Romanzi e scrittori sottovalutati – Ira Levin


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Leggendo il titolo avrete pensato: e chi è? E avreste anche ragione nel porre questa domanda, perché di Ira Levin si parla poco, ed è difficile persino trovarne notizie in rete. Però se vi dico Rosemary’s baby sapete perfettamente di cosa parliamo e pensate al film cult del 1968 di Roman Polanski. E se vi dicessi che Polanski ha tratto la sua pellicola da un romanzo pubblicato l’anno prima proprio dal romanziere Ira Levin? Ecco, finalmente ho la vostra completa attenzione.

Di Ira Levin si sa che è nato a New York il 27 agosto del 1929 e che ha conseguito una laurea in Filosofia ed Inglese all’Università di New York. Nel 1955 ha pubblicato il suo primo romanzo, Un bacio prima di morire, dal quale vengono tratti due film: Giovani senza domani del 1956 e Un bacio prima di morire del 1991, con protagonisti Matt Dillon e Max Von Sydow. Dopo 12 anni, nel 1967 pubblica Rosemary’s baby, che figura tra i finalisti dell’Edgar Award. L’anno dopo esce il film di Polanski con Mia Farrow e John Cassavetes e la storia spopola in tutto il mondo. Ma offusca il romanzo originale, che comunque è quasi identico. Polanski era impegnato nel giro di presentazione della pellicola in Europa quando, a Hollywood, la sua giovane e bella moglie, l’attrice Sharon Tate, incinta di 8 mesi, venne trucidata insieme ad altre quattro persone dai membri della Famiglia Manson. Da allora il regista di origini polacche si porta cucito addosso il marchio di artista maledetto. Tra i partecipanti al party finale del film si nota la presenza di Sharon Tate.

2Le riprese furono effettuate nel noto palazzo Dakota di New York, di cui però furono utilizzate solo riprese esterne, in quanto è severamente vietato filmarne l’interno per qualsiasi motivo. Gli interni del film furono quindi ricreati in studio. Il Dakota fu inaugurato nel 1884 e fu il primo palazzo di lusso ad uso residenziale; conta 10 piani, si affaccia su Central Park e al centro del timpano nel prospetto affacciato sulla 72° strada vi è un fregio raffigurante il volto di un nativo Dakota. Sulle ringhiere sono presenti decorazioni a forma di teste di draghi rettiliani. Dal 1976 è considerato Monumento Nazionale. Il Dakota fu abitato da Leonard Bernstein, Lauren Bacall, Judy Garland, Rudolf Nureyev, Steve Guttemberg, Boris, Karloff, Liza Minnelli, John Lennon e Yoko Ono, che nel 1973 occupavano un triplo appartamento al settimo piano. L’assassino di Lennon aspettò il cantante proprio all’ingresso del Dakota, l’8 dicembre del 1980. Molti furono invece i personaggi famosi a cui, la Commissione di Consiglio del palazzo, rifiutò l’acquisto di uno degli appartamenti, come ad esempio Billy Joel, Gene Simmons dei Kiss, Antonio Banderas, Cher (forse per via dello smaltimento della plastica), Madonna (forse per via del nome, che poteva infastidire Lucifero), Melanie Griffith (forse perché aveva generato una Dakota che osa spacciarsi per attrice).

3Il film si aggiudicò due David di Donatello: uno per Polanski come miglior regista straniero e uno Mia Farrow quale miglior attrice straniera. Mia Farrow era sposata con Frank Sinatra; lui le portò i documenti del divorzio sul set. Ma torniamo ad Ira Levin ed alla sua notevole produzione letteraria. Nel 1970 dà alle stampe Questo giorno perfetto. Nel 1972 esce La fabbrica delle mogli, testo dal quale vengono tratti due film: uno del 1975 ed un altro del 2004, con protagonista Nicole Kidman e col titolo La donna perfetta (The Stepford wives). L’avrete sicuramente sentito nominare e probabilmente visto. È del 1976 l’inquietante romanzo distopico I ragazzi venuti dal Brasile, dal quale il regista Franklin J. Schaffner ha tratto, nel 1978, il suo famoso film, con protagonisti del calibro di Gregory Peck e Laurence Olivier. Anche in questo caso, la fama della pellicola, soverchia quella della pagina. Nel 1991 Levin pubblica Sliver, di cui nel 1993 viene realizzato il film thriller con protagonisti Sharon Stone e William Baldwin. Levin ci porta di nuovo, dopo Rosemary’s baby, all’interno di un palazzo (questa volta ultra moderno) che quasi vive di vita propria e che racchiude al suo interno in mondo altro, con le sue proprie leggi, dalle quali sembra quasi impossibile svincolarsi. Levin ci accompagna di nuovo in una New York demoniaca con il suo ultimo romanzo Il figlio di Rosemary, del 1997. Ira dedica questo libro a Mia Farrow, indimenticabile interprete dell’ingenua Rosemary.

Ma Levin è stato anche un prolifico ed apprezzato autore teatrale (alcuni suoi testi sono stati tradotti per il grande schermo) ed un noto sceneggiatore televisivo; al suo genio si devono alcuni episodi del mitico Alfred Hitchcock presenta. Ira Levin è morto a causa di un attacco di cuore il 12 novembre 2007, nella sua amata New York. Il fatto che la sua morte non abbia fatto notizia è molto triste, soprattutto perché sembra l’ennesima beffa nei confronti di un autore così dotato e così sottovalutato.

– Monia Guredda –

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