Rubrica – Architettura Gotica

1Nella seconda metà del Settecento, contemporaneamente all’affermazione in architettura di un nuovo classicismo, alimentato dalla scoperta dei monumenti della Grecia e degli scavi di Ercolano e Pompei, si va diffondendo una maggiore disinvoltura nell’utilizzo delle forme architettoniche che noi chiamiamo Architettura Gotica.
Il principio della libertà individuale e la sensibilità per le forme artistiche lontane nello spazio (esotismo) e nel tempo (storicismo) sono alla base della consapevolezza che non esiste un bello architettonico assoluto, bensì molteplici forme corrispondenti di caso in caso alle varie situazioni storiche e ai diversi bisogni. Ne deriva che il termine di paragone del giudizio artistico tende non si basa più sul rispetto delle regole, ma sulla spontaneità del concepimento dell’opera, sulla corrispondenza di questa all’ispirazione.

Già dalla metà del Settecento la cultura inglese apre all’estetica dell’esotismo e del pittoresco, a inizia dai giardini dove vegetazione, viabilità, acque ed elementi architettonici vengono composti secondo criteri apparentemente casuali, ma in realtà attentamente studiati. Come il make up naturale per noi fanciulle; chili di trucco per apparire poco truccate. In questa 2atmosfera preromantica, anche il gotico torna di gran moda; le sue forme organiche sono un’esaltazione della libertà inventiva degli artisti nonché l’immagine più autentica della tradizione culturale e sociale dell’Inghilterra. Teorici come Batty Langley (Architettura gotica: regole e proporzioni 1742) rendono possibile questo recupero stilistico in contemporanea con letterati come Horace Walpole, che fa costruire la villa di Strawberry Hill su progetto di John Carter, con pianta asimmetrica, uso di elementi medievali e soprattutto la pittoresca integrazione fra architettura e la natura apparentemente libera nel giardino all’inglese.

Partecipa a questa rivolta anticanonica l’eccentrico (eccentrico perché ricco e nobile; se era povero era solo pazzo) duca di Beckford che affida a James Wyatt la realizzazione della stravagante Abbazia di Fonthill (1796-1807). L’architetto colloca un’alta guglia al centro di una pianta a croce composta di gallerie, cappelle, porticati, sale capitolari e altri ambienti improntati all’evocazione di un fantastico Medioevo, più ideale che reale. Anche senza raggiungere gli eccessi della residenza di Beckford, si diffonde in tutta l’Inghilterra il gusto per case di campagna a pianta asimmetrica, 3caratterizzate dall’aggregazione apparentemente casuale dei volumi e che mischiano artisticamente diversi stili.

Nell’Ottocento il ricorso al gotico perde il suo carattere bizzarro e si identifica sempre di più, in una prospettiva nazionalistica, con un ritorno al Medioevo e con il risveglio religioso. Alla base di questo rinnovato interesse, che da luogo ad un vero e proprio Gothic Revival, c’è lo studio scrupoloso delle antichità medievali, condotto non più in maniera astratta ed idealizzata, ma partendo da un’attenta rilevazione degli edifici. In Inghilterra il Gothic Revival fa sì che molti edifici laici ed ecclesiastici vengano restaurati, in molti casi rifatti, secondo lo stile gotico, ma anche lo stile elisabettiano, corrispondente alla golden age dello stile inglese, viene adottato come stile nazionale e ispira rifacimenti soprattutto nelle case di campagna. La vicenda più importante per la fortuna del gotico è la costruzione del nuovo Palazzo del Parlamento, a Londra, dopo che il vecchio edificio era stato distrutto da un incendio. Nel bando di concorso, indetto nel 1834, si richiedevano esplicitamente progetti improntati agli stili nazionali, il gotico o l’elisabettiano. Charles Barry, che vinse il concorso, progetta un edificio su una pianta di classica simmetria, ma affida il rivestimento esterno in stile gotico e il relativo completamento interno ad Augustus Welby Northmore Pugin, fanatico e rigoroso sostenitore del revival medievale. Pugin esalta la carità mistica dello stile gotico e anni dopo ne indica soprattutto la rispondenza ai criteri dell’utilità. Precorrendo il funzionalismo, scrive nel 1841: “In un edificio non dovrebbero sussistere elementi che non siano necessari per comodità, struttura o convenienza. Il minimo dettaglio dovrebbe avere uno scopo e la costruzione stessa dovrebbe variare a seconda del materiale impiegato.”
4Sulle orme di Pugin il critico John Ruskin (vedi Vittoriano), in una sua opera del 1849, le Sette lampade dell’architettura, esalta il gotico per la sua razionalità e ne propone l’estensione all’architettura domestica.

