Rubrica – il Partenone

01Dopo aver parlato degli ordini architettonici greci, oggi parliamo di quello che è considerato il più grande esempio di architettura greca classica: il Partenone.

Questo monumento è posizionato all’interno dell’acropoli ateniese dedicata alla dea Atena. Trattasi di un tempio periptero, ovvero formato da una cella interna chiamata naos completamente circondata da un colonnato a formare un portico quadrangolare chiamato peristasi. Ordine architettonico predominante è quello dorico, seppur siano presenti elementi dell’ordine ionico, come le scalanature delle colonne.

Il tempio fu costruito intorno al V secolo a.C. in sostituzione di un altro tempio precedente distrutto durante le guerre persiane dall’esercito di Serse. Fu utilizzato come tempio dedicato alla dea Atena fino al VI secolo d.C., raggiungendo una età pari a quella della cattedrale di Notre-Dame a Parigi. Durante l’impero bizantino e l’impero latino, fu reinventato come Chiesa cattolica. Questo portò all’eliminazione di alcune colonne interne oltre ad alcune pareti della cella centrale. Inoltre, venne costruito un abside e alcune 02metope del fregio raffiguranti dèi greci furono eliminate o reinventate per la religione cattolica.

Alcuni documenti antichi descrivono la presenza di una splendida statua raffigurante la dea Atena. Questa fu eliminata durante l’impero romano dall’imperatore Teodosio II e venne trasportata a Costantinopoli dove subì il vandalismo della quarta crociata che la portò a distruzione. La riscoperta del Partenone come monumento antico fu durante l’umanesimo con Ciriaco d’Ancona, il primo che la descrisse e raffigurò nella sua conformazione classica, tornando a chiamarlo “tempio greco di Atena”, invece di “Chiesa di Santa Maria” come veniva chiamato all’epoca.

Il Partenone è divenuto uno dei beni protetti dall’Unesco nel 1987 insieme a tutta l’Acropoli di Atene. È stata soggetta di molti restauri, di cui, il più importate, quello del 2004, in occasione dei giochi olimpici ad Atene, patrocinato dal Ministero dei Beni Culturali greco e dalla stessa Unesco.

– Giorgio Correnti –

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