Rubrica – Johann Sebastian Bach

1L’epoca barocca ci ha lasciato un grande repertorio musicale, con la produzione di molti compositori tuttora riconosciuti. Tra questi, il genio più riconosciuto è quello di Johann Sebastian Bach.

All’epoca della sua nascita, il cognome Bach era sinonimo di musicista. Infatti, già suo padre,  come anche suo nonno, era un musicista molto riconosciuto, tanto da divenire musicista civico della sua città, ovvero il responsabile della musica degli eventi profani e il supervisore della musica religiosa. Tra i familiari, oltre al padre che gli insegni le basi del violino e del clavicembalo, fu il fratello maggiore Johann Christoph Bach a mostrargli l’arte della scrittura e della composizione musicale.

La particolarità principale della musica di Bach era la fusione dei dettami della scuola tedesca con la complessità melodica di quella italiana. Questo avvenne quando Bach si ritrovò a dirigere un’orchestra sulla musica di Vivaldi. Questa fusione portò alla 2musica di Bach una complessità elevata, tanto da non venire molto apprezzata dalle corti nobiliari e da non venire riprodotta dalle orchestre dalle orchestre e dai musicisti contemporanei.

L’innegabile genio e qualità delle sue composizioni artistiche furono apprezzate da una più ampia vastità di pubblico grazie a Mendelssohn che, nel 1829, diresse la Passione secondo Matteo a Berlino. Da allora, l’opera compositiva di Bach è considerata il compendio della musica contrappuntistica del periodo barocco. Tra le sue composizioni, troviamo musica per organo, per altri strumenti a tastiera (quali il clavicembalo), musica corale e musica orchestrale o da camera. La sua fede nella Chiesa luterana, lo porto a dare grande attenzione alla musica religiosa, oltre a quella laica. È importante anche notare come Bach, a differenza degli altri compositori contemporanei, non scrisse nessuna opera lirica, nonostante scrisse brevi drammi per musica di soggetto mitologico o burlesco per alcuni committenti privati. Questa singolarità è ancora oggetto di discussioni, in quanto non è pervenuta una motivazione reale di questa sua mancanza.

– Giorgio Correnti –

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