Molto differente è il clima del ritorno al gotico in Francia, visto che il suo Settecento è stato dominato prima dal Barocco dell’Ancien Regime e poi dal Neoclassicismo della Rivoluzione. Nel 1802, in piena epopea napoleonica, esce a Parigi il Génie du Christianisme di François-René Chateaubriand, che risulta la più significativa esaltazione della restaurata coscienza religiosa dopo l’ateismo rivoluzionario. Il libro ha una grande influenza per la cultura romantica francese, così come qualche decennio dopo un impatto ancor più forte avrà il popolare romanzo Notre-Dame de Paris di Victor Hugo (vedi articolo su Notre-Dame), pubblicato nel 1830. Durante la prima metà dell’Ottocento la conoscenza dell’architettura medievale francese, religiosa e civile, inizia a diffondersi grazie agli studi storici, che si sviluppano anche in seguito all’istituzione, nel 1837, della Commission des Monuments historiques, che nasce proprio con lo scopo di restaurare gli edifici medievali. Ciononostante fino alla metà del XIX secolo il fenomeno del neogotico francese presenta caratteri decisamente meno eclatanti rispetto al contemporaneo Gothic Revival inglese.

6Solo con artisti come Jean-Baptiste-Antoine Lassus e Eugène Viollet-le-Duc si raggiunge un livello di interesse per le forme architettoniche del Medioevo in grado di soppiantare l’egemonia indiscussa del classicismo tipico della Restaurazione.

In Germania il romanticismo rimane più legato agli ideali classici dell’antichità che non ad un rinato interesse per il Medioevo. Una delle poche eccezioni neogotiche è rappresentata dal completamento del Duomo di Colonia che diventa, grazie ad un mix di neogotico e nazionalismo, il simbolo della rinascita tedesca. I lavori, iniziati nel 1824, si concludono negli anni 80, a unificazione politica avvenuta. A quanto pare non è poi un problema così tipicamente italiano quello relativo alla durata dei lavori. In un Paese in prevalenza dominato dalla cultura classica, un architetto si afferma grazie alla sua originalità: Gottfried Semper, il quale si impegna per un recupero dello stile del Rinascimento italiano, ma rivisto in funzione delle nuove esigenze della moderna società. Questo è riscontrabile sia nelle sue numerose realizzazioni a Dresda, come il neo-cinquecentesco Teatro dell’Opera del 1838 o la Sinagoga del 1840, una combinazione di elementi bizantini, lombardi, moreschi e romanici, che nelle sue opere svizzere quali il Politecnico di Zurigo, dove insegnò fino al 1871, quanto con le sue opere teoriche come Lo stile 5nelle arti tecniche e tettoniche del 1863. Semper riafferma il primato del disegno e della decorazione, attirando però l’attenzione sul fatto che tutti gli strumenti a disposizione dell’architetto affondano le loro radici nelle grandi attività artigianali tipiche dell’umanità ai primordi dello sviluppo civile: l’intreccio (tessuti), la modellazione (ceramica), l’incastro (legno), la costruzione (la pietra).

Le sue ultime opere a Vienna  sono il Burgtheater e i Musei, iniziati nel 1872 e portati a termine solo dopo la sua morte, le quali mostrano l’uso di uno stile meno osservante delle regole, una specie di barocco in chiave moderna.

Insomma, l’Ottocento è stato un secolo ricco di avvenimenti storici, scientifici e culturali i quali sono stati espressi attraverso le Arti, con tutto il loro fascino derivante dalle proprie contraddizioni.

Monia Guredda

 

Rispondi