Rubrica – Gli ordini architettonici greci

L’architettura greca era complessa nella sua semplicità. Le strutture erano prevalentemente trilitiche, con pilastri a reggere l’architrave o la trave. La complessità era data dagli ordini architettonici greci. Seppur possiamo inquadrare cinque ordini, nell’Antica Grecia se ne usavano prevalentemente tre: dorico, ionico e corinzio.

01L’ordine dorico era il più semplice. I pilastri erano rastremati, ovvero andavano restringendo sì verso l’alto, dando meno l’effetto di massiccia staticità. Non avevano una base, quindi poggiamano direttamente sulla pavimentazione. I capitelli erano di struttura semplice, con echino sporgente e rigonfio e abaco a forma di parallelepipedo a base quadrata. L’architrave era un blocco unico non suddiviso in strati e il freddo era suddiviso in metope con raffigurazioni pitturare o in rilievo.

02L’ordine ionico vide le colonne aumentare di altezza ed essere poggiatesta su basi dalla forma diversa, a seconda della costruzione. La forma non era più liscia, ma scanalata, con parti concave alternate a listelli. Alla cima, il capitello ionico mostra un echino a forma di doppia pergamena arrotolata, sotto un abaco sempre a forma di parallelepipedo. L’architrave lo troviamo diviso in fasce, ognuna più larga e sporgente di quella inferiore. Il fregio, invece, mancava di ornamenti, rimanendo liscio.

03L’ordine corinzio era quello più elaborato. La colonna porta a le stesse caratteristiche di quella ionica (scalanature, base e tutto il resto) con un’altezza di poco maggiore. Anche l’architrave ed il fregio erano molto simili a quelli ionici, come conformazione. A differire era per lo più il capitello, che mostrava una spiccata bellezza estetica. Era per lo più formata da altorilievi a formare due corone fatte di otto foglie di acanto l’una, sormontate da un abaco dai vertici allungati, spesso ornati da spirali.

– Giorgio Correnti –

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