Rubrica – Iliade e Odissea e l’Omero che non c’è

La letteratura greca antica -e in particolare quella di Iliade e Odissea- è senza dubbio un pezzo di cultura importantissimo per tutta l’umanità: non rappresenta solo una grande testimonianza della vita e (in parte) della storia dei popoli del Mediterraneo molto prima di Roma, ma ha fondato un intero straordinario immaginario collettivo, tanto che parlarne e spiegare come Achille e Ulisse siano due dei personaggi più importanti di tutta la narrativa occidentale e mondiale, o che il viaggio dell’itacese alla ricerca di casa sia addirittura diventato un punto fermo nella storia del pensiero può essere davvero di troppo. Il punto è un altro: ragazzi, diteci, siete sicuri di sapere proprio tutto di queste opere? E siete sicuri, alla fine, di sapere chi fosse veramente Omero?
No perché sapete… gli stessi studiosi hanno ormai affermato che non è mai esistito!

1. Tanto tanto tempo fa

01Anzitutto dobbiamo tenere presente una cosa: la Grecia narrata da Omero non era quella classica, della Guerra del Peloponneso o della democrazia ateniese! Questi poemi parlano di un Grecia molto precedente, ma davvero tanto.
Siamo in una dimensione estremamente arcaica, attorno al 1200 a.C., nella quale la Grecia e le nazioni attorno erano a uno stadio di evoluzione semi-tribale, con tanti regni che si facevano guerra o sottoscrivevano alleanze a seconda dei momenti più propizi. Ecco, parliamo della guerra di Troia e di ciò che sappiamo di essa. Ragazzi, all’epoca si andava avanti di oralità. No testimonianze storiche, no account d’epoca. Se i poeti narravano che tutto il conflitto nasceva dall’ira di Agamennone e Menelao per il ratto di Elena e che la loro impresa era benedetta da Zeus, così era: niente cause “oggettive”, politiche, “moderne” a giustificare dieci anni di guerra. Non era solo la storia che si mescolava con la leggenda. Era la leggenda a scrivere la storia, in tutto e per tutto!

2. Epica o enciclopedia?

02Se da un punto di vista “generale” Iliade e Odissea non ci danno affatto strumenti per comprendere come si svolsero i fatti di Troia, tuttavia, gli esperti non esitano a dire che in realtà queste opere sono importanti anche come enciclopedie tribali, cioè opere che descrivono la quotidianità della Grecia arcaica, gli usi, i costumi dei popoli. Alcuni passi dei poemi, i “cataloghi”, descrivono le armi degli eserciti contrapposti punto per punto, focalizzando l’attenzione sui loro dettagli. Ora, saranno pure “parole”, incapaci di descrivere veramente ciò che gli achei e i troiani vedevano tutti i giorni durante la guerra, ma, a livello antropologico e storico, si sono rivelati importantissimi perché gli studiosi hanno ricostruito, a partire da quelli, un’idea delle idee e della società dell’epoca, nonché dello stile di vita.

3. L’enigma di Omero e “la verità”

03Bene, torniamo all’inizio e lanciamo una bomba (anche se forse, per alcuni, non lo sarà):
Omero, dicevamo, non sarebbe mai esistito e vari indizi interni a Iliade e Odissea lasciano intuire che i testi arrivati a oggi dopo una storia lunghissima ed estremamente complessa fatta di scrittura, riscrittura, integrazioni varie e tante altre vicissitudini sarebbero, il risultato finale di un’enorme rielaborazione di testi di autori diversi poi riuniti sotto un’unica mano ideale. Sconvolti? Sì?
Eh, però pensateci: se si trattava di testi che raccoglievano credenze religiose, leggende, miti, stralci di descrizioni di vita quotidiana, non è chiarissimo il fatto che possano essere tante trascrizioni di tante leggende e storie diverse poi riunite in un unico grande testo in una fase più tarda? E se, insomma, Omero non fosse un uomo, un poeta, ma qualcosa di più, ossia la summa simbolica di tutti i cantori di gesta del suo tempo? Ecco, a quel punto, perso lo status di “persona”, il maggior poeta occidentale diventa “entità”, “simbolo” stesso di un’intera epoca letteraria.

E tutto ciò è straordinario.

– Fabio Antinucci –

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