Rubrica – La Letteratura Gotica

 

1In letteratura il genere Gotico viene inizialmente denominato romanzo nero ed unisce elementi romantici ad elementi orrorifici. Le storie narrate sono generalmente ambientate in paesi anglosassoni immersi, giustappunto, nel buio del Medioevo.

Gli elementi chiave di questo nuovo genere sono presto detti: abbiamo un amore perduto o contrastato, un protagonista alle prese con un grave conflitto interiore e, ovviamente, il fattore sovrannaturale (non nel senso di un contadino con poteri magici).

Capostipite indiscusso di questo genere è il romanzo Il Castello di Otranto, di Horace Walpole. Questo nobiluomo inglese si era fatto costruire, sui suoi terreni appena fuori Londra, una vera e propria fortezza Neogotica, denominata Strawberry Hill. Strawberry ha rappresentato lo spunto e l’ispirazione per la nascita del Castello di Otranto e, all’interno delle sue mura, Walpole aveva fatto costruire la sua personale tipografia, con cui stampava i suoi romanzi, ed una vera e propria galleria d’arte privata.

2Walpole è stato il primo autore neogotico, a cui sono seguiti Ann Radcliffe (L’italiano o Il confessionale dei Penitenti Neri), Clara Reeve, Matthew Gregory Lewis (Il monaco), Charlotte Dacre, William Beckford, Charles Robert Maturin (Melmoth l’uomo errante), ecc. Spesso questi romanzi sono ambientati in paesi cattolici come l’Italia e la Spagna, visti dai protestanti anglosassoni come terre ancora dominate da superstizioni medievali e quindi ottime come sfondo di storie in cui forze malefiche agiscono contro uomini e donne di animo puro. Questi scritti sono zeppi di stereotipi ambientali e culturali, ma non abbiamo diritto di offenderci più di tanto visto che la Santa Inquisizione ha deposto le armi solo sul finire dell’Ottocento.

Poi, durante l’oscuro anno 1816 (oscuro perché l’eruzione di un vulcano aveva reso il cielo di Europa grigio ed impenetrabile per oltre un anno) un gruppo di amici, artisti, scrittori e poeti, si trovò riunito per una vacanza in una villa sul 3lago di Ginevra. Tra gli ospiti ricordiamo Lord Byron con il suo medico personale/segretario John William Polidori ed il poeta Percy Shelley con la sua giovane amante Mary Wollstonecraft. Gli amici si sfidano a scrivere una storia dell’orrore da leggere poi davanti al camino. Polidori scrive Il Vampiro, primo romanzo sulla figura del nobile signore della notte; ma Byron si appropria della paternità del lavoro, spingendo Polidori al suicidio. La giovane e delicata Mary scrive Frankenstein, o il Prometeo Moderno e passa alla storia come Mary Shelley.

Frankenstein è un romanzo cardine del genere neogotico e non solo. Assistiamo qui alla volontà dell’uomo moderno di eguagliare le forze creatrici della natura; l’uomo, forte della sua conoscenza, della sua ragione, ha inizialmente la meglio sulla natura, ma poi teme il potere racchiuso nelle sue mani e lo rifiuta. Ma ciò che è stato creato non può essere distrutto, ogni azione ha una conseguenza e Victor Frankenstein, lo scienziato, l’uomo dell’Era dei Lumi, perderà la sua battaglia contro le forze irrazionali della Natura.

4Per contro, Il Vampiro di Polidori presenta, nella figura del nobile vampiro, la fine dell’era dominata dalla nobiltà (che per vivere è costretta a succhiare il sangue delle masse) e l’inizio del potere della nuova borghesia. Polidori è l’antenato di tutti gli autori che si sono cimentati, con alterne fortune, con l’immortale e affascinante figura del vampiro. Lo seguono a ruota Joseph Sheridan Le Fanu con la sua conturbante Carmilla, a cementare definitivamente il connubio indissolubile tra vampiri e sensualità e, nel 1897, Bram Stoker con la pietra miliare rappresentata dal suo Dracula. Potete aver visto tutti i film esistenti tratti e/o ispirati a questo romanzo, ma se non l’avete letto non sapete nulla della vera storia del conte.

Per concludere, andate in libreria e fate caso a quanti sono i romanzi direttamente derivati dal genere Gotico e semplicemente… sceglietene uno!

Monia Guredda

 

 

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