Rubrica – Classicismo Hollywoodiano

1Parlando di Classicismo nell’ambito cinematografico, non possiamo non parlare del Classicismo Hollywoodiano. Con questo, intendiamo i grandi classici cinematografici nati a cavallo tra i primi anni 20 e la fine degli anni 50.

Per grandi classici intendiamo quei film nati dalla cultura e dallo spirito dell’epoca, ma con una qualità narrativa esemplare, tale da rimanere moderna ed a essere esempio di qualità, a prescindere dal tema e dal periodo storico. Le caratteristiche del cinema classico, riguardano soprattutto la struttura organizzativa del film, dove ogni personalità agisce nel proprio contesto, non interagendo tra loro e, soprattutto, senza avere un individuo soltanto con il pieno controllo di tutto (ad eccezione del produttore). Questo, aggiunto ad uno stile di scrittura dove la verosimiglianza psicologica dei personaggi era il punto focale dell’opera narrativa.

Gli stessi attori erano, spesso, capaci di tutto. Il lavoro dell’attore del cinema era meno raggiungibile, meno popolare, così gli attori erano spesso polivalenti, capaci di recitare, cantare e ballare con molta bravura e con una bellezza od un carisma superiore alla media. La ricerca dell’attore era spesso selettivo, cercando personalità valide e capaci. Inoltre, la ripetitività del concetto nel cinema classico, portava gli studios a scegliere un attore per fare ruoli diversi, ma simili. Infatti, il mercato spingeva sulla fama di un attore apprezzato in un film ed in un ruolo, producendo un film diverso, ma 2con un personaggio dalla simile personalità da poter fare a tale attore. Questo portava a creare un personaggio anche intorno alla vita dell’attore, che molto spesso tendevano a dare un’immagine dello stesso molto dissimile dalla sua reale personalità.

Il periodo dei grandi classici fu un bacino importante per film come il western, il musical ed il gangster movie, spesso riproposti con uno stile narrativo similare. Il sistema dei generi era molto categorico: lo spettatore doveva sapere cosa andava a vedere e non si prescindeva sullo schema narrativo e di sceneggiatura. Un western seguiva uno stile proprio che spesso portava ad una struttura uguale e facile da prevedere, ma che veniva lo stesso amata dallo spettatore che sapeva cosa aspettarsi dal film. Solo in epoca più moderna si è diventati più propensi sulla scrittura schematica differente nello stesso genere, ma questo è dovuto ad una moderna ricerca per il nuovo ed lo sbalorditivo, una ricerca di una narrazione che spiazzi ciò che lo spettatore si aspetta di vedere.

3Anche nel montaggio e nelle riprese, si andava affinando il montaggio invisibile. Le parti narrative dove erano presenti colloqui tra vari personaggi, erano spesso riprese più volte, da diverse angolazioni. Questo portava ad una scena dinamica, dove l’occhio dello spettatore cadeva su chi parlava o sulle smorfie di chi ascoltava, senza essere fermi su una ripresa fissa che non riusciva a far vedere i dettagli. La telecamera doveva far vedere cosa era importante e non tutta la scena, perché l’occhio dello spettatore doveva cadere su quel particolare, piuttosto che osservare l’insieme. Un esempio pratico, è il discorso accorato tra Rick e Ilsa nel film Casablanca, dove la scena passa tra il volto di un attore all’altro, mostrando le smorfie e le espressioni dei personaggi, mostrando l’insieme solo all’inizio ed alla fine. Questo tipo di montaggio era innovativo e tutt’ora molto ricercato nel cinema moderno.

Insomma, il Classicismo Hollywoodiano ha fatto scuola e viene tutt’ora apprezzato e simulato nei film moderni.

– Giorgio Correnti –

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