Romanzi e scrittori sottovalutati: Dai Sijie

1Buon lunedì, Fedeli Lettori! Come ho già avuto modo di dirvi, adoro tanto la letteratura francese quanto quella orientale ed è per questo che quando ho trovato, in un mercatino dell’usato, questo romanzo di un autore cinese naturalizzato francese l’ho comprato al volo! Sto parlando del poetico Balzac e la piccola sarta cinese di Dai Sijie. Ma chi è costui?

Dai Sijie nasce a Chengdu il 2 marzo del 1954. Giovanissimo viene mandato lontano dalla famiglia, secondo i dettami del regime, e negli anni ’70 vive, come milioni di altri ragazzi cinesi, la terribile esperienza dei Campi di Rieducazione maoisti. L’idea era: più lavoratori, meno pensatori. I pensatori, si sa, non sono salutari per i regimi, di qualsiasi colore.  Alla morte di Mao, Dai Sijie può finalmente iscriversi all’università, dove studia Storia dell’Arte. Vince una borsa di studio per Parigi. Fa le valigie, parte e non torna più. Nella capitale francese inizia finalmente la sua carriera artistica, prima come regista e poi come scrittore.

Il suo primo romanzo, inedito in Italia, Le complexe de Di, vince il Premio Femina. Seguono Muo e la vergine cinese, Balzac e la piccola sarta cinese e Una notte in cui la luna non è sorta, tutti editi da Adelphi. Io per il momento ho letto solo Balzac e la piccola sarta cinese, ma visto che l’ho adorato sono fermamente intenzionata a trovare anche gli altri due titoli. E tutti quelli che, spero seguiranno. Quello che ho letto è un romanzo piccolo, 150 pagine appena, che però racchiude un intero mondo. La storia è di chiara ispirazione autobiografica, in quanto narra le vicende di due studenti mandati in un Campo di Rieducazione, dove dovranno sostituire la zappa ai libri. Al villaggio c’è però la piccola sarta che sogna una vita che le permetta di respirare a pieni polmoni la bellezza che l’arte offre a chi sa vederla. Un romanzo sulla giovinezza, che evoca sempre e comunque nostalgia, sulla voglia di libertà contrapposta alla dittatura, sul bisogno di arte che rende la vita degna di essere vissuta e sui diritti negati alle donne ancor più che agli uomini. Una storia apparentemente semplice e delicata, ma con un sostrato potente e distruttivo. In senso positivo. Ma potete scoprirlo da soli. Buona lettura!

– Monia Guredda – 

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