Recensione – Guida al trattamento dei vampiri per casalinghe

Durante l’estate appena passata, mi sono sentita un po’ smarrita, perché i miei modi preferiti per stare in ferie (viaggiare, andare a teatro o al cinema) mi erano impossibili da fare, quindi ho approfittato di quel tempo libero per tornare ad un mio vecchio grande amore: la lettura. E nello specifico, la lettura di romanzi a tema vampirico. Sì, togliendo i classici della letteratura francese e inglese, decisamente il mio tipo di narrativa prediletta è quella che riguarda le creature della notte per eccellenza. Non per niente, Dracula è stato soggetto della mia tesi di laurea. Ma sto tergiversando: ebbene, grazie a quella meravigliosa esperta di libri che risponde al nome di Laura e al suo blog – che DOVETE seguire, nel caso non lo facciate – I dolori della giovane libraia, ho trovato questo titolo, decisamente intrigante e mi ci sono buttata come un orso sul miele!

Guida al trattamento dei vampiri per casalinghedi Grady Hendrix, è un perfetto esempio del perché i succhiatori di sangue funzionino tanto bene: si adattano a qualsiasi epoca e in qualsiasi scenografia. In questo caso parliamo di una ambientazione umida, nel Sud degli Stati Uniti, all’inizio degli anni ’90. Protagoniste un gruppo di casalinghe che non hanno altro modo di esprimere la propria identità, se non quello di riunirsi tra loro in un club del libro particolare. Alle donne, infatti, non interessa leggere di trame romantiche o di ciò che sarebbe stato più appropriato per l’epoca, no, loro vogliono sapere di omicidi, di sangue, di serial killer. Tutto ciò in risposta alle loro vite piatte, dove occuparsi dei bambini e dei mariti è tutto ciò a cui possono (e devono) aspirare. Ed ecco che in questo contesto, quando si spera in qualcosa che cambi le carte in tavola, arriva una creatura notturna, che di certo porta pepe, ma anche tanta morte. E a quel punto l’esistenza noiosa vissuta prima si tinge di malinconia. Una lotta ad armi non proprio pari tra queste donne legate e vessate dalla società e un uomo che non ha vincoli, che vive l’eternità a suo piacimento, senza nessun legame. Ovviamente, è proprio il tema di sottofondo a rendere questo romanzo particolare: c’è sessismo, ma soprattutto razzismo. Perché? Perché ovviamente le prime vittime del Vampiro sono quelle che non possono difendersi in nessun modo, nemmeno con la legge: i bambini di colore. E tutto ciò ti colpisce allo stomaco come un tema tristemente attuale. Madri che non valgono niente, che sono costrette a rassegnarsi a perdere i propri figli, perché povere con la pelle scura. E donne che chiedono aiuto e non vengono credute. Vi dice niente?

Ad ogni modo, nonostante i temi trattati siano piuttosto crudi e le pagine non manchino di dettagli cruenti fin troppo dettagliati, la lettura è resa freschissima da quel mix di sarcasmo e ottime descrizioni che allo scrittore riescono alla perfezione. L’ho divorato in circa quattro ore. Non lo consiglio a tutti, però. L’ho trovato decisamente più adatto a chi già ama la letteratura di quel genere. Inoltre, un grande difetto che ho rivelato è che l’inizio ci mette davvero tanto ad ingranare e che tenda a perdere tempo tra un fatto e l’altro, parlandosi (o scrivendosi) addosso. Ma in generale, mi è piaciuto molto e ringrazio ancora Laura per avermelo suggerito.

– Lidia Marino – 

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