Romanzi e scrittori sottovalutati: Zadie Smith

1Bentornati, Fedeli Lettori! Quest’oggi andremo insieme in Inghilterra, ma non solo: già, perché Sadie Smith nasce dall’incontro di varie culture e prosegue la sua crescita e la sua ricerca culturale attraverso vari Paesi e diverse forme d’arte, ma procediamo con ordine. Sadie Smith nasce a Londra il 25 ottobre del 1975. Il padre, Harvey Smith, è inglese, mentre la madre, Yvonne Bailey, è giamaicana. Sadie cresce insieme alla sorellastra maggiore ed ai due fratelli minori nel quartiere operaio e multietnico di Brent, nel nord-ovest di Londra. Frequenta le locali scuole statali per poi conseguire una laurea in Letteratura Inglese presso il prestigioso King’s College di Cambridge. Durante gli anni dedicati allo studio trova anche il tempo di imparare il tip tap, partecipare a dei musical ed esibirsi come cantante jazz. Mentre studia al King’s College pubblica alcuni racconti, presenti in una raccolta insieme a quelli di altri studenti. Un editore la nota e le offre un contratto per un romanzo ancora da scrivere (il mio sogno, altro che Cenerentola, il principe e la scarpetta, tzè!).
Sadie contatta subito un editor. Mica stupida.

Così, nel 2000, vede la luce il primo romanzo di Zadie Smith (ha trasformato così il suo nome per darsi un tocco ancor più esotico): Denti Bianchi, edito da quelli della Hamish Hamilton LTD. Il libro si trasforma subito in un best seller internazionale. Il critico letterario inglese James Wood conia per questa autrice emergente il termine Realismo Isterico. Speriamo non insorgano le femministe. Comunque le influenze letterarie riscontrabili nella scrittura della Smith e apertamente ammesse da lei stessa sono rappresentate da: Martin Amis, Raymond Carver, Charles Dickens, George Eliot, Edward Morgan Forster e Vladimir Nabokov. Dopo questa prima, strepitosa prova, Zadie sperimenta il terribile blocco dello scrittore. Tu guardi la pagina bianca, la pagina bianca guarda te, e niente. Poi si sblocca, scrive e pubblica L’uomo autografo, che riscuote un notevole successo di pubblico, ma che non convince la critica. Nel 2003 si trasferisce negli Stati Uniti per frequentare dei corsi ad Harvard. Lì prepara un saggio che analizza la filosofia morale degli autori del XX secolo, ma che resta tutt’ora inedito.

Mentre si trova ancora a Boston pubblica il suo terzo romanzo, intitolato Della bellezza. Per ora è l’unico che ho letto (ovviamente l’ho trovato su una bancarella e ovviamente cerco anche gli altri) e ho trovato la scrittura della Smith estremamente fluida e coinvolgente; Zadie tocca temi sociali e culturali molto complessi e non li maneggia con l’eccessiva cura ipocrita di chi parla di cose che non sa, ma ne scrive con la disinvoltura ed il cinismo di chi sa esattamente cosa dice. Della bellezza è un romanzo corale; al centro di tutto troviamo la famiglia della protagonista, composta da padre bianco, professore universitario, e madre di colore. Il nonno della protagonista non ha mai accettato la nuora, non tanto per se stesso, quanto “per la gente”. I fratelli della protagonista cercano la propria identità, il proprio posto nel mondo; il maggiore, in aperto contrasto con il padre ateo, si barrica dietro dogmi religiosi e morali fuori dal tempo, il minore ostenta le sue radici afro con atteggiamenti macchiettisti. E poi abbiamo il quartiere, l’ambiente universitario e la città con i suoi mille volti. Le città hanno tanti quartieri e le persone hanno tante anime diverse, a volte in contrasto tra loro. Comprendersi è difficilissimo, richiede uno sforzo che pochi sono disposti a fare. Ma questa è l’unica via.

Zadie prosegue il suo periodo statunitense insegnando Fiction alla Columbia ed alla New York University e scrivendo anche per la celeberrima Harper’s Magazine in veste di critico letterario. Nel 2012 da alle stampe il suo quarto romanzo, NW, in riferimento al quartiere Kilburn di Londra, il cui cap è nw6. In tutto ciò, mentre era a Cambridge ha conosciuto Nick Lard, che ha sposato nel 2004. Anche Lard è uno scrittore e ha pubblicato La banda delle casse da morto per la nostra Minimum Fax, dato che tra il 2006 ed il 2007 lui e Zadie hanno vissuto a Roma, nel quartiere Monti. Anche Zadie ha pubblicato con Minimum Fax un saggio intitolato Cambiare ideaOra lui, Zadie e i loro due figli vivono tra Londra e New York. Un’esistenza decisamente invidiabile quella di Zadie Smith, resa possibile dalla sua apertura mentale derivata a sua volta dall’ambiente multiculturale in cui è nata e cresciuta. “Volevo solo dimostrare che ci sono comunità che funzionano bene. C’è tristezza per il modo in cui le tradizioni svaniscono, ma volevo mostrare persone che si sforzano di capirsi l’un l’altro, nonostante le differenze culturali.” Zadie Smith. Buona lettura!

– Monia Guredda – 

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