Rubrica – Leonardo Da Vinci

1Parlando di Rinascimento, non possiamo ritrarci dal parlare di Leonardo Da Vinci, uomo d’ingegno e talento universale dell’epoca, capace di incarnare in pieno lo spirito di quegli anni, portandolo alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell’arte e della conoscenza. Si occupò di architettura e scultura, fu disegnatore, trattatista, scenografo, anatomista, musicista, progettista e inventore. È considerato uno dei più grandi geni dell’umanità.

Famose sono le sue invenzioni, alcune mai portate a termine, ma solo progettate, che ci sono state tramandate come disegni e progetti e che anno ispirato o predetto invenzioni moderne. Famosi anche i suoi quadri, soprattutto i due più enigmatici: La Gioconda e L’ultimo cena. Questi quadri sono tutt’ora fonte di dibattiti e di ricerche sui simboli e sulle nozioni nascoste dal suo genio, arrivando ad essere oggetto di idee cospiratorie come troviamo nel famoso libro Il Codice Da Vinci.

La storia di Leonardo è costellata da molte particolarità cariche di dubbi e ipotesi. Intanto, il rapporto particolare con la Chiesa lo portò ad imbattersi spesso con ammonimenti e con scuse da chiedere, ma il particolare della sua vita più dubbioso riguarda la sua sessualità. L’ipotesi che Leonardo fosse omosessuale non sembra così falsa: il genio non si sposò, né ebbe figli e, soprattutto, non si hanno notizie su sue particolari storie con altre donne. Addirittura Freud si mosse a parlare della sessualità di Da Vinci, portando alla luce un tratto di un suo scritto che potrebbe parlare della fantasia di un atto di sesso orale omosessuale: “ne la mia prima ricordazione della mia infanzia è mi parea che, essendo io in culla, che un nibbio venissi a me e mi 2aprissi la bocca colla sua coda, e molte volte mi percotessi con tal coda dentro alle labbra”.

Il personaggio di Leonardo Da Vinci è tanto geniale e prolifico, tanto avvolto in misteri. Molti suoi quadri di tipo religioso, si dice contengano simboli oltraggio verso la Chiesa stessa, nascosti e poco visibili, se non da un occhio esperto. La stessa Ultima Cena, si dice contenga braccia o mani non appartenenti a nessuno, che ne aumentano il numero di apostoli e che darebbero adito al dubbio del personaggio vicino a Gesù, vestito in modo simile allo stesso e con fattezze più effeminate che si dice appartengano alla moglie del figlio di Dio, riconosciuta da molti nella Maddalena. Che sia vero o solo una cospirazione, i quadri di Leonardo rimangono enigmatici e pieni di simbologie che ci lasciano molti dubbi.

Nonostante tutte le chiacchiere su questo personaggio, Da Vinci è forse il più grande personaggio della storia rinascimentale e della storia italiana in generale, uno di quei geni che vengono al mondo una volta sola e di cui si parlerà in eterno.

– Giorgio Correnti –

Un pensiero su “Rubrica – Leonardo Da Vinci

  1. Uno degli elementi che rende magico il sorriso della Gioconda è l’impossibilità di coglierne un’espressione definita. Lo storico dell’arte Ernst Gombrich (1909-2001) notò per primo la ragione per cui l’espressione è indefinibile. Si tratta dell’applicazione della tecnica dello sfumato che attenua i contorni agli angoli degli occhi e della bocca, rendendo l’espressione enigmatica. Essa sembra veramente guardarci e mutare sotto i nostri occhi. Questa cosa ci costringe a guardarla e tentare di interpretarla sempre con nuovo interesse. Gli occhi della Gioconda inoltre sembrano quasi seguirci quando ci spostiamo. Per questo motivo, probabilmente, non ha sopracciglia, per non ridurre l’effetto dello sfumato. Il quadro diventa uno specchio magico, in quanto, secondo il professor Mario Alinei, richiama inconsciamente l’immagine del lutto, tramite la rappresentazione di una giovane donna morta con gli occhi aperti come se fosse viva, nascosta dalla bellezza ancora presente della persona raffigurata. Inoltre potrebbe essere un autoritratto al femminile di Leonardo. Per ultimo, di conseguenza, un rimando subliminale al volto sindonico, fotografato nel 1988 per la prima volta, in quanto somigliante con quello dell’Autoritratto di Leonardo da Vinci conservato a Torino. L’immagine della Gioconda è diventata un’icona, quasi un volto archetipo. Ma di volto archetipo ne esiste solo Uno. Cfr. ebook/kindle. La Gioconda: uno specchio magico.

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