Rubrica – Filmografia del Victorian Age

Quest’oggi vi proponiamo un salto nel passato, in un’Inghilterra in piena rinascita economica e culturale ma allo stesso tempo incastrata in quella che è l’epoca che più di ogni altra ha visto la popolazione segnata da grandi disparità,quasi  ipnotizzata da un forte moralismo e credo religioso che inevitabilmente la condizionava nella vita privata e non. Parliamo ovviamente dell’epoca Vittoriana quando a regnare tra il 1837 al 1901 fu la famigerata Regina Vittoria.

Tanto si è parlato di questi anni ,nei classici di Dickens e o nei romanzi più moderni; ritroviamo dettagli nei libri di storia e nei dipinti vittoriani ; ma il cinema non è stato da meno: diversi sono i film ambientati in quegli anni che ci concedono una quadro generale della situazione sociale durante il Victorian age e ci mettono sotto gli occhi i grandi controsensi e le ipocrisie da cui era segnata l’epoca più puritana d’Inghilterra che però si apriva alla Scienza,alla seconda rivoluzione industriale e alla ricchezza economica e inevitabilmente era proiettata verso il cambiamento.

Troverete di seguito cinque film che ci propongono cinque versioni differenti della stesso momento storico; sicuramente li avrete visti ma siete sicuri di averli osservati con il giusto occhio critico o di esser riusciti a carpire tutte le informazioni utili nascoste nella trama?

The Young Victoria

Film del 2009 che vede Una straordinaria Emily Blunt vestire i panni della regina Vittoria dall’anno che precede la sua incoronazione fino alla nascita della sua primogenita. Il film ci ripropone fedelmente la giovinezza di questo grande personaggio storico,accendendo i riflettori sul rapporto con il marito Alberto e sulla totale devozione di quest’ultimo nei confronti della moglie. Ma c’è anche dell’altro: la pellicola ci propone infatti un perfetto quadro di quella che era la situazione politica dell’epoca,di come in Inghilterra si contendessero il potere a corte e la fermezza con cui la giovane Vittoria riuscì a mantenere il controllo del suo regno malgrado la sua giovane età; queste sono le tematiche del film “her country,her heart,her majesty”. Lavoro ben riuscito soprattutto perché fornisce dettagli e nozioni storiche senza annoiare lo spettatore che si ritrova coinvolto emotivamente dalla storia d’amore dei due protagonisti reali. A fare cornice al tutto la perfetta e sontuosa scenografia e i costumi impeccabili a tal punto da vincere un meritatissimo Oscar.

Sweeney Todd

Passiamo a tutt’altro genere; la commedia musicale in questione è opera del geniale Tim Burton che si è occupato del riadattamento cinematografico del musical di Stephen Sondheim. Protagonista è Johnny Depp che interpreta il diabolico barbiere di Fleet Street, ingiustamente arrestato e condannato a duri lavori in Australia dal Giudice Turpin (Alan Rickman) colui che bramava conquistare la virtuosa moglie del malcapitato barbiere. Mrs. Lovett ,interpretata da Helena Bonham Carter, sarà colei che aggiornerà il Barbiere e noi spettatori sugli avvenimenti che seguirono l’arresto e che porteranno il Barbiere a bramare vendetta per la sua famiglia ormai distrutta. La trama è abbastanza lineare e ciò che realmente tiene lo spettatore legato alle vicende è la curiosità su come finirà,il vero colpo di scena che si otterrà solo alla fine e sarà una liberazione per personaggi e spettatori. In realtà è un film cupo,macabro estremamente tetro e drammatico; quella che ci viene mostrata è la Londra più povera,sporca,buia,disperata diametralmente opposta alla impeccabile Londra ricca,benestante,fatta di signorotti e apparenza. Ne viene fuori una città presentata al meglio della sua eterogeneità,con uno spaccato sociale fuori dalle righe. E’ un film che potremmo definire strambo,con personaggi statici che non evolvono nello svolgersi della trama e non hanno uno spessore psicologico rilevante; sono quasi automi,sconnessi tra loro: le musiche non vivacizzano la pellicola ma accentuano lo scoordinamento tra i personaggi,che finiscono a parlarsi uno sopra l’altro ignorando il canto altrui come a dimostrare che sebbene in apparenza fossero amici e alleati in realtà ognuno prosegue per la propria strada,nell’indifferenza più totale di ciò che lo circonda. Discorso che se vogliamo potremmo traslare sull’intera società Vittoriana: l’apparenza che conta più di ogni altra cosa,nascondendo trame ben più complesse,vite ben più malvagie,pensieri molto meno puri.

