Recensioni in sette punti: Marvel’s Jessica Jones

Qual è la prima cosa che un telefilm addicted fa in vista dell’uscita di una nuova serie tv? Guarda il trailer, legge un abbozzo di trama, cerca nomi già conosciuti nel cast, ma raramente si concentra sulle recensioni; quando ciò avviene, si tratta soprattutto di commenti a un singolo episodio, perché quelli inerenti a un’intera serie rischiano di essere pieni di spoiler non graditi. In altre parole, le recensioni vengono lette solo post visione. Come renderle appetibili e utili per consigliare o sconsigliare telefilm? Ci proveremo in questa nuova rubrica, lanciando le recensioni in sette punti: Marvel’s Jessica Jones darà il via a una serie di articoli privi di spoiler (a eccezione della trama presentata nei pilot) e densi di curiosità che sperano di invogliare la vostra anima da telefilm addicted.

1) Inizio in medias res

Basta metà pilot per farci chiedere se, per caso, non abbiamo dimenticato di guardare un episodio: la storia di Jessica Jones è già in corso, la sua prima avventura con Kilgrave è avvenuta nei mesi precedenti l’arco narrativo mostrato dallo schermo; Jessica l’ha incontrato, conosce i suoi poteri e lo teme. Come se non bastasse, possiede anche lei dei poterijjones-purple-5858e-157086 e non sembrano una novità nella sua vita. Lo spettatore non conosce tramite Jessica, ma è spronato ad accendere la mente e cercare di collegare ogni piccolo indizio estrapolato dalle conversazioni della protagonista con una presentatrice radiofonica, un avvocato di successo, i rumorosi vicini di casa.

Con il passare degli episodi, ogni dubbio verrà risolto.

2) Una nuova eroina

È questo il titolo del trailer di Marvel’s Jessica Jones, che sintetizza il ruolo giocato la protagonista all’interno delle trasposizioni televisive Marvel; se a gennaio la ABC aveva destinato al personaggio di Peggy Carter un’intera serie, niente era ancora stato fatto per le eroine “dotate” – dal termine scelto da Trish Walker per definire la sua migliore amica.

Jessica Jones è un’investigatrice privata abbastanza forte da distruggere una scrivania con una sola scarica di rabbia. È indipendente, sulla soglia dell’alcolismo e sexy a modo suo, come solo attrici come Krysten Ritter riescono a essere; non vuole circondarci da amici o famiglia perché vive nel costante terrore di fare del male alle persone amate e ciò è alla base di quel carattere scontroso che, tuttavia, non riesce ad assicurarle la tranquillità tanto ambita.

jessica-jones-073) You are not TEN anymore

Difficilmente David Tennant avrebbe potuto interpretare un personaggio più diverso dal Decimo Dottore – come rompendo la quarta parete sembra ricordargli Jessica.

Kilgrave, l’Uomo Porpora della Marvel, non si mostra nei primi episodi, ma pur rimanendo un’entità quasi astratta riesce a incutere terrore nei personaggi e nello stesso spettatore: chi può spaventare tanto Jessica al punto di spingerla a lasciare la città? Chi è in grado di costringere una persona a fissare l’orologio per ore, senza fare altro, in attesa del suo ritorno? Chi riesce a commettere una strage senza mai sporcarsi le mani?

David Tennant interpreta magistralmente Kilgrave, ma per oltre due ore la regia della serie è in grado di mantenere viva la paura, anticipando il suo ingresso in scena.

4) Caratterizzazione da Netflix

Chi conosce le serie targate Netflix – Orange Is The New Black, House of Cards, Sense8 – sa già di avere assicurata un’ottima caratterizzazione dei personaggi anche quando vengono presi in prestito da un altro media.

Oltre a Jessica e Kilgrave, un personaggio degno di nota è l’avvocato Jeri Hogarth, ambiziosa e apparentemente priva di scrupoli; fin dalla sua introduzione si potrà intuire che, in questa ed eventuali stagioni future, potrebbe rivelarsi un personaggio ambiguo. Trish, a confronto con queste tre colonne portanti, avrebbe rischiato di risultare poco coinvolgente se i produttori non l’avessero legato molto all’infanzia di Jessica, mentre per il poliziotto Simpson non ci sono molte speranze, purtroppo – probabilmente risulta essere l’unica pecca dello show.

Ultima menzione va a Luke Cage, il membro più famoso dell’universo di Jessica Jones, una vera e propria trasposizione in carne e ossa del Luke Cage dei fumetti Marvel: forte, leale e apparentemente distruttibile.

 

NEW YORK, NY - MARCH 10:  Krysten Ritter filming "Jessica Jones" on March 10, 2015 in New York City.  (Photo by Steve Sands/GC Images)

5) Coinvolgimento e adrenalina

Per fortuna Trish è sempre pronta a ricordare a Jessica che ha bisogno di dormire; se fosse per la protagonista, resterebbe in piedi quarantotto ore combattendo nemici e indagando su Kilgrave. Il tempo trascorso nella serie è piuttosto breve: vediamo sempre quando Jessica si riposa, mangia o investiga, la seguiamo costantemente nelle poche settimane che compongono la stagione. Lo spettatore è lì con lei, è così coinvolto da riuscire a divorare la sua avventura in un solo giorno.

La scarica di adrenalina che tiene sveglia Jessica giunge fino all’altro lato dello schermo, portandoci a sperare in un finale positivo per lei, ma anche a tifare – neanche troppo velatamente – per le doti magnificamente crudeli di Kilgrave.

6) Non proprio alle prime armi

Krysten Ritter può finalmente dimostrare quel che vale. In precedenza non aveva avuto ruoli rilevanti, tanto da poter essere ricordata soprattutto per Gilmore Girls e Breaking Bad, nei quali è comparsa per poco tempo; è stata la star di Don’t trust the b- in the apartment 23, serie cancellata dopo solo due stagioni. Al contrario, David Tennant è il classico attore britannico: cinema, televisione, teatro e ovviamente Dottore – ruolo quasi obbligatorio per un attore britannico. Da Amleto a Barty Crouch Jr, prima di Jessica Jones ha dimostrato più volte le sue grandi doti attoriali.

Non si può certo dimenticare Carrie-Anne Moss, Jeri Hogarth nella realtà e Trinity dentro Matrix: la scelta perfetta per la cinica, affascinante e letale alleata di Jessica.

7) Siamo pur sempre su Netflix

Dopo avere tessuto le lodi della regia, della sceneggiatura e del cast, sembra opportuno spendere qualche parola sulla fotografia. Non ce n’è realmente bisogno: Netflix produce serie di qualità – Orange is the New Black vi dice niente?

jessica-jones-avengers-towerA occuparsi della musica è Sean Callery, vincitore di un Emmy per 24; è a lui che si deve la sigla che accompagna nei titoli di testa le immagini tipicamente noir, ma con colori sfumati… tendenti al porpora.

 

Da vedere? Assolutamente sì.

– Sara Carucci –

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