Rubrica – La musica e le sue leggende ai tempi dell’Antica Grecia

La Grecia Antica, era una civiltà ricca di pensatori e di artisti. Anche per questo, la musica ha sempre avuto una rilevanza religiosa e sociale molto alta. Per questo, oggi vedremo la musica e le sue leggende ai tempi dell’Antica Grecia

01Una di queste leggende è legata al Flauto di Pan. La storia narra che la ninfa Siringa, fedele di Artemide, si innamorò di Pan, un dio non olimpico raffigurato come fauno (mezzo uomo e mezzo caprone) e figlio di Ermes. A causa del suo amore impossibile, Siringa scappò dal suo dio e si rifugio vicino ad un fiume dove cercò l’aiuto delle naiadi, le ninfe delle acque dolci. Queste la trasformarono in un fascio di canne che risuonavano una dolce melodia ad ogni brezza di vento. Pan, per amor suo, prese alcuni pezzi di queste canne e le rilegò insieme, formando un complesso flauto, e chiamò questo strumento Siringa, in onore della sua amata. Col tempo, però, il nome variò nel più comune Flauto di Pan, nome che tiene tuttora.

Altra leggenda, invece, vede una sfida tra due divinità. Diòniso, dio del vino e dell’ebbrezza, utilizzava spesso, per proprio diletto, l’aulos, uno strumento a flauto ad ancia, spesso utilizzandone due insieme con un’ancia sola, chiamandolo diaulos. Questo strumento veniva visto, però, come un fautore di musica irrazionale da Apollo, dio della bellezza, che preferiva la musica della cetra, o lira. Si racconta di come Atena, dea della sapienza, gettò via l’aulos, perché la costringeva a contorcere il viso, gonfiando le guance e storcendo la bocca, preferendo la cetra, strumento più razionale e comodo. Questo si rifaceva sulla vita reale, dove l’aulos veniva usato per feste degradanti, mentre la cetra veniva utilizzata nelle sale nobiliari e durante le funzioni più importanti.

02Meno leggenda e più storia, è quella riguardante il canto e le sue origini. I musici ateniesi usavano spesso il canto per raccontare storie e poesie a tempo di musica. Questo era formato da una voce sola, in stile che ricorda la lirica moderna, ed era lo strumento melodico portante di tutta la struttura musicale. Di contro, i loro acerrimi “rivali” spartani riversavano sul canto la loro cultura, composta da un forte senso civile e da una predilezione alla collettività, rispetto al singolo. Così, la loro musica accompagnava spesso un canto corale, fatto da più persone. Il coro aggiungeva, all’esecuzione, anche la danza, in quanto spesso i coristi si muovevano a tempo, formando affascinanti coreografie. Così si ebbe la completezza della Mousikè, in quanto si avevano tutti e tre i suoi aspetti: musica, poesia e danza.

Si potrebbe parlare della musica greca per ore ed ore, tra il suo utilizzo nel teatro e le filosofie di Pitagora ed Aristotele sulla musica stessa. Essa aveva una grandissima importanza umanistica e sociale, tanto da ispirare epiche azioni o fini pensieri filosofici, oltre ad unire e rallegrare la gente di ogni ceto sociale.

– Giorgio Correnti –

Rispondi