Rubrica – L’architettura nel lungo Medioevo

Come canta un bellissimo musical italiano, “questo è il tempo delle cattedrali“… e non solo! Parliamo quindi di architettura nel lungo Medioevo

Ogni epoca ha il suo scenario ideale, che da la perfetta cornice per rendere gli avvenimenti accaduti all’interno di essa davvero memorabili: il Colosseo per l’età romana, il tempio greco per la polis, Versailles per il Secolo dei Lumi, e così via. Ma, quando parliamo del medioevo, troviamo uno scenario fatto di villaggi e città di legno costruiti attorno a due soli tipi di strutture, per lo più, che sono diventati simboli degli stessi equilibri politici dei mille anni trascorsi fra la fine dell’Impero Romano e l’inizio del Rinascimento: stiamo parlando, ovviamente, dalla chiesa e del castello.

1L’architettura civile: dalla difesa al Comune

Per iniziare questo cammino dobbiamo un momento chiarire che tipo di rapporto c’era fra queste due strutture. Si sa: per buona parte del medioevo non furono regnanti o nobili a ispirare e guidare popolazioni, ma papi e vescovi, portando alta la croce più che la spada o la bandiera. In un mondo vittima di pestilenze e guerre, nel quale la mortalità era aumentata e, soprattutto, nel quale si era imposta una fede e una religiosa che guardava più all’al di là che alla vita terrena, mondana, c’è poco da fare: il luogo-chiesa diventa il punto focale del centro urbano, attorno a cui vanno a svilupparsi tutte le altre strutture, e questo valeva tanto per il borghetto di venti persone ai confini con la Scandinavia vichinga dell’altro medioevo quanto per Roma.

Il ruolo di militari e nobili era, certo, centrale, perché indicati come i più fedeli servi del potere papale, ma il castello, di fatto, rimase per molto tempo poco più che una struttura spesso maestosa ma davvero povera e priva di qualsiasi vera codifica stilistica. È solo dall’anno mille in poi che le fredde architetture militari, molto lentamente, iniziano a mutare, a farsi più complesse, a divenire regge, anche se l’aspetto standard di una struttura di difesa doveva essere orientato molto più all’efficienza che ad altro, no? Cambia molto quando, dopo il fatidico anno Mille, le città vengono lentamente ripopolate, il potere della Chiesa si ridimensiona con il sorgere degli stati nazionali, nascono i comuni. Nasce allora la prima vera struttura di aggregazione civile, specie nella nostra penisola, ancora frammentata in signorie e feudi: il palazzo del governo!

Il palazzo del governo deve ospitare tutte le cerimonie civili e i confronti decisionali e sviluppa codifiche espressive più compiute, come nel più celebre esempio di queste strutture, il Palazzo della Signoria, a Firenze.

2Di chiese, monasteri, cattedrali

La cosa si complica, ovviamente, quando passiamo all’architettura religiosa. Il “tempio”, nel Medioevo, è centrale; tutti gli stili architettonici più importanti si esprimono al massimo in questo campo, in maniera compiuta e subendo un’evoluzione costante che doveva rispondere al mutarsi dello spirito del tempo.

Si parte dagli ultimi esempi di architettura classica e romana dell’alto medioevo (una sola derivazione da citare: l’architettura paleocristiana e, poi, bizantina), nel pieno delle invasioni barbariche, quando però la popolazione si spostava dalle città ormai in rovina per rifugiarsi sulle alture, attorno ai monasteri. Essi avevano forme semplici, una struttura funzionale, pochi locali. La chiesa, in città come fuori era poi spoglia, disadorna, la contemplazione lasciata per lo più a una certa freddezza dell’ambiente.

Anche in questo caso, con l’anno mille, la nascita della città favorisce lentamente la nascita di un luogo di riverenza della divinità cittadino, più grande, la chiesa medioevale romanica compiuta. Un soggetto straordinario, grande a volte quanto un antico tempio romano, destinato a un’evoluzione che sia grande quanto il centro abitato che lo racchiude: la cattedrale gotica.

3Monumenti alla grandezza

La cattedrale è, insieme al castello e al monastero, il terzo simbolo dell’epoca di cui stiamo parlando. Alte, possenti, costruite con l’obbiettivo di incutere (perché no?) timore verso il fedele, la cattedrale è l’enorme monumento a una sola nuova certezza: l’uomo, dopo la fine della romanità, sta per vivere un nuovo momento di grandezza e trasformazione.

La cattedrale sfida di nuovo la grandezza di Dio con la grandezza della mente umana, attraverso dei cantieri enormi, che durano anche più di dieci, venti, trent’anni (e mi son tenuto basso); anche se l’uomo deve ancora sentirsi “piccolo” rispetto al suo Dio, in realtà è l’ambizione della sua costruzione a suggerire che il tempo della paura sta finendo e si sta aprendo un’altra era.

– Fabio Antinucci –

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