Rubrica – Lady Oscar

Gli anni 60 sono agli sgoccioli ed una nuova era sta nascendo in Europa, in seguito ad una nuova rivoluzione. La eco di questo cambiamento raggiunge in qualche modo anche l’austero impero giapponese. Anche qui i giovani scendono in piazza per far sentire la loro voce. Tra questi studenti in protesta troviamo anche una laureanda in Filosofia all’Università di Tokio, di nome Riyoko Ikeda. Riyoko è nata ad Osaka e, per ottenere il diritto di frequentare l’università, ha dovuto scontrarsi con il padre. Alla fine sono giunti a questo accordo: Riyoko può andare a Tokio e studiare Filosofia all’università, ma non riceverà nessun tipo di aiuto economico da parte della famiglia. Così Riyoko fa la vita della studentessa lavoratrice facendo la cameriera e studiando filosofia.Ma Riyoko ha tante passioni, tra cui l’opera lirica, la letteratura e la pittura.

In mezzo ai suoi mille impegni di studio e di lavoro riesce anche a farsi pubblicare alcuni brevi racconti da lei sceneggiati e disegnati; lo stile grafico si rifà a quello di Osamu Tezuka, il papà dei manga, mentre le storie sono semplici storie d’amore a sfondo scolastico. Ma va bene, è una donna; cos’altro potrebbe scrivere? Un giorno Riyoko legge la biografia di Maria Antonietta scritta dall’austriaco Stefan Zweig e ne resta affascinata. Un’idea inizia a prendere forma nella sua testa. Porta questa idea al suo editore presso la prestigiosa casa editrice Shueisha, ma questo, ovviamente, la rifiuta. Un manga storico ambientato in Europa in cui le protagoniste assolute sono le donne e che si conclude con la morte di tutti i protagonisti? Giammai! Riyoko l’ha già spuntata con il padre ed alla fine riesce a strappare un accordo anche all’editore: avrà 10 capitoli di tempo per conquistare i lettori e se non ci riesce… stop!

Nella primavera del 1972 inizia la pubblicazione di Versailles no Bara (Le rose di Versailles) che si protrae per un anno e mezzo. La serie viene raccolta in 9 tankobon che vendono ognuno qualcosa come 15 milioni di copie. Gli studenti ed i professori ne parlano durante le lezioni. È una rivoluzione. Cosa determina il successo imperituro di questa storia che a distanza di 44 anni continua ad essere ristampata ed a generare gaiden (storie extra parallele al filone principale)? Sicuramente l’accuratezza della ricostruzione storica, il sapiente mix con elementi romanzeschi, le storie d’amore coinvolgenti e… il fatto che le donne dirigono il gioco e gli uomini si limitano a seguirle. Le rose (Oscar, Maria Antonietta, Jeanne Valois de La Motte, Yolande de Polignac, Rosalie Lamorliere, Charlotte de Polignac e Nanny) sono personaggi forti, che affrontano a testa alta le avversità del destino o che scelgono di sottrarvisi, ma appropriandosi di tutta la (poca) autonomia di cui possono disporre. Non sempre (quasi mai) le loro scelte porteranno risultati positivi, ma ognuna di loro pagherà le conseguenze delle proprie decisioni.

Nell’anime i riferimenti storici hanno minore visibilità ed impatto e sono più confusi, a volte presentati in chiave favolistica; ciò non avviene nel manga, dove i personaggi si muovono in una cornice storica perfettamente costruita e credibile, anche grazie alla ricchezza di dettagli e citazioni artistiche e letterarie. Nel secondo volume possiamo ammirare una giovane Maria Antonietta in posa per uno dei celebri ritratti realizzati dalla talentuosa Elisabeth Vigée LeBrun, una donna che si guadagnava da vivere grazie alla sua arte e che era celebre in tutta Europa per essere diventata, appunto, la ritrattista ufficiale della reggia di Versailles e della nobiltà francese durante il regno di Luigi XVI. Nel suo manga Riyoko Ikeda decide di ricreare un fatto storico realmente accaduto negli appartamenti della Regina. Nel quarto volume diamo la caccia al Cavaliere Nero. Questo personaggio è stato creato appositamente dalla Ikeda per presentare alcune situazioni che permetteranno ad Oscar di iniziare ad aprire gli occhi su tante, tante cose e che imprimerà diverse svolte decisive alla storia. Il giornalista Bernard Chatelet (ispirato alla figura di Camille Desmoulins) si veste di nero e nottetempo, va a svaligiare le case dei nobili per poi donare la refurtiva in monete e gioielli ai poveri di Parigi. La versione francese di Robin Hood. Oscar, in quanto Comandante della Guardia Reale, ha il dovere di arrestarlo. Ma ha dei dubbi… Così decide di tendergli una trappola per catturarlo e parlarci faccia a faccia, perché vuole capire. Durante l’inseguimento il Cavaliere Nero ferisce Andrè all’occhio sinistro e Oscar scopre che il suo covo si trova al Palais Royale, residenza del Duca D’Orleans. Qui Oscar trova un salotto liberale in cui si intrattiene volentieri, quasi dimenticandosi del suo obiettivo principale. Lontana dalle chiacchiere inutili, dai pettegolezzi e dalle frasi al veleno che sente tutti i giorni lavorando alla Reggia, Oscar si rilassa e si entusiasma nel parlare di politica, economia, letteratura, spettacolo, musica con le persone riunite nel salotto del Duca senza tener conto della distinzione di classe. Uno degli studenti presenti chiede a Oscar se ha mai letto Il discorso sull’origine e fondamento dell’ineguaglianza tra gli uomini di Jean-Jacques Rousseau