Oliver Twist

Film del 2005 che ripropone un classico della letteratura inglese sul grande schermo. La storia di Dickens,nella versione cinematografica di Polanski, vede come protagonista Oliver,un bambino orfano che fugge dall’orribile istituto per orfani e si ritrova assoldato in una banda di giovani malfattori capitanati da Fagin. L’arresto dell’inesperto ragazzo offrirà l’opportunità al giovane di riscattarsi e allontanarsi dalla povertà…Quella che ci propone Polanski è una perfetta ricostruzione dell’Inghilterra Vittoriana : la scenografia è curata nei minimi dettagli tanto da rendere Londra la vera protagonista del film, proprio come lo era nei romanzi di Dickens. Strade caotiche,fangose,sporche; popolazione estremamente divisa tra poveri e ricchi,tra personaggi con nobili intenzioni(almeno apparentemente) e mascalzoni di vecchia data; corruzione e malvagità la fanno da padrona per le strade di una Grigia Londra che si trova a vivere il suo vero cambiamento industriale,la sua trasformazione radicale rimanendo in qualche modo ancorata fastidiosamente al vecchio. Una città che vorrebbe mostrarsi impeccabile ma che in realtà ospita loschi individui,prostitute e criminali. E’ questo un Ottimo film,dalla trama drammatica e coinvolgente,specchio di una società di cui vengono mostrate le debolezze e il cedimento,senza filtri,in maniera spietata e questo lo rende assai più realistico.

Sherlock Holmes

Ottima riproduzione del 2009 che vede come protagonista Robert Downey jr affiancato da un impeccabile Jude Law,rispettivamente Holmes e Watson, entrambi alle prese con un caso enigmatico e decisamente poco facile. La trama è senza dubbio avvincente,con colpi di scena e personaggi estremamente interessanti; l’eccentrico investigatore calca la scena in maniera del tutto sfrontata e bizzarra,destreggiandosi per le sporche strade di una caotica Londra,fatta di bordelli e cantieri aperti e celle sovraffollate,per poi passare alle più lussuose case signorili,ricchi ristoranti e dimore di tutto rispetto. Questa è l’ennesima riprova di quanto Londra fosse disomogenea,variopinta e in piena evoluzione. Tutte le riprese ci mostrano una città fumosa,cupa; in piena ripresa industriale. Impossibile non nominare i continui riferimenti scientifici,chimici che vengono riportati nella pellicola: ci danno un’idea di come quella Vittoriana fosse un’epoca di grandi scoperte con le elaborazioni di nuove teorie,sebbene in molti fossero ancora chiusi nelle loro più antiche conoscenze. Una commedia d’azione con un personaggio principale del tutto irriverente che ha affascinato non pochi telespettatori.

Hysteria

Film politicamente scorretto dalla Trama del tutto insolita: siamo ancora a Londra,sì, e in epoca Vittoriana, precisamente nel 1880. Troviamo l’irresistibile Hugh Dancy interpretare Mortimer Granville, meglio conosciuto come inventore del vibratore. Trama questa che si rifà a fatti realmente avvenuti e storicamente accertati presentati in maniera romanzata. In questa ben riuscita commedia all’Inglese ci viene mostrata con grande sfacciataggine e senza mai cadere nel volgare quella che era la società vittoriana,quelli che erano i suoi tabù e i suoi punti deboli il tutto senza peli sulla lingua. Ritroviamo anche qui la ormai assodata contrapposizione tra povertà ed estrema ricchezza,vengono accennate le prime migliorie mediche e la difficoltà e diffidenza con cui le nuove teorie venissero accolte tra gli studi medici più noti. E si parla principalmente di Isteria, malattia che secondo gli studi di quegli anni, colpiva le donne di ogni età rendendole irrequiete,insoddisfatte,irose e difficili da gestire se non anche malinconiche e tremendamente tristi. Il vibratore sarà lo strumento che sorprendentemente risolverà la questione,portando giovamento alle donne d’Inghilterra. Ovviamente immancabili sono i doppi sensi,i riferimenti espliciti ma mai inappropriati, che si accompagnano a storie d’amore per niente canoniche,difficoltà economiche e analisi sociale in aggiunta a un pizzico di follia dei protagonisti principali e non. In questo film è presente tutto: dati storici,riferimenti concreti alla società femminile di quegli anni con accenni alla possibilità di voto,di istruzione,alla voglia di parità, nonché l’indiscusso problema della povertà che portava i non abbienti a vivere ai margini della società privati delle più ovvie necessità,cibo o cure mediche. Il tutto però senza mai perdere il tono scherzoso e per niente perbenista che forse poco si addice a quegli anni ma che ci permette ancor meglio di comprendere come in epoca Vittoriana quello che si vede conta sempre molto più di ciò che realmente è.

Con questo film fuori dalle righe poniamo fine della nostra breve carrellata. Avete visto quanto i film possono insegnarci se osservati con la giusta attenzione? Il cinema,se ben fatto e seguito con piacere, è una fucina di informazioni,dettagli e nozioni che attraverso un lasso di tempo relativamente breve ci vengono fornite ed “inculcate” senza alcuno sforzo,rivelandosi un piacere per gli occhi e per la mente,come si suol dire.

– Jessica Bua –

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