Sia in rappresentazioni singole, che in quelle raffiguranti scene della Bibbia, la Vergine Maria è sempre stata rappresentata come una giovane donna, spesso dal volto tristemente sorridente. Il forte contrasto viene dalla raffigurazione della Pietà, dove una giovane Maria tiene in braccio il figlio morente. Nonostante Gesù muoia a 33 anni, e quindi Maria avesse quasi 50 anni, ogni raffigurazione di questa scena presenta una giovane Maria tenere il proprio figlio in braccio, andando a contrastare con quella che dovrebbe essere la reale rappresentazione con una mamma molto più adulta. Questa scelta è usata per mantenere la grazia e la purezza della figura della Vergine. Proprio questo appellativo ci dà un’immagine di purezza giovanile e di sobria bellezza, così, i vari artisti, raffiguravano Maria come una giovane, dal volto pulito e dal vestiario sobrio, qualsiasi sia il momento storico raffigurato.

GESÙ

2Che sia sul crocifisso o in una qualsiasi delle scene prese dalla Bibbia, il Cristo è sempre rappresentato univocamente come un ragazzo adulto con barba e lungo capello castano. Questa visione è prettamente europea, creata da artisti che avevano, come fonte di riferimento, la visione della popolazione italiana. Solo più tardi si è pensato che, essendo nato in medio oriente, vicino al deserto, probabilmente il Cristo avrebbe dovuto avere una carnagione più scura, abbronzata e, magari, un colore più scuro dei capelli. Nonostante questa presa di coscienza, nell’immaginario collettivo Gesù rimane con le fattezze ideate nel medioevo. Inoltre, spesso viene raffigurato con la corona di spine, simbolo della sua sofferenza per l’uomo, anche in scene antecedenti alla crocifissione.

GLI EVANGELISTI

3La fede della Chiesa, proviene prevalentemente dal nuovo testamento e dai vangeli. Questi furono scritti da quattro evangelisti: Luca, Matteo, Giovanni e Marco. Ogni evangelista ha avuto una simbologia propria, spesso ricorrente nelle rappresentazioni medievali. Matteo è sempre rappresentato come un anziano barbuto ed ha, come simbologia, un angelo, Marco era rappresentato da un leone alato, Luca con un toro e Giovanni come un’aquila. Fu San Girolamo ad associare i quattro evangelisti con i simboli del Tetramorfo, comparsi nelle profezie di Ezechiele e, poi, nella visione dell’Apocalisse: “Il primo vivente era simile a un leone, il secondo essere vivente aveva l’aspetto di un vitello, il terzo vivente aveva l’aspetto d’uomo, il quarto vivente era simile a un’aquila mentre vola; i quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi

I SANTI

4Tutti i santi rappresentati nei vari affreschi o sculture, hanno sempre avuto una costante: I santi maschi hanno spesso un aspetto saggio, con capelli e barba bianca, vestiti con toghe o tonache bianche. Alcune volte, soprattutto per quelli morti giovani, l’aspetto diventava molto pulito, senza barba e con lunghi capelli lisci. Le sante, invece, seguivano molto l’iconografia della Vergine, con visi sobri e vestiti casti, con la testa coperta da un cappuccio del vestito od un telo. I santi martiri, venivano spesso rappresentato nel momento della loro morte, ma con un’aria calma, guardando in cielo, a rappresentare la consapevolezza dell’ascesa in paradiso dopo la morte. Tutti i santi venivano, comunque, rappresentati con l’aureola luminosa intorno alla testa, per differenziarli dalla rappresentazione di altre persone, spesso i peccatori o i fedeli che ricevevano il loro messaggio.

– Giorgio Correnti –

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