Oscar viene catturata dal Cavaliere Nero, Andrè accorre in suo aiuto e perde definitivamente la vista dall’occhio sinistro. Oscar vorrebbe vendicarsi infliggendo la stessa ferita a Bernard, ma Andrè la ferma e le chiede di lasciarlo libero. Perché la vendetta è inutile e poi non sono certo i nobili a morire di fame… Oscar lascia libero Bernard e decide di abbandonare la Guardia Reale. Nell’anime sembra che lo faccia solo in seguito alla separazione da Fersen, mentre nel manga è evidente che è satura dello schifo che è stata costretta a vedere a Versailles nel corso degli anni. 17 anni. Oscar chiede il trasferimento dalla Guardia Reale ad altro incarico senza chiedere permesso a suo padre. La reazione del Generale Jarjayes è prevedibile. Entra come una furia nello studio di Oscar urlando contro il figlio. La situazione peggiora notevolmente quando vede cosa Oscar sta leggendo; Jean-Jacques Rousseu. E Voltaire. Il signor padre scaglia quei libri da plebei traditori sul pavimento. Oscar, senza una parola, li raccoglie, li spolvera e si rimette a leggere e, guardando il padre dritto negli occhi, dice che “I libri migliori attraggono indifferentemente dallo stato sociale o dal rango. È naturale che un essere umano desideri leggere libri d’ingegno. Vorrei che mi lasciaste in pace quando sono nello studio.”

Oscar lascia la Guardia Reale, dove anche i soldati semplici provengono da famiglie nobili, e diventa Comandante della Guardia Metropolitana, dove i soldati sono popolani arruolatisi solo per portare uno stipendio a casa. Questi uomini non accettano di prendere ordini da una donna aristocratica. Oscar finalmente, vivendo a Parigi, capirà realmente cosa succede nel suo Paese. E inizierà a prendere una serie di decisioni che porteranno a… Volume 6. Oscar è da poco Comandante della Guardia Metropolitana quando le arriva la proposta di matrimonio di un suo ex subalterno, il Conte Girodel. Il Generale suo padre si dimostra bipolare oltre che pazzo egocentrico ed accetta la proposta di matrimonio. Anche stavolta senza chiedere l’opinione della figlia. In questo momento, il 1787, in Francia, tutti leggono un romanzo di Jean-Jacques Rousseau: La nouvelle Eloise. Il conte Girodel ne parla con Andrè, conoscendo i suoi sentimenti nei confronti della padrona (lo sanno tutti tranne lei) e, da bravo stronzo-aristocratico, offre ad Andrè un posto di maggiordomo nella casa in cui vivrà con la moglie, Oscar. Andrè inizia a leggere il libro, che sembra un romanzo sentimentale, ma che nasconde una feroce critica sociale.

Julie, bella fanciulla nobile, ama il plebeo Saint Preux, ma per l’opposizione dei genitori, Julie, rinuncia a Saint Preux e sposa Wolmar, proprietario terriero. Per motivi sconosciuti, Wolmar chiama a casa sua Saint Preux in veste di precettore. Julie e Saint Preux cercarono di non commettere adulterio. Questo sforzo è una dura lotta della ragione contro i sentimenti. Alla fine Julie prima di morire confessa a Saint Preux di averlo sempre amato e prega di ritrovarlo in paradiso. La nobile ed il plebeo innamorati. La lotta della ragione contro i sentimenti. Ma questa non è la Ragione, dea dell’Illuminismo che scaccia con la sua Luce il Buio dell’ignoranza, ma è proprio quell’ignoranza che vorrebbe scacciare. Non vi è alcuna ragione, esclusa quella sociale, pretestuosamente creata dall’uomo, per separare quei due giovani che si amano…

Andrè riflette a fondo sulla questione e ne parla anche con uno dei soldati della Guardia, Alain De Soisson, ultimo discendente di una famiglia nobiliare decaduta. Alain rappresenta un altro tassello del complesso mosaico della società dell’Ancien Régime. Andrè riflette sulla storia scritta da Rousseu ed arriva a pensare che, tra due persone che non possono amarsi in vita, esiste solo una possibilità: l’amore dopo la morte. Ne nasce un capitolo shakespeariano, con chiari rimandi all’Otello, il dramma della gelosia. Quando Andrè entra nella stanza di Oscar per portarle il vino, da lui avvelenato, la trova in lacrime. Oscar stava leggendo La nouvelle Eloise. Non nasconde le lacrime, ma prova a sorriderne, dicendo che “Non capisco il perché, ma da un po’ di tempo non riesco a trattenere le lacrime. Quando lo lessi per la prima volta non mi sembrò niente di speciale. Eppure… perché? Andrè… da un po’ di tempo… lacrime senza ragione… mi si stringe il cuore…”

Andrè le toglie il bicchiere di vino avvelenato dalle mani. Oscar non sposa Girodel. Le sue idee maturano con il maturare dei tempi. La Rivoluzione la vedrà in prima linea.Ma la Rivoluzione della Ragione si compie ogni giorno, ogni volta che una persona, qualunque sia il suo sesso, la sua etnia, la sua religione, compie una scelta indipendente.

– Monia Guredda .

 

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