Rubrica della Settimana: Il Romanticismo

Arriviamo alla nuova settimana, purtroppo la penultima di questa bellissima rubrica, parlando di Romanticismo

Il termine deriva dall’aggettivo inglese romantic, neologismo seicentesco nato con una connotazione spregiativa (notato che molti termini passati alla storia sono nati con intenti spregiativi?) per indicare l’elemento degli antichi romanzi cavallereschi e pastorali, ma sviluppato poi a definire scenari naturali simili a quelli dei romanzi, cioè affascinanti e pittoreschi. Nel secondo Settecento la parola fu utilizzata, nelle varie lingue europee, per indicare correnti di gusto che favorivano l’inquietudine, l’emotività, la malinconia ed il senso di infinito.

Il termine romanticismo è quindi ambiguo e ancora più difficile da circoscrivere di quello di neoclassicismo. A volte è riferito ad un atteggiamento umano, contraddistinto da irrazionalità e ipersensibilità, esistito in tutte le epoche. Quindi il movimento romantico per eccellenza, quello ottocentesco, sarebbe solo l’aspetto fenomenico di una forma mentale sempre presente allo stato latente nella storia e nelle arti.

Alcuni studiosi considerano il romanticismo uno dei due poli tra i quali oscilla continuamente la spiritualità umana, altri lo vedono come un movimento che, iniziato nel XIX secolo, continua ancora oggi il suo percorso.

Qui osserveremo il romanticismo come una tendenza artistica che mette radici nel tardo Settecento e domina nell’Ottocento, soprattutto dagli anni 10 agli anni 50.

– Monia Guredda –

 

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