Romanzi e scrittori sottovalutati: Winston Graham

1Bentornati, Fedeli Lettori! Quest’oggi faremo la conoscenza di uno scrittore inglese, tanto amato in patria quanto semisconosciuto in Italia. Winston Graham nasce a Manchester il 30 giugno del 1908. Il padre è un ricco commerciante di tè. Dopo la sua morte, lui, la madre ed i fratelli si trasferiscono in Cornovaglia, la terra che Graham considera sua e che ritrarrà nella maggior parte dei suoi scritti. Le inclinazioni letterarie del giovane Winston vengono supportate ed incoraggiata dalle madre grazie alla quale inizia a scrivere già durante l’adolescenza. Nel 1926 Graham conosce la tredicenne Jean Mary Williamson e se ne innamora. Jean e Winston si sposeranno nel 1939 e vivranno e lavoreranno insieme sino alla di lei morte, avvenuta nel 1992.

Jean Mary aiuterà il marito durante la stesura dei romanzi con le sue osservazioni come ci ricorda la figlia Rosamunde: “Papà era un autore, ma mamma lo aiutava con i dettagli perché lei era un’osservatrice. Lei vedeva tutto e ricordava ogni cosa.” Insomma , Jean Mary è stata la classica grande donna che sta dietro un grande uomo, avendo rappresentato anche il perfetto ruolo di musa, ispirando il personaggio di Demelza, protagonista della serie di romanzi Poldark, amatissima nel Regno Unito tanto da meritare diverse trasposizioni televisive. Comunque, Winston Graham pubblica il suo primo romanzo nel lontano 1934. Nel 1945 viene dato alle stampe il primo dei 14 volumi che compongono la serie letteraria di Poldark. Graham è uno scrittore molto prolifico e pubblica 32 romanzi di genere thriller/spy/suspence e diversi altri di genere storico ambientati nella sua amata Cornovaglia.

2Nel 1961 Graham pubblica un piccolo romanzo atipico che attira l’attenzione di nientepopodimenoche Alfred Hitchcock. Stiamo parlando di Marnie, che io ho trovato pochi mesi fa nel solito mercatino dell’usato. Dunque, ci troviamo di fronte ad un lavoro veramente anomalo per l’epoca, visto il tema trattato. La storia segue le gesta, illegali, di Marnie, una donna senza scrupoli, senza sentimenti e fisicamente frigida. Marnie teme gli uomini ed il pensiero dell’intimità fisica la terrorizza. Sua madre, una vecchia bigotta, l’ha cresciuta instillandole l’idea che gli uomini sono il male e che una donna sta meglio da sola. Marnie ha preso alla lettera questi materni consigli, aggiungendoci la sua intelligenza e le sue arti manipolatorie, e riesce a fare la bella vita a discapito dei vari datori di lavoro che gabba di volta in volta. Ma arriva un uomo, un uomo sinceramente innamorato di lei ed altrettanto testardo e che porta  alla resa di conti tra Marnie e sua madre. Il finale è shockante oggi, mi immagino come ci possono essere rimasti di sale i lettori degli anni ’60!

Trattandosi di una storia fuori dagli schemi, attira un regista fuori dagli schemi. Marnie esce nelle sale nel 1964 e vede protagonisti Tippi Hendren (già protagonista di Uccelli, madre di Melanie Griffith e nonna di Dakota Johnson, ma poverina, non facciamogliene una colpa) e Sean Connery. Il film non riscuote il successo sperato. Forse veramente il tema era troppo scabroso. Comunque permette ad Alfred di aggiungere un nuovo ritratto alla sua galleria di Madri Terribilis.

Winston Graham muore a Londra il 10 luglio del 2003, dopo una lunga vita ed una lunga carriera. è stato un autore prolifico, che ha trattato molti generi differenti e che ha goduto della traduzione dei suoi lavori in 24 Paesi del mondo. In Italia si trova poca roba, ma Marnie c’è e lo consiglio a tutti; lo stile è accattivante e scorrevole ed il tono non scade mai nel morboso, ma mantiene anzi una forte dignità, compassione e rispettabilità pur trattando temi estremamente forti e delicati allo stesso tempo.

Buona lettura!

– Monia Guredda – 

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