Romanzi che vorremmo diventassero serie tv

Negli ultimi tempi il telefilm ha ottenuto un tipo di successo quasi superiore a quello del cinema: se infatti qualcuno non ama passare il proprio tempo a guardare un film molto lungo, quasi sicuramente spenderà almeno un’ora a settimana per seguire una serie tv. Questo tipo di processo non è sfuggito ai produttori e il boom di idee telefilmiche si è incredibilmente esteso, arrivando, dal prodotto originale, alla tecnica più utilizzata anche dai colleghi del grande schermo: la trasposizione. Se un romanzo ha avuto successo, se ben realizzato potrebbe triplicare la sua fama con un’ottima serie tv: certo, è un’arma a doppio taglio, perché i lettori sono spesso molto attaccati all’opera che hanno amato, ma le critiche possono essere accettate, se il risultato è, oltre al guadagno economico, un enorme seguito da parte del pubblico. Insomma, guardate Game of Thrones: nonostante il risentimento degli affezionati alla saga cartacea, è guardata praticamente da tutti e ha vinto numerosi premi, proprio perché tecnicamente realizzata in modo ineccepibile. Ecco che quindi, alla mente di noi lettori, vengono in mente alcuni romanzi che vorremmo diventassero serie tv, pur con angoscia, pur con il giusto beneficio del dubbio, ma con una speranza e un’aspettativa che non riusciamo a levarci. Quali potrebbero essere questi libri?

Io non ho potut1o fare a meno di pensare che adorerei una serie tv basata sulle Cronache dei vampiri  di Anne Rice. Insomma, a qualcuno il film Intervista col vampiro è piaciuto, ma obiettivamente l’atmosfera del romanzo si era un po’ persa; inoltre, anche i seguiti di quel libro creerebbero un telefilm perfetto, con personaggi già caratterizzati meravigliosamente e con una trama che non potrebbe sbagliare. Certo, ribadisco che potrei uccidere i creatori se lo toccassero senza la giusta venerazione dell’originale. Stavo cercando di pensare ad attori delle serie tv che mi piacerebbero per i ruoli principali e già io stesso ho avuto paura che nessuno potrebbe essere all’altezza, ma per un Lestat, biondo, elegante, artista e con picchi di follia, curiosità e fascino forse un Nikolaj Coster Waldau o Alexander Skarsgård, per quanto quest’ultimo risulti troppo “saltami addosso”, ma è un bravo attore, sono certa che saprebbe dosare questo tipo di impulso visivo. Quanto a Louis, mio personaggio preferito, faccio seriamente fatica ad immaginarmi un attore adatto… mi piacerebbe un Tom Hiddleston, che però è più da cinema che da serie, anche se pure lui non mi convince del tutto, sebbene sia un attore molto bravo. Non lo so, non ci riesco, voi avete idee? Ovviamente, vorrei che fosse prodotta dalla HBO, per evitare censure inutili.

2Anni fa fecero una serie a puntate de I miserabili di Victor Hugo, che aveva i suoi momenti deprecabili, ma che ebbe come pregio il farmi vedere John Malkovich come Javert, tutt’ora il mio attore preferito nel ruolo. Ecco, secondo me quel libro si sposerebbe benissimo a diventare una serie tv, perché ha un po’ di tutto: amore, tristezza come se piovesse, rivoluzione, lotte per la vita, religione, contesto storico, e tristezza… l’avevo già detto? Beh, lo conosciamo il nostro Victor, no? Io lo amo, sono di parte. Il film sul musical ha ottenuto un discreto successo – malgrado Russell Crowe! – e ritengo che anche una serie non sarebbe da meno. Inoltre, il libro è talmente lungo e copre un arco temporale così ampio da poter seguire diverse stagioni. Anche in questo caso come direttore del casting non sono così brava e mi viene subito il panico: sicuramente la scelta principale e importante sarebbe Javert, visto che è un personaggio complesso e importante, che merita un attore con la “a” maiuscola. Adesso, io lo so che non c’entra niente, ma secondo me un David Tennant sarebbe perfettamente in grado di farlo. Immaginatelo con la parrucca, un po’ invecchiato, con la divisa e lo sguardo duro, un po’ da pazzo… sì, potrebbe farcela. Quando a Jean Valjean, forse un Richard Armitage, che darebbe quel tocco di durezza, ma dolcezza come lui sa fare bene. In questo caso forse accetterei pure qualche cambiamento, o meglio qualche aggiunta alla trama, magari un po’ più di spazio a Fantine e ad Éponine, ma senza esagerare.

3Ora sto per nominare un romanzo che secondo me è impossibile da trasporre, ma che in cuor mio vorrei tanto vedere… Cime Tempestose. Vi starete chiedendo: “impossibile da trasporre? Ma se hanno fatto tantissimi film su quel libro?!” Beh, ma nessuno è riuscito a rendere palpabile quelle pagine, nessuno. Ci sono buoni adattamenti, per carità (insomma, non sono insensibile a Ralph Fiennes come Heathcliff!), ma quel clima, quell’agonia, quello Sturm und Drang è veramente arduo da imprimere su pellicola. Diciamo che ho voluto nominarlo, perché se dovessero proporre una serie io la guarderei subito, ma ammetto di non avere molte speranze a riguardo. In questo caso gli attori non mi interessano, anche se certo dovrebbero essere molto bravi, ma vorrei qualcuno alla regia capace di capire l’animo del libro. Una saga che invece esigo (sì, la esigo), è Queste oscure materie di Philip Pullman. Adesso, io so che il film La bussola d’oro non ha avuto successo e che per questo non sono stati realizzati i seguiti, ma proprio non riesco a spiegarmi il motivo! Certo, come introduzione è un po’ caotica e anche qui l’atmosfera del libro – o meglio l’introspezione dei personaggi – non era stata del tutto riprodotta, ma le carte c’erano. Insomma, non ho letto i romanzi, ma il primo film di Percy Jackson era senz’altro meno interessante, eppure lo hanno continuato. Comunque leggete la saga di Pullman, non ve ne pentirete: è stupenda. La tematica religiosa è intrigante, i personaggi sono fantastici e c’è una filosofia e una scienza così forti da essere indimenticabili. Anche in questo caso, non mi importerebbe molto degli attori scelti, ma più della capacità della regia di saper riprodurre con cura alcune dinamiche importanti. Anche se non mi dispiacerebbe Evanna Lynch come Lyra.

Questi sono i titoli che mi sono venuti in mente, ma sono certa che tra qualche ora me ne verranno in mente altri cinquecento. Voi? Quali sono i romanzi che vorreste seguire sulla vostra poltrona?

– Lidia Marino –

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