Romanzi e scrittori sottovalutati: Koji Suzuki

1Bentornati, Fedeli Lettori! Ordunque, giorni fa stavo ravanando tra i libri di una bancarella al mercato settimanale della mia città quando mi imbatto in una copia economica di Ring, di Koji Suzuki. Il film l’ho visto e rivisto, sia la versione originale jap che il remake americano e così non ero sicura di voler leggere il romanzo. Poi ho pensato che sicuramente avrei trovato nel libro tante informazioni che nei film sono state solo suggerite, se non completamente tralasciate, e così mi sono decisa a sborsare quei due euro. Ve lo dico subito, così poi non ci pensiamo più: il romanzo originale non c’entra assolutamente niente con le varie versioni per il grande e piccolo schermo! È proprio un’altra storia, con altri presupposti, altri personaggi, altre situazioni… che mentre leggevo pensavo: ma allora, boh?!

Ovviamente il romanzo è stupendo e lo consiglio a tutti gli amanti della letteratura giapponese in generale e di quella sovrannaturale in particolar modo. Essendo un horror giapponese è molto basato sulle atmosfere più che sulle scene d’impatto visivo ed emotivo; il fulcro è sempre la vendetta di Sadako (trasformata poi in Samara), ma è un’altra persona, con altre origini. L’intento finale di Sadako ha decisamente un respiro più ampio, con implicazioni psicologiche, morali e sociali di portata indiscutibilmente più estesa. Ma parliamo del suo autore. Koji Suzuki nasce il 13 maggio del 1957 ad Hamamatsu, nella prefettura di Shizuoka. Dopo aver conseguito una laurea in Letteratura Francese presso l’università di Keio lavora per qualche anno come insegnante. Dice che durante le lezioni si metteva spesso a raccontare storie di fantasmi ai suoi alunni. Avrei pagato per un insegnante simile. A quanto pare è un tipo avventuroso, visto che ha viaggiato in moto attraverso gli Stati Uniti, coast to coast e che ora continua a viaggiare, ma attraverso il Giappone, con un camper, in compagnia della famiglia. Nel 1990 pubblica il suo primo romanzo, Rakuen (Paradise) che gli vale il Japan Fantasy Novel Award. Bene, l’inizio è promettente e così inizia a scrivere il suo secondo romanzo, la sera, mentre tiene in braccio la sua bambina. Nasce così Ringu, primo capitolo della trilogia che prosegue con Spiral (Rasen) che si aggiudica il premio letterario Eiji Yoshikawa e si conclude con Loop (Rupu). Io questi due romanzi ancora non li ho, ma so che in Italia sono editi da Nord e sono in caccia. Li devo leggere per forza perché Ring ha il finale aperto…

Sempre di Suzuki è la raccolta di racconti Birthday (Basudei) in cui è contenuto il racconto Dark Water (Honogurai Mizu no Soko Kara) dal quale sono stati tratti due film: uno giapponese ed uno statunitense. Spero li abbiate visti. Dalla trilogia di Ring sono stati tratti nove pellicole (Ringu, film tv jap del 1995; Ringu, film cinematografico jap del 1998; Rasen, film cinematografico jap del 1998; Ringu 2, film cinematografico jap del 1999; Ringu, serie tv jap del 1999; Ringu 0 – Birthday, film cinematografico jap del 2000; The Ring, remake cinematografico USA del 2002; The Ring 2, inguardabile ed improponibile seguito cinematografico USA del 2005; The Ring Virus, serie tv della Korea del Sud).
E così Ring ha generato una vera e propria proliferazione mediatica: d’altronde, non è questo l’obiettivo di Sadako?

– Monia Guredda –

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