Rubrica – 5 Film tra Cinema e Medioevo

Cinema e medioevo: una top five!
Il medioevo è stato, durante l’età contemporanea, una delle grandi fonti per una delle arti più giovani, il cinema. Il romanticismo legato all’ambientazione cavalleresca, la cupezza dell’epoca, le sue contraddizioni, i molteplici classici della narrativa ambientati in quei famosi mille anni e centrali nella formazione di molti registi, hanno fornito una grandissima linfa vitale al cinema, che ha fatto di cavalieri e dame fra i personaggi centrali della sua industria.
Vediamo oggi cinque film legati alla narrazione e rinarrazione di quest’epoca. Forse non tutti fra “i migliori” in assoluto ma, forse, fra i più curiosi. Cominciamo!

5. Black Death di Christopher Smith (2010)

1Un horror di cassetta può parlare di un’epoca storica?
Sì se si tratta di Black Death (2010), dell’inglese Christopher Smith e con Sean Bean ed Eddie Redmayne nel ruolo di un inquisitore e un povero fraticello che si ritrovano a visitare un villaggio in odore di eresia nella cupa Inghilterra flagellata dalla peste di metà ‘300. All’interno di una storia di genere banale (il tipico horror su sette segrete con violenza a palate), prende vita un ritratto dell’epoca che ne riesce a mettere in luce tutta la sporcizia, tutto l’orrore, tutte le storture della natura umana generate da un ruolo della religione tragicamente oppressivo.
Uno dei ritratti più belli e cupi dei secoli bui. Astenersi palati delicati…

4. Braveheart di Mel Gibson (1995)

2Anni dopo i classici del cinema epico in costume, un Mel Gibson arrivato dritto dritto da Arma Letale si diverte a sbancare il botteghino con un’epopea di quasi tre ore nella quale, pur sacrificando tranquillamente l’accuratezza storica, viene dato risalto a un gruppo di eroi forse un po’ troppo moderni nei sentimenti, ma perfettamente simbolizzanti lo spirito del grande poema e della grande narrativa ispirata al medioevo. William Wallace non è poi tanto il simbolo della lotta per la libertà, quanto dello spirito che portò all’emergere degli stati nazionali fra tre e quattrocento, fondando di fatto la moderna Europa dei popoli.

3. L’Armata Brancaleone di Mario Monicelli (1966)

3Come? Perché inserire una commedia in costume al terzo posto? Come perché?! Che domande sono?!
Ma li avete sentiti i dialoghi nella buffa lingua italica parlata dai protagonisti, che fa il verso ai testi in volgare?
Abbandonato il cupo postmodernismo di Smith e l’epica di Gibson, seguiamo il compianto Mario Monicelli in un film che sbeffeggia senza pietà l’eroismo del cavaliere medioevale per mettere in risalto le sue debolezze.
Esattamente come fatto da Chaucer ne I racconti di Canterbury.

2. Il Nome della Rosa di Jean-Jacques Annaud (1986)

4Definito dall’autore il palinsesto de Il Nome della Rosa di Umberto Eco (ossia un manoscritto col testo originale grattato via per scrivervi sopra qualcos’altro, dunque solo derivato dal testo originale), non riesce certo a presentare al suo interno tutti gli elementi del più importante romanzo storico sul medioevo di ogni tempo, ma riesce a trasferirne su pellicola l’atmosfera di lieve decadenza e la fascinazione per un’epoca ricca tanto di meraviglie (come quelle della biblioteca colma di manoscritti) quanto di orrori (l’inquisizione) proprie della storia di Guglielmo da Baskerville e Adso da Melk. In più Sean Connery è… Niente. Sean Conney è Sean Connery ed è più fico da vecchio che da giovane.

1. Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman (1957)

5Bergman mette in scena una “piccola” storia, ma davvero medioevale: quella di un guerriero tormentato che si ritrova faccia-a-faccia con la morte e che, per sfuggire dalle sue grinfie, la sfida a scacchi.
È il trionfo dell’ideologia medioevale e di alcuni dei suoi cardini: il timore per la morte sempre in agguato (sapete, no… fra bassa longevità, malattie, guerre…), l’angoscia per l’impossibilità di contrastarla e, per derivazione, la splendida “arte” nata da questi sentimenti (ricordate, a proposito, il tema della “danza macabra” nella pittura tardo medioevale? Ecco…).
L’elenco potrebbe essere molto più lungo, e voi potreste esservi già annoiati, ma questi sono davvero i cinque titoli che, secondo noi, non si limitano a raccontare storie ambientate nel medioevo, ma a far rivivere lo spirito dell’epoca e tutte le sue più complesse sfaccettature storiche e sociali.

Siete d’accordo con noi? Attendo le vostre proposte nei commenti.

– Fabio Antinucci –